Le culture sindacali in età liberale.
In occasione della pubblicazione del libro di Fabrizio Loreto, Sindacalismi, sindacalismo. La rappresentanza del lavoro in Italia nel primo Novecento: culture, figure, politiche (1900-1914), Roma, Ediesse, 2015.
In occasione della pubblicazione del libro di Fabrizio Loreto, Sindacalismi, sindacalismo. La rappresentanza del lavoro in Italia nel primo Novecento: culture, figure, politiche (1900-1914), Roma, Ediesse, 2015.
Giovedì 17 marzo 2016, alle ore 16.45, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Antigiudaismo. La tradizione occidentale di David Nirenberg.
Traduzione di Giuliana Adamo e Paolo Cherchi, Viella, 2016.
Intervengono: Anna Foa, Igor Mineo, Vincenzo Lavenia. Saranno presenti i traduttori.
L’antigiudaismo che esamina David Nirenberg in questo libro non è solo l’insieme dei pregiudizi e
delle persecuzioni contro gli ebrei: è una delle modalità fondamentali con cui il pensiero occidentale
ha definito se stesso e il proprio modo di interpretare il mondo in contrapposizione a una tradizione
diversa. Come spiega l’autore, «L’antigiudaismo non va inteso come un anfratto arcaico e irrazionale nel vasto edificio del pensiero occidentale, ma come uno dei principali strumenti con cui tale edificio è stato costruito». Se l’antisemitismo prende di mira la concreta esistenza degli ebrei, le loro pratiche culturali e religiose, l’antigiudaismo si concentra su tratti e caratteri attribuiti all’influenza della tradizione ebraica ma rintracciabili anche al di fuori di essa, dal letteralismo religioso al materialismo.
Già nel mondo antico si affaccia il motivo ricorrente di una “diversità ebraica” che anticipa, spesso
con toni e caratteri simili, l’antigiudaismo cristiano e occidentale: è da qui che parte il viaggio di
Nirenberg, per tracciare la storia del rapporto dell’Occidente (e del mondo islamico) con l’idea di
giudaismo, in un percorso che da san Paolo arriva fino alla tormentata riflessione novecentesca sulle
cause dell’antisemitismo e sul ruolo dell’ebraismo nell’Occidente contemporaneo.
David Nirenberg è professore di storia medievale e pensiero sociale all’Università di Chicago. Tra
le sue opere principali: Communities of Violence: Persecution of Minorities in the Middle Ages(1996); Judaism and Christian Art: Aesthetic Anxieties from the Catacombs to Colonialism (con Herbert Kessler, 2011); Neighboring Faiths: Christianity, Islam, and Judaism in
the Middle Ages and Today (2014).
Fondazione Isec sarà presente al convegno promosso da “Biblioteche Oggi” il 17 e 18 marzo 2016 presso la Fondazione Stelline di Milano. Nella sessione Archivi e Università: innovazione e divulgazione nei progetti di ricerca applicata per la valorizzazione del patrimonio culturale finanziati con fondi FSE, organizzato da Struttura Istituti e Luoghi della cultura e Soprintendenza Beni librari di Regione Lombardia, Roberta Garruccio (Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali, Università degli Studi di Milano), Sara Roncaglia (Associazione AVoce) e Sara Zanisi (Fondazione ISEC) presenteranno gli innovativi risultati del progetto “Laboratorio Industria. Trasmettere e narrare le culture del lavoro e le metamorfosi degli spazi attraverso gli archivi delle fabbriche di Sesto San Giovanni”, tra cui il documentario Il polline e la ruggine. Memoria, lavoro, deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985/2015), prodotto da Isec con Università degli studi di Milano e AVoce.
L’appuntamento è per venerdì 18 marzo alle ore 14.30-17.00, Fondazione Stelline, Sala Bramante, Corso Magenta 61 Milano.
Per info:
Programma della sessione “Archivi e Università”
Programma del convegno “Bibliotecari al tempo di Google”
Come raggiungere Fondazione Stelline
Simonetta Ciranna (Docente di Storia dell’Architettura dell’Università degli studi dell’Aquila)
presenterà il volume da lei curato insieme a Patrizia Montuori
Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e Territori tra cancellazione e reinvenzione
discuteranno con lei Gabriella Gribaudi e Anna Maria Zaccaria (Dipartimento di Scienze Sociali, Università Federico II)
In occasione della presentazione del libro
LO SCAMBIO - Come Gramsci non fu liberato
di Giorgio Fabre
(Sellerio Editore Palermo)
Intervengono oltre l'autore Roberto Roscani, Giovanni Scirocco, Walter Veltroni.
Coordina Ferruccio Capelli
Mercoledì 23 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma) sarà presentato il volume Senza lavoro. La disoccupazione in Italia dall'Unità a oggi di Manfredi Alberti, Laterza, 2016. Intervengono: Loris Campetti, Michele Colucci, Alfonso Gianni. Coordina: Andreina De Clementi. Sarà presente l’autore.
Al momento dell’Unità il lavoro era molto spesso un’esperienza discontinua. Ci si adattava trovando fonti alternative di sostentamento, esercitando diverse attività o spostandosi alla ricerca di un’occupazione. A fine Ottocento nasce una nuova consapevolezza: la mancanza di lavoro è una forma di ingiustizia contro cui occorre lottare. Chi non ha lavoro, e non per sua volontà, non tollera più di essere additato come ozioso o vagabondo. Più tardi il fascismo favorirà il mantenimento di bassi salari e la lotta alla disoccupazione diventerà poco più che uno slogan propagandistico. Sarà solo dopo il disastro della seconda guerra mondiale, in un’Italia con milioni di disoccupati, che l’intero ordinamento giuridico del paese verrà rifondato sul principio del diritto al lavoro, in vista dell’obiettivo quasi sempre disatteso della piena occupazione.
Il libro incrocia dati economici, sociali, politici e culturali, proponendo un’analisi originale e completa del fenomeno che da sempre rappresenta una piaga per il nostro paese.
Manfredi Alberti collabora alla cattedra di Storia economica presso il Dipartimento di Studi aziendali dell’Università Roma Tre. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in storia all’Università di Firenze (Dipartimento di Studi sullo Stato), è stato borsista presso l’Istat e la Fondazione Luigi Einaudi di Torino. Ha pubblicato saggi su riviste storiche, fra cui “Quaderni storici” e “Memoria e ricerca”, e il volume La “scoperta” dei disoccupati. Alle origini dell’indagine statistica sulla disoccupazione nell’Italia liberale (1893-1915) (Firenze University Press 2013
Seminario di Camilla Poesio nell'ambito del ciclo di seminari Grup d’Estudis República i Democràcia Grup d’Estudis República i Democràcia
Seminario di Lutz Klinkhammer nell'ambito del ciclo di seminari "Arte Scienza e Totalitarismi"
Giovedì 31 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Rubriche d'autore. Boine, Calvino, Campanile, de Céspedes, Flaiano, Manganelli, Manzini, Morante, Palazzeschi, Serao a cura di Valentina Russi, Vecchiarelli editore, 2015. Intervengono: Nicola Merola, Giuliana Zagra. Coordina: Rosanna De Longis.
“I dieci studi monografici contenuti in questo volume sono incentrati su una particolare modalità di collaborazione dell'autrice o dell'autore prescelto (tutti scrittori) con la stampa periodica: la scelta di tenere una rubrica. Tale scelta crea una sostanziale discontinuità sia rispetto agli articoli estemporanei, sia rispetto ai contributi anche regolarissimi che ciascuno degli scrittori trattati, insieme a molti altri, ha fornito a una o più testate.
La rubrica infatti, indipendentemente dall'argomento affrontato, possiede caratteristiche particolari, affatto diverse tanto da quelle del luogo che la ospita (quindi il periodico) quanto dalle proprietà dei suoi elementi costitutivi (i singoli pezzi); purtuttavia, essa si configura come un punto di congiunzione che non solo tiene insieme gli altri due ma che può anche operare su di essi modifiche più o meno profonde. Si consideri ad esempio l'elemento diacronico, estraneo alla natura del singolo numero del periodico così come al singolo pezzo della rubrica: quest'ultima si prende la stessa responsabilità della testata, vale a dire di assicurare nel tempo una certa continuità, in modo da creare in chi acquista il giornale una domanda specifica di lettura. Si può dunque affermare che la rubrica riproduca, in scala ridotta, la struttura del giornale nella sua periodica potenzialità, che diventa materialità seguendo le scansioni prestabilite di una linea diacronica.” (dall’Introduzione della curatrice)
Valentina Russi è ricercatrice di Letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Siena, dove ha tenuto corsi di Letteratura Italiana, Teorie dei generi letterari e delle testualità, Storia della critica e delle poetiche. Ha tenuto lezioni e conferenze in vari Istituti di Cultura Italiani e Università straniere, tra cui S. Paulo, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Paranà, Ankara, Sidney, Berlino, Beirut. È nella redazione del «Bollettino di Italianistica», diretto da Alberto Asor Rosa e collabora come referee alla rivista «Quaderni del ‘900», diretta da Lucia Strappini.
Lo storico analizza, negli aspetti economici, sociali, politici e culturali, la disoccupazione in Italia nel periodo fra l’Unità e il nuovo millennio. Usare una prospettiva storica, permette, infatti, di comprenderla come fenomeno strettamente legato all’affermarsi e all’evolvere del capitalismo.
Con Giuseppe Berta e Luca Ricolfi.
http://www.circololettori.it/senza-lavoro/