Annual Colloquium in European Contemporary History
Due lezioni di Mario Isnenghi e un concerto chiudono il ciclo di conferenze che l'Università di Verona ha organizzato per il Centenario della Grande Guerra
Due lezioni di Mario Isnenghi e un concerto chiudono il ciclo di conferenze che l'Università di Verona ha organizzato per il Centenario della Grande Guerra
Roma capitale mondiale dell’agricoltura : dall’Istituto Internazionale di Agricoltura alla FAO
Con una cerimonia tenutasi in Campidoglio, in presenza delle rappresentanze diplomatiche di oltre quaranta Paesi, il mattino del 28 maggio 1905 si inaugurano i lavori della conferenza diplomatica che, una decina di giorni più tardi, avrebbe condotto alla nascita dell’Istituto Internazionale di Agricoltura. L’Italia gioca un ruolo di primo piano per il successo di un’iniziativa che vede mobilitarsi diverse figure di spicco del mondo intellettuale e politico dell’epoca. L’idea iniziale del progetto spetta però a David Lubin, cittadino statunitense originario della Polonia, convinto della necessità di creare un organismo centrale capace di federare e proteggere gli agricoltori su scala mondiale contro il potere dei monopoli industriali e commerciali.
Prima istituzione internazionale permanente con funzioni di tipo tecnico ed in materia economica, l’Istituto comincia effettivamente a funzionare nel 1908. Nel frattempo, l’odierna Villa Lubin è stata appositamente edificata all’interno del parco di Villa Borghese su progetto dell’architetto Pompeo Passerini che in quegli stessi anni partecipa al cantiere del Vittoriano. Presenza fisica, oltre che luogo di studio e di dibattito, il palazzo entra rapidamente a far parte del paesaggio romano: tappa obbligata delle visite ufficiali nella capitale, sarà al contempo la sede di diversi incontri mondiali su tematiche collegate all’agricoltura.
Queste vicende diventano lo specchio di mezzo secolo di storia dell’Italia sulla scena internazionale. Il periodo tra le due guerre è un esempio particolarmente interessante in tal senso: l’Istituto sviluppa le sue attività, anche in collegamento con la Società delle Nazioni, ma si trova al contempo coinvolto e condizionato dalle complesse relazioni tra quest’ultima ed il regime fascista. Alla fine del secondo conflitto mondiale, l’esperienza costruita nel corso di quattro decenni dall’Istituto Internazionale di Agricoltura avrà inoltre un ruolo fondamentale per arrivare alla decisione, presa nel 1949, di trasferire a Roma la sede mondiale della FAO.
3 giugno 2015
14h30-16h30
Programma:
Niccolò Mignemi (École française de Rome), Dal sogno di un parlamento mondiale dell’agricoltura alla nascita dell’Istituto
Luciano Tosi (Università degli Studi di Perugia), L’internazionalismo difficile. L’Istituto tra fascismo e Società delle Nazioni
Emanuele Bernardi (Università degli Studi di Roma La Sapienza), L’Italia, la FAO e la riforma agraria tra Stati Uniti ed Europa
EUROMISSILI. Una discussione a partire dal fascicolo 276 di "Italia Contemporanea"
Modera: Saro Di Stefano, giornalista.
Intervengono:
Brunello Mantelli (UniCAL e UniTO, redazione di "Italia Contemporanea": Per una storia del presente: la rivista "Italia Contemporanea"
Alessandro Santagata (Università di Roma "Tor Vergata" e coautore del fascicolo): "Invece dei missili". I cattolici e la "profezia" della pace: dalla campagna per il Vietnam alla protesta di Comiso
Antonio Baglio (Università di Messina e coautore del fascicolo): Pio La Torre, la Sinistra politica ed il Movimento sindacale alla prova di Comiso
Vincenzo Schirripa (Libera Università "Maria SS. Assunta", Roma, e coautore del fascicolo): La città "sbattezzata" ed i luoghi del conflitto
Francesco Raniolo (Università della Calabria): Movimenti di massa e società italiana dagli anni Ottanta ad oggi. Una riflessione
Promotori: Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia (INSMLI); "Italia Contemporanea"; Rotary Club - Distretto 2110 - Club di Comiso e Club di Ragusa; Diocesi di Ragusa - Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro
Per ricordare Anna Maria Mandillo ad un anno dalla sua scomparsa, l’Associazione Bianchi Bandinelli, in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche e la Direzione generale biblioteche e istituti culturali del MiBACT, organizza un seminario di studi intitolato . Il seminario si terrà il 16 giugno 2015 nell’auditorium dell’Istituto per i beni sonori e audiovisivi (Discoteca di Stato), via Michelangelo Caetani 32, Roma, alle ore 15.
Il programma trae spunto dall’analisi di Mandillo su alcuni temi significativi – servizi nazionali, deposito legale, diritto d’autore – e prevede interventi e testimonianze che intendono approfondire aspetti funzionali e punti critici della situazione delle biblioteche italiane, offrendo un contributo al rilancio di questi istituti.
Nel corso del seminario verrà presentato il volume di scritti di Anna Maria Mandillo La biblioteca come servizio: scritti di Anna Maria Mandillo pubblicato dall’AIB.
Programma
Coordina Marisa Dalai Emiliani, Associazione Bianchi Bandinelli
Saluti
Massimo Pistacchi, Istituto Centrale beni sonori e audiovisivi
Rossana Rummo, Direzione Generale biblioteche e istituti culturali, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Enrica Manenti, Associazione Italiana Biblioteche
Interventi
Luca Bellingeri, Impegno e passione. Anna Maria e le biblioteche
Claudio Leombroni, Per la riorganizzazione dei servizi bibliografici e bibliotecari nazionali
Rosa Maiello, Il diritto d’autore: la difesa del servizio pubblico delle biblioteche tra riforme e controriforme
Paola Puglisi, Il deposito legale: ancora una “legge delle mancanze” con “il sapore dell’avanguardia”?
Giovanna Merola, Presentazione del volume La biblioteca come servizio. Scritti di Anna Maria Mandillo
Testimonianze
Rosaria Campioni, La leale collaborazione fra Stato e Regioni
Angela Benintende, L’impegno nella Direzione generale per le biblioteche
Vittoria Tola, La rivista Digitalia
Madel Crasta, Professione: com’era, come sarà
Marisa Dalai Emiliani, Il lavoro nell’Associazione Bianchi Bandinelli
Fondazione Isec vi invita al seminario “Il Nord, i Nord. I termini nuovi della questione settentrionale”
Aldo Bonomi (Aaster)
Paolo Feltrin (Università degli studi di Trieste)
Paolo Perulli (Università degli studi del Piemonte Orientale)
Angelo Pichierri (Università degli studi di Torino)
discutono insieme agli autori i volumi di
Giuseppe Berta, La via del Nord. Dal miracolo economico alla stagnazione (Il Mulino)
Giorgio Brunetti, Fare impresa nel Nordest. Dal decollo alla grande crisi (Bollati Boringhieri)
Daniele Marini, Le metamorfosi. Nord Est: un territorio come laboratorio (Marsilio)
Antonio Calabrò, La morale del tornio. Cultura d’impresa per lo sviluppo (Egea)
Scarica l'Invito 15 settembre 2015
Martedì 15 settembre 2015 ore 14.30-17 | Fondazione Isec, Villa Mylius, Largo La Marmora 17, Sesto San Giovanni (MM1 Sesto Rondò)
Nell'ambito del ciclo di incontri dedicato a "La crisi dell'Italia repubblicana in prospettiva storica", Alberto De Bernardi (Università di Bologna) e Luca Verzichelli (Università di Siena) discutono di "La crisi dei partiti di massa in un sistema politico in trasformazione"
Seminario di Federico Finchelstein - New School, New York Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità - Università di Padova - Aula STO/2
Seminario di David Burigana
Nell'ambito del ciclo di incontri dedicato a "La crisi dell'Italia repubblicana in prospettiva storica"
Pietro Causarano (Università di Firenze), e Alessandra Pescarolo (IRPET) discutono di "Quale lavoro per quali lavoratori? Vecchie e nuove figure sociali tra produzione e consumo"
In occasione del 70° anniversario della Liberazione e del 30° anniversario della prima pubblicazione de L’anello forte di Nuto Revelli, il seminario ha l’obiettivo di rilanciare le ricerche sui vissuti femminili in Italia durante la guerra attraverso l’approccio biografico. Dopo la fondamentale stagione di studi di genere sulla storia della Resistenza italiana, che ha avuto il merito di cambiare il paradigma interpretativo del fenomeno resistenziale, la ricostruzione delle biografie femminili può rappresentare oggi una pista d’indagine ancora poco battuta per cercare di affrontare domande relative ai modelli di scelta “politica” durante la guerra o per riflettere sul rapporto tra le varie forme di resistenza, anzitutto tra quella armata e quella civile.