Economic Encounters in the age of Ideology
Exploring the business dimension of political confrontation in China, Russia, Europe (1945 – 1991)
Thursday, 7th May and Friday, 8th May 2015
Tower 2, 9th Floor, LSE
Exploring the business dimension of political confrontation in China, Russia, Europe (1945 – 1991)
Thursday, 7th May and Friday, 8th May 2015
Tower 2, 9th Floor, LSE
Giovedì 7 maggio 2015, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea, 1915-1918 di Nicola Maranesi (Il Mulino, 2014). Ne parlano con l’autore: Fortunato Minniti, Lidia Piccioni.Casa, centro di addestramento e smistamento, retrovia, trincea di massima resistenza, trincea di prima linea, trincea avanzata, terra di nessuno. Nel corso della Prima guerra mondiale furono circa quattro milioni e duecentocinquantamila i soldati italiani direttamente impegnati nelle operazioni belliche. Partirono da tutta la penisola per contrapporsi al nemico, l’esercito austriaco, su un fronte che si estendeva per circa cinquecento chilometri, dal confine con la Svizzera fino al Mare Adriatico. Non fu questo, però, l’unico cammino che gli uomini in età di leva condivisero durante i lunghi mesi di ostilità. È infatti possibile ripercorrere le tappe di un percorso emotivo, scandito dagli stati d’animo vissuti dai soldati durante la permanenza al fronte: presa di coscienza, inquietudine, smarrimento, sconforto, agitazione, paura, rassegnazione, terrore, annichilimento, volontà di vivere. Per ricostruire questo «viaggio interiore» Nicola Maranesi ha scandagliato i diari, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e ha intrecciato le diverse testimonianze in un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza della Grande Guerra: racconti vivi e impressionanti, che continuano a rivelare aspetti inediti della vita quotidiana dei soldati, dal momento dell’arrivo in trincea fino a quello, per chi ha potuto viverlo, del ritorno a casa.La presentazione di Avanti sempre inaugura il ciclo di incontri Scritture di guerra, sulla memorialistica delle guerre mondiali: i successivi appuntamenti, il 14 e il 21 maggio p.v., saranno dedicati, rispettivamente, al racconto autobiografico di Eugenio Armati, Aride zolle, e al volume di Gianluca Cinelli, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Nicola Maranesi, giornalista, fa parte della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Coordina il «Progetto Grande Guerra» della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale ed è responsabile per l’Archivio del progetto «La Grande Guerra, i diari raccontano», in collaborazione col Gruppo «L’Espresso».
Venerdì 8 maggio 2015, ore 17.00, con la collaborazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari, Antonella Fischetti, Donzelli, 2014. Concerto di Sara Modigliani con il gruppo L’albero della libertà e ascolto di dischi originali su grammofoni d’epoca. Interviene: Marino Sinibaldi. Saranno presenti gli autori.
La Grande guerra è stato il primo conflitto del nostro paese di cui si conservi una memoria «sonora». Fin da subito si avvertì l’esigenza di salvaguardare il ricordo della tragedia appena vissuta attraverso il marmo dei monumenti o la carta e l’inchiostro delle memorie dei soldati. Ci fu chi però ebbe l’idea di affidare alla voce, a cui è legata così intimamente l’identità di ciascuno di noi, e alla parola dei protagonisti il compito di preservare e tramandare quella vittoria tanto discussa: tra il 1924 e il 1925, Rodolfo De Angelis, eclettica figura di artista, pensò di raccogliere le voci di coloro che avevano svolto un ruolo di primo piano nella guerra, invitandoli a declamare i propri celebri discorsi. Sarà questa discoteca, la raccolta La Parola dei Grandi, a costituire il nucleo della Discoteca di Stato che verrà istituita nel 1928. Quelle «voci storiche» (qui riunite nel cd allegato) sono una fonte di importanza unica: le parole di Luigi Cadorna, Armando Diaz, accanto a quelle di Vittorio Emanuele Orlando (la più antica registrazione di un primo ministro italiano) o di Luigi Pirandello, costituiscono una preziosa testimonianza. Si pensi, ad esempio, al documento di Cadorna: il generale non era certo felice di passare alla storia per il bollettino di Caporetto; e così, alla fine della lettura del testo originale, aggiunge una postilla in cui rimarca il successo finale della guerra, con l’intento di «attenuare» la tragicità di quella disfatta. Oltre a offrirci l’affresco di un’epoca (e il modo in cui venne allora «metabolizzata» la guerra), la raccolta si presenta come una galleria di «autoritratti sonori», nei quali alcuni dei personaggi che hanno fatto la nostra storia riflettono su se stessi e, scegliendo una particolare sfumatura, adottando un determinato accento, marcando una parola più di un’altra, di se stessi e delle proprie imprese tratteggiano il quadro che ritengono il più adeguato da lasciare in eredità agli italiani che verranno.
Il volume è corredato da un cd che contiene le «voci» di: Luigi Cadorna, Enrico Caviglia, Pietro Badoglio, Armando Diaz, Guglielmo Pecori-Giraldi, Paolo Thaon di Revel, Gaetano Giardino, Emanuele Filiberto duca d’Aosta, Vittorio Emanuele Orlando, Tommaso Tittoni, Carlo Delcroix, Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Pirandello, Trilussa.
Piero Cavallari e Antonella Fischetti, studiosi di storia contemporanea, lavorano all’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
8 maggio 2015
Biblioteca Comunale Teresiana
Sala delle Vedute
Via Ardigò 13
Mantova
ore 17,30
Seminario a partire dal volume
Abbasso la guerra!
Neutralisti in piazza alla vigilia della prima guerra mondiale in Italia
a cura di Fulvio Cammarano
Firenze, Le Monnier, 2015
Con il curatore e gli autori discutono
Mirco Carrattieri ISTORECO
Carlo Stiaccini Università di Genova
Coordina Maurizio Bertolotti IMSC
9 maggio 2015
Biblioteca Mediateca \'Baratta\'
Sala delle Colonne
corso Garibaldi 88
Mantova
Intorno a Scalarini
Pacifismo, neutralismo e interventismo: immagini in azione
Giornata di studi
I Sessione:
Presiede Gian Luca Fruci Università di Padova – IMSC
10 – 11,15: Mantova
Maurizio Bertolotti IMSC
La sinistra mantovana, la pace e la guerra dal Risorgimento al 1915
Marco Tonini IMSC
Il tenace filotriplicismo dei nazional-liberali mantovani:
un\'anomalia nel panorama politico nazionale?
11,30 – 12,30: Scalarini
Giovanna Ginex storica dell’arte, Milano
Il primo Scalarini: note biografiche, stile e tecniche
Sandro Morachioli Scuola Normale Superiore, Pisa
“Scalarineide”: il neutralismo neutralizzato
e qualche problema di estetica giornalistica
II Sessione
Presiede Fulvio Cammarano Università di Bologna
14,30 – 15,30: Pacifismo e neutralismo in immagini
Gian Luca Fruci Università di Padova – IMSC
Pacifismo e neutralismo illustrati
Carlo Stiaccini Università di Genova
«Pacem oliva tulit».
Immagini della propaganda pacifista cattolica di fronte alla Grande Guerra
15,45 – 16,45: Interventismo in immagini
Costanza Bertolotti IMSC
L\'«Asino» di Galantara tra neutralismo e interventismo
Giovanni Lasi Università di Bologna
Il cinema va alla guerra: nazionalismo e interventismo
nella filmografia italiana all\'avvio del primo conflitto mondiale
Martedì 12 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto, FrancoAngeli, 2014. Ne discutono con l’autore: Zeffiro Ciuffoletti, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi.
Il percorso attraverso il quale la Sinistra storica si trasformò in opposizione costituzionale fu complesso e comportò crisi di coscienza e riserve mentali non facili da superare. Antonio Mordini fu tra i primi a rendersi conto della necessità di dare una risposta al problema della natura non pienamente costituzionale dell'opposizione, operando prima dall'interno della Sinistra, poi fondando il "Terzo partito". Questo studio si propone di indagare l'idea di opposizione costituzionale che Mordini propugnò negli anni 1861-1869. Nella sua ottica la Sinistra doveva diventare un cardine di stabilità per il sistema politico e un'alternativa alla Destra per il governo. Chi non accettava la legalità sancita dai plebisciti del 1860 doveva "risegnare il proprio mandato, presentare la propria renunzia e ritirarsi dal Parlamento". Il vero scopo della Sinistra doveva essere "convertire la minorità in maggiorità", abbandonando l'azione extra legale. L'opera del deputato toscano permette di comprendere meglio alcune dinamiche che accompagnarono il pieno inserimento della Sinistra nel sistema politico postunitario.
Christian Satto è allievo del corso di perfezionamento in discipline storiche della Scuola Normale Superiore e si occupa di storia politica dell'Ottocento italiano. Fra i suoi contributi recenti: "Per religioso convincimento": il ruolo di Roberto d'Azeglio nell'emancipazione dei "dissidenti" subalpini, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia", Serie 5, 2013
Il centenario della I Guerra mondiale offre l’opportunità per approfondire un processo che, prendendo avvio dalla fine del XIX secolo, attraverso la grande trasformazione culturale, sociale, tecnologica, economica e politica che ha introdotto la Grande Guerra, ha provocato un complessivo rivolgimento della identità europea, giunto a maturazione solo dopo aver fatto i conti col dramma del secondo conflitto mondiale e dei muri ideologici del XX secolo.
Due sono gli elementi che sembrano costituire fattori di interesse per la storiografia e per il dibattito pubblico: l’esigenza di una riflessione “europea” sulla Grande Guerra; la connessione tra la storia sociale e politica per comprendere meglio le dinamiche tra la vita istituzionale e quella della società civile nella storia d’Italia. Con tale approccio, la LUMSA e l’Archivio storico del Senato della Repubblica hanno organizzato per il 13 e 14 maggio 2015 un convegno rivolto ad esaminare il complesso rapporto tra “Istituzioni politiche e mobilitazioni di piazza” nella storia d’Italia. I passaggi che dal Patto di Londra e dalla disdetta della Triplice Alleanza, attraverso le “radiose giornate” del maggio 1915 e la concessioni dei poteri straordinari al governo, portarono all’ingresso in guerra dell’Italia saranno oggetto dei contributi di Luciano Monzali, Andreas Gottsmann, Mario Isnenghi, Giuseppe Sabbatucci, Gianenrico Rusconi e di Francesco Bonini, Rettore della LUMSA (giovedì 14 maggio 2015, Sala Zuccari del Senato alle ore 9.00).
Le complesse dinamiche che nel corso del tempo ha alimentato l’articolato rapporto tra i “palazzi” del potere politico e le differenti “piazze” animate da molteplici soggetti sociali e politici, attraversando la storia dell’Italia sabauda e repubblicana saranno oggetto delle riflessioni di una intera giornata di studio (mercoledì 13 maggio 2015, Aula Giubileo della LUMSA, dalle 9.00 alle 18.00). Introdotto da Franco Marini, Presidente del Comitato storico scientifico, da Romano Ugolini e da Rocco Pezzimenti, sarà possibile cogliere analogie e distinzioni nel sovrapporsi dell’agire collettivo e della decisione politica nel dibattito sull’esercito garibaldino dell’aprile 1861, nell’attitudine della guardia nazionale nei confronti del Parlamento del maggio 1873, negli eventi che condussero allo Stato d’Assedio a Milano nel maggio 1898, nello svolgimento della “settimana rossa” del giugno 1914, fino alla marcia su Roma dell’ ottobre 1922 e alla nascita della festa della Repubblica nel giugno 1947 (nelle relazioni di Silvano Montaldo, Carlo M. Fiorentino, Claudia Storti, Fabrizio Loreto, Paolo Nello, Raoul Antonelli).
Né sono mancati durante il periodo dell’Italia repubblicana momenti cruciali in cui sono riemersi predominanti all’attenzione degli organi politici costituzionali i diversi connotati di ampi movimenti organizzati; si è scelto di esaminare i contorni delle tensioni che caratterizzarono il loro rapporto in relazione all’attentato a Togliatti del luglio 1948, al congresso di Genova del Msi del luglio 1960, all’Autunno caldo del 1969, alla contestazione universitaria a Roma nel febbraio 1977, alla marcia del Quarantamila dell’ottobre 1980, all’autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi dell’aprile 1993, fino alla giornata mondiale della gioventù dell’agosto 2000 (nelle relazioni di Filippo Mazzei, Giuseppe Parlato, Andrea Ciampani, Paolo Mattera, Stefano Musso, Giovanni Orsina, Paolo Acanfora).
Mercoledì 13 maggio, ore 9:30, presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull\'Uomo dell\'Università del Salento (Monastero degli Olivetani,Padiglione Chirico, viale San Nicola, 73100, Lecce) verrà presentato il
volume \"Abbasso la guerra! Neutralisti in piazza alla vigilia della Prima guerra mondiale in Italia\", a cura di Fulvio Cammarano (Le Monnier, 2015).
Ne discutono con il curatore Maria Marcella Rizzo (Università del Salento), Daria De Donno (Università del Salento).
Introduce Anna Lucia Denitto (Università del Salento)
http://bacheca.unisalento.it/pubblicazioni/Abbassolaguerra_loc.pdf
La casa perduta. La memoria dei profughi nell’Europa del Novecento di Patrizia Audenino
© Carocci editore 2015
Ne discutono con l’autrice
Marco Cuzzi e Giulia Lami, Università degli Studi di Milano, Dipartimento Studi Storici Sandro Rinauro, Università degli Studi di Milano, Dipartimento Studi Internazionali
Coordina
Maria Luisa Betri, Università degli Studi di Milano, Dipartimento Studi Storici
Presentazione dei volumi di Maurizio Ridolfi, La politica dei colori. Emozioni e passioni nella storia d'Italia dal risorgimento al ventennio fascista e L'Italia a colori. Storia della passioni politiche dalla caduta del fascismo ad oggi (entrambi Mondadori Education, 2015), con Donatella Cherubini, Fulvio Conti, Giovanni Gozzini.
Giovedì 14 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume di Eugenio Armati, Aride zolle (Città di Castello, LuoghInteriori, 2014). Intervengono: Agostino Bistarelli, Simona Lunadei, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis.
In Aride zolle Eugenio Armati (1911-1989), creando il personaggio di Stato Civile, ha trasposto in forma narrativa le sue esperienze di guerra, nel viaggio forzato che lo portato – tra il 1939 e il 1943 – come “fante tra i fanti” in diversi luoghi dell’Italia, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Partito per il fronte russo il 30 novembre 1941, è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il 15 novembre 1942.
Il vero diario di quel periodo è andato perduto in un bombardamento, ma la ricca corrispondenza intercorsa sia con la fidanzata e poi moglie sia con gli amici è testimone di questa “narrativa vissuta”.
La presentazione è il secondo appuntamento del ciclo di incontri Scritture di guerra, che proseguirà il 21 maggio con la discussione sul libro di Gianluca Cinelli, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca.
Eugenio Armati, tipografo-compositore prima a Todi e poi a Roma, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi, numerose lettere e un manoscritto, da lui intitolato Aride zolle che le figlie, rispettando integralmente il testo, hanno trascritto per la stampa.