Calendario di storia contemporanea
Eventi
- Dipartimento di Scienze Umane e Sociali - Università di Bergamo Via S. Agostino 2, Bergamo
L’altra Roma. «La Frusta» e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale, a cura di Laura Lanza
Biblioteca di storia moderna e contemporanea Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaLunedì 21 settembre, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32 – Roma) verrà presentato il volume L’altra Roma. «La Frusta e la stampa cattolica a Roma da Porta Pia a Roma capitale», a cura di Laura Lanza (Edizioni Biblioteca d'Orfeo, 2015).
Intervengono
Sandro Bulgarelli, Giuseppe Monsagrati, Lauro Rossi
Coordina
Rosanna De LongisNew Insights in Nineteenth Century History
Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DISSGEA) Palazzo Luzzato Dina - Via del Vescovado 30, Padova, ItaliaPadua-Oxford doctoral workshop, Friday 25th of September, 2015 Palazzo Jonoch, Sala Bortolami I session (9,30-12,30) Chair: Carlotta Sorba David Hopkin, Lacemakers -- Poverty, Religion and Gender in a […]
Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture, contesti, linguaggi durante la Grande Guerra, a cura di Rita Fresu
Biblioteca di storia moderna e contemporanea Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaMercoledì 23 settembre 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Questa guerra non è mica la guerra mia. Scritture, contesti, linguaggi durante la Grande Guerra a cura di Rita Fresu. Il Cubo, 2015. Intervengono: Claudio Natoli, Luca Serianni. Coordina: Marcello Teodonio.
Sarà presente la curatrice.Dal tetto della tradotta che lo conduce al fronte, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman), dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi), ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante, che non comprende, e non gli appartiene, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli, che emblematicamente si è scelta in epigrafe al volume: questa guerra non è mica la guerra mia. Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana, così come non lo è stata di tanti, e di tante, che però per la guerra, e della guerra, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno, inusitato per alcuni, meno estraneo, forse, per altri, ma per tutti, di fatto, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c'era, anche attraverso un processo di avvicinamento tra alto e basso in cui si collocano infinite soluzioni intermedie, fatte di testi e di scriventi, di lingue e di linguaggi, che si contagiano, si mescolano, si amalgamano, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che, di là dall'evento bellico, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale , in un gioco di contatti, scambi, travasi che qui si è cercato di mettere in luce.
Sommario: Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu; Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni; Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti; La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d'Ampezzo di Paolo Giacomel; «Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell'Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru; Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi; La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta; «Giannì, non rientrare in Italì, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria; Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola 'fame'di Edeltraud Werner; Grande guerra e scritture esposte di Paolo D'Achille e Domenico Proietti; La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada; La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell'Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi; «Quattro parole, così, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi; «So' Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea (1918) di Davide Pettinicchio; Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio; «Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni; Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul 'Giornale di guerra e di prigionia' di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt
Rita Fresu insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
Scrittura e potere. Leggi e bandi tra età moderna e contemporanea: Convegno nazionale di studi
Biblioteca di storia moderna e contemporanea Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaGiovedì 24 settembre 2015, dalle ore 9.00, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e la Biblioteca di Sardegna organizzano, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma), il Convegno nazionale di studi: SCRITTURA E POTERE. LEGGI E BANDI TRA ETÀ MODERNA E CONTEMPORANEA
PROGRAMMA
9.00 accoglienza e registrazione
9.15 saluti
Rosanna De Longis, Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Cinzia Nicolini, Biblioteca di Sardegna9.30 relazioni - Moderatrice Margherita Palumbo
Manuela Grillo, Università di Roma Sapienza - I torchi di stampa ufficiali dello Stato Pontificio: la Stamperia del Popolo Romano, la Tipografia Apostolica Vaticana, la Stamperia Camerale
Lorenzo Baldacchini, Università di Bologna - Se ben che non siamo libri...
Paolo Procaccioli, Università della Tuscia - Il banditore e il suo lessico nella tradizione letteraria
11.00 Pausa caffè
11.30 relazioni
Marina Formica, Università di Roma Tor Vergata - La voce del potere. Linguaggi e pratiche sociali nei bandi del 1789-1799
Giovanni Paoloni, Università di Roma Sapienza - In biblioteca in archivio: una riflessione sulla natura documentaria dei bandi
13.00 Pausa pranzo
15.00 relazioni
Flavia Bruni, Università di Roma Sapienza - La catalogazione di manifesti e fogli volanti tra archivi e biblioteche: un problema internazionale
Francesca Tomasi, Università di Bologna - Library Linked Open Data: strategie di valorizzazione semantica di bandi, manifesti e fogli volanti
Francesca Di Gioia, Accademia delle Belle Arti, Frosinone - Emblemata: segni e simboli nelle carte della Stamperia Camerale
16.30 Pausa caffè
17.00 Intervento straordinario
Giampiero Mughini, collezionista e bibliofilo - Le carte degli assassini
Biblioteca di storia moderna e contemporanea - Palazzo Mattei di Giove
Via Michelangelo Caetani 32 - RomaLa Grande guerra delle italiane. Mobilitazioni, diritti, trasformazioni
La Società Italiana delle Storiche, il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Roma Tre, la Fondazione Nilde Iotti organizzano:
La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni, diritti, trasformazioni
Convegno internazionale Roma, 24-25 settembre 2015.
Università degli studi Roma Tre - Dipartimento di Scienze politiche (Via G. Chiabrera 199, Roma)PROGRAMMA
PRIMA GIORNATA
Giovedì 24 settembre 2015Ore 9.30 Apertura convegno e saluti
Mario Panizza, Rettore Università degli Studi Roma Tre
Francesco Guida, Direttore Dipartimento Scienze Politiche
Isabelle Chabot, Presidente Società Italiana delle Storiche
Livia Turco, Presidente Fondazione Nilde IottiOre 9.45 Modernità e mobilitazioni
Presiede Francesco Guida, Università degli Studi Roma TreIntroduzione al Convegno
Stefania Bartoloni, Università degli Studi Roma Tre
La Grande Guerra dell’uomo marziale: ovvero, la virilità assistita
Emilio Gentile, La Sapienza Università di Roma
Le donne, il lavoro e le trasformazioni delle relazioni tra Stato e società in Europa, 1914-1918
Laura Lee Downs, European University Institute
La «sorellanza» nella guerra: sfide e impegno nel movimento internazionale delle donne 1914-1924
Ingrid Sharp, University of LeedsDiscussione
Ore 13.00 Pausa pranzoOre 14.30 Culture della pace e culture dei diritti
Presiede Renato Moro, Università degli Studi Roma TrePacifiste francesi e italiane. Un incontro difficile (1912-1922)
Bruna Bianchi, Università degli Studi Ca’ Foscari
Lo sfilacciarsi della rete: pacifiste tra Europa e Stati Uniti
Maria Susanna Garroni, Università degli Studi Roma Tre
Alla ricerca di un nuovo internazionalismo: il dialogo con la Società delle Nazioni
Elda Guerra, Associazione Orlando-Centro Documentazione Donne di Bologna
Dal pacifismo all’interventismo. Il suffragismo italiano1895-1919
Emma Schiavon, Società Italiana delle Storiche
Il Consiglio nazionale delle donne italiane: affinità e contatti internazionali 1911-1923
Daniela Rossini, Università degli Studi RomaTre
DiscussioneSECONDA GIORNATA
Venerdì 25 settembre 2015Ore 9.30 Esperienze di una guerra totale
Presiede Giovanna Procacci, Università degli Studi di ModenaLa Grande Guerra delle donne nella storiografia italiana
Simonetta Soldani, Università degli Studi di Firenze
Pane, pace e lavoro: rivendicazioni femminili tra città e campagna
Roberto Bianchi, Università degli Studi di Firenze
La propaganda politica delle «non politiche»
Beatrice Pisa, La Sapienza Università di Roma
La mobilitazione dell’infanzia
Laura Guidi, Università degli Studi Federico II
Nei territori del fronte: l’area veneta
Nadia Maria Filippini, Università degli Studi Ca’ Foscari
Donne e uomini di nazionalità nemica: internamento e confino in Italia e nell'Impero austro-ungarico
Daniela Luigia Caglioti, Università degli Studi Federico IIDiscussione
Ore 13.00 Pausa pranzo
Ore 14,30 Memorie, rappresentazioni, società
Presiede Simonetta Soldani, Università degli Studi di FirenzeScenari dell’ io nel racconto sociale della Grande Guerra
Mario Isnenghi, Università degli Studi Ca’ Foscari
Operatrici sociali per la patria. Identità e rappresentazioni nell’assistenza di guerra
Augusta Molinari, Università degli Studi di Genova
La famiglia italiana attraverso il conflitto: ruoli di genere e generazionali
Catia Papa, Università degli Studi della Tuscia
Donne eroiche e veneri vaganti. Luoghi di intrattenimento in Italia, Francia e Inghilterra
Teresa Bertilotti, Università degli Studi Milano-Bicocca
«Due milioni di senza-marito»: occupazioni femminili e politiche sociali
Stefania Bartoloni, Università degli Studi RomaTreDiscussione e chiusura dei lavori
La difesa dell’italianità, Il Mulino 2015
Bolzano piazza dell'Università 1, Bolzano, Italia
La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)
a cura di Diego D’Amelio, Andrea Di Michele, Giorgio Mezzalira
Bologna, Il Mulino, 2015
25.09.2015, ore 18.00
Biblioteca universitaria di Bolzano
Piazza Università 1
Bolzano
A discutere del libro saranno, insieme ai tre curatori,
Andreas Gottsmann, Direttore dell’Istituto storico austriaco a Roma
Raoul Pupo, Professore di Storia contemporanea all’Università di Trieste
L’Ufficio per le zone di confine (Uzc), attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio, le ricerche qui proposte – di studiosi di lingua italiana, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere.
Frutto di una ricerca iniziata nel 2008, il volume raccoglie i risultati di un primo approfondito studio sulla documentazione inedita dell’Ufficio per le zone di confine, conservata a Roma presso l’Archivio generale della Presidenza del consiglio dei ministri. Questo carteggio ha permesso agli storici di ricostruire il profilo politico e i compiti dell’Ufficio – voluto da Alcide De Gasperi e diretto da Silvio Innocenti (già Prefetto di Bolzano nel 1946) – nonché la fitta trama delle attività e l’ingente mole dei finanziamenti a sostegno della difesa e della propaganda dell’italianità dell’Alto Adige e della Venezia Giulia. Fu per queste sue specifiche funzioni di tutela che l’Uzc venne percepito dalle minoranze etno-nazionali come strumento di palese discriminazione e accusato, a Bolzano come a Trieste, di sostenere posizioni e politiche nazionalistiche.
L’Ufficio agì in regioni “difficili”, passate alla sovranità italiana da meno di un trentennio e agitate da tanti temi “caldi”: solo per citare i più importanti, in Alto Adige la questione del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di chi nel 1939 aveva optato per la Germania e l’elaborazione del primo Statuto di autonomia; nella Venezia Giulia la gestione dell’emergenza profughi, che si inseriva in un delicatissimo quadro politico, caratterizzato anche da interventi di “difesa dell’italianità” in funzione anticomunista e antijugoslava. Problemi che attenevano alla politica interna ma anche a quella estera, nel mutato quadro determinatosi con la fine della guerra mondiale.
Al di là della sua evidente rilevanza per gli studi storici di ambito locale, l’opera rappresenta un contributo importante sul piano storiografico per una migliore comprensione dei rapporti tra centro e periferia e dei nodi relativi alla questione nazionale e ai processi di ricostruzione, anche identitaria, dopo il 1945.
Il libro è frutto della collaborazione tra diverse istituzioni, il cui impegno ha reso possibile la ricerca e la pubblicazione: il Centro di competenza Storia regionale della Libera Università di Bolzano, l’Archivio provinciale di Bolzano/Südtiroler Landesarchiv, l’Istituto storico italo-germanico della Fondazione Bruno Kessler di Trento e la Fondazione Museo storico del Trentino.
Presentazione dell’Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia
Istituto centrale per beni sonori e audiovisivi Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaLunedì 28 settembre 2015, ore 16,30
Auditorium dell'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32-Roma)
Presentazione dell'Associazione di Studi Storici Sergio La SalviaIntervengono
Fabio Fabbri, Vasco La Salvia
Intermezzo musicale di
Sara ModiglianiNata nel giugno del 2015, l'Associazione intende promuovere "gli studi storici con particolare riferimento al periodo risorgimentale italiano, in una prospettiva europea ed internazionale" e lo "studio della nascita dei movimenti e dei partiti politici nel loro complesso e costante rapporto col corpo sociale nelle sue diverse articolazioni tanto negli aspetti storico-tecnologici ed economici, quanto in quelli legati ai movimenti d'opinione". Il fine è quello di ripercorrere le tematiche che Sergio La Salvia aveva frequentato e alimentato con le sue ricerche e con la finezza del suo metodo, rivolgendosi non solo alle questioni sociali e politiche dell?età del Risorgimento ma anche alle più profonde contraddizioni della società italiana e dei conflitti che la connotano tuttora.
Info: ic-bsa@beniculturali.it ? www.icbsa.it; b-stmo.info@beniculturali.it - www.bsmc.it
Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi, di Andrea Zannini
Biblioteca di storia moderna e contemporanea Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaMercoledì 30 settembre 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, verrà presentato il volume Storia minima d’Europa. Dal neolitico a oggi di Andrea Zannini, il Mulino, 2015.
Intervengono: Maria Pia Donato, Giuseppe Galasso, Marcello Verga.
Coordina: Rosanna De Longis.Che cos’è l’Europa? Un’entità geografica, un patrimonio storico, una costruzione ideologica? Tutto questo insieme: una cosa dai tratti imprecisi ma concreti, che si è venuta formando nel corso dei millenni. A partire dal termine stesso e dalla definizione dell’ambito spaziale, il libro illustra gli snodi, i processi e le trasformazioni principali che hanno condotto all’Europa di oggi: dall’eredità del mondo greco-romano alla diffusione del cristianesimo, allo sviluppo delle città e degli stati, dall’espansione coloniale alle rivoluzioni e ai nazionalismi, dai totalitarismi novecenteschi all’Unione europea.
Andrea Zannini insegna Storia moderna nell’Università di Udine. Tra le sue ultime pubblicazioni, Venezia città aperta. Gli stranieri e la Serenissima XIV-XVIII sec. (2009); per il Mulino ha co-curato La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli (2013).
Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista di Matteo Millan,
Biblioteca di storia moderna e contemporanea Via Michelangelo Caetani, 32, Roma, ItaliaGiovedì 1° ottobre 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma) verrà presentato il volume Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista di Matteo Millan, Viella, 2015. Intervengono: Paul Corner, Carlo Fumian, Emilio Gentile.
Roma, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l’immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell’ordine pubblico.
In realtà, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime, anche per merito delle sue camicie nere, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto, squadrismo e violenza non verranno mai meno.
Attraverso il ricorso a nuove fonti, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia, al pari dei tanto odiati antifascisti, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita. Ne emerge un quadro complesso e articolato, nel quale lo squadrismo non può di certo essere ritenuto un “residuo anacronistico” né un “effetto collaterale” del percorso ventennale del regime, ma rappresenta piuttosto un elemento imprescindibile nella definizione del fascismo.Matteo Millan è assegnista di ricerca all’Università di Padova e ha ottenuto una borsa di studio Marie Curie dalla Gerda Henkel Foundation. Ha studiato la rete informativa della Resistenza italiana (Guerra di servizi, Padova 2009) e attualmente sta conducendo una ricerca comparativa sulle forme organizzate di violenza politica in Italia, Francia e Spagna nel quindicennio che precede la prima guerra mondiale.
Informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it - www.bsmc.it -