Chi scrive la storia? Giornalisti e storici a confronto
Un incontro sui problemi odierni della divulgazione storica con Antonio Carioti, Giuseppe Laterza, Maurizio Ridolfi, Emanuela Scarpellini, Pier Luigi Vercesi.
Un incontro sui problemi odierni della divulgazione storica con Antonio Carioti, Giuseppe Laterza, Maurizio Ridolfi, Emanuela Scarpellini, Pier Luigi Vercesi.
Il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, la Fondazione Vera Nocentini, il Museo diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà, l’Urban Center Metropolitano e l’ATC del Piemonte Centrale promuovono presso il Polo del ’900 un incontro dedicato alla storia della condizione abitativa a Torino nel secondo dopoguerra.
Il pomeriggio è diviso in due parti: un seminario e una tavola rotonda. Il seminario ha lo scopo di analizzare da varie prospettive la condizione abitativa urbana dal 1945 a oggi mentre la tavola rotonda propone un dibattito sulla questione abitativa mettendo a confronto studiosi e amministratori a partire dal libro di Daniela Adorni, Maria D’Amuri e Davide Tabor, "La casa pubblica. Storia dell’Istituto autonomo case popolari di Torino" (Viella, Roma 2017).
Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico.
In allegato il programma.
Il Centro interdipartimentale di studi storici sul cristianesimo è lieto di invitarla alla presentazione del libro di Raffaella Perin, La radio del papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale (il Mulino, Bologna 2017), che si terrà mercoledì 21 febbraio 2018 alle ore 15.00 presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari Venezia.
Intervengono:
Lucia Ceci (Università degli Studi di Roma "Tor Vergata")
Giovanni Vian (Università Ca' Foscari Venezia)
Sarà presente l'autrice
Mercoledì 21 febbraio 2018 alle ore 17.00 nel Salone delle Conferenze della Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino, nell’ambito delle attività di divulgazione della Associazione Alessandro Scarlatti si terrà il primo di due appuntamenti dedicati alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale. Il ciclo di incontri, realizzato in collaborazione con la Società Napoletana di Storia Patria nell’ambito della collaborazione che lega le due importanti istituzioni napoletane, si intitola “Parliamo di Musica – i libri”; in questo primo appuntamento il musicologo Giuseppe Martini presenterà il volume “ Il carteggio Verdi-Piroli” edito dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Intervengono Renata De Lorenzo, docente di Storia del Risorgimento presso l’Università Federico II e Presidente della Società Napoletana di Storia Patria e Daniela Tortora, docente di Storia della Musica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli; introduce il musicologo Renato Di Benedetto.
L’ingresso è libero.
Il carteggio, appena pubblicato, tra Giuseppe Verdi e Giuseppe Piroli, nato anch’egli a Busseto, avvocato, docente universitario, deputato e poi senatore nel neonato Regno d’Italia, aiuta a comporre un sempre più attendibile ritratto del pensiero politico e civile di Giuseppe Verdi. Un corpus di 721 tra lettere e biglietti, curato scrupolosamente da Giuseppe Martini e compreso in un arco di tempo esteso dal 1859 al 1890, anno della scomparsa dell’amico, al quale Verdi sopravvive undici anni. Quasi interamente inediti i documenti di Piroli; per la prima volta pubblicati integralmente e disposti cronologicamente, correggendo numerose lacune e sviste, quelli verdiani.
Venerdì 23 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Togliatti e la democrazia italiana a cura di Alexander Höbel (Editori Riuniti, 2017). Intervengono: Michele Prospero, Giuseppe Vacca. Coordina:
Fiamma Lussana. Sarà presente il curatore.
Dopo una lunga fase di rimozione e damnatio memoriae, la figura di Palmiro Togliatti – artefice del
maggiore partito comunista dell’Occidente, ma anche tra i principali padri costituenti dell’Italia
repubblicana – sta tornando al centro dell’attenzione degli studiosi.
Il presente volume analizza il rapporto tra Togliatti e la democrazia italiana, non solo nel senso del
contributo fornito dal leader del Pci alla costruzione della Repubblica, ma anche del suo modo di
relazionarsi a quella società di massa che della “democrazia organizzata” costituisce la base.
L’analisi del fascismo, il legame col pensiero di Gramsci, il rapporto con gli intellettuali, quello con
la cultura azionista e quello col mondo cattolico, la dimensione internazionale della rivoluzione
antifascista e della “democrazia di tipo nuovo”, il ruolo di Togliatti nel movimento comunista sono
alcuni dei temi affrontati.
Ne emerge il quadro di un dirigente politico che fu il totus politicus ammirato da Benedetto Croce,
ma anche un intellettuale a tutto tondo, capace di confrontarsi con questioni ancora all’ordine del
giorno, quelle della società di massa, della democrazia intesa non solo come insieme di regole ma
come processo partecipativo, del nesso tra quest’ultimo aspetto e il progresso sociale in direzione
dell’eguaglianza.
L’incontro, che coinvolgerà storici contemporaneisti italiani e stranieri, esperti di storia latinoamericana e delle relazioni internazionali, valorizzando fonti d’archivio e ricerche inedite, si concentrerà sulla collocazione di Cuba nei “lunghi” anni Sessanta, al crocevia tra guerra fredda e dinamiche terzomondiste conseguenti ai processi di decolonizzazione.
Il focus principale sarà in particolare dedicato al ruolo di Ernesto Guevara rispetto alla politica estera cubana tra il 1959 e il 1967, passando per la crisi dei missili che portò il mondo sull’orlo della terza guerra mondiale e la conferenza Tricontinental che cercò di inserire Cuba nell’alveo delle lotte di liberazione internazionali, anche fuori da uno scenario caribico o latinoamericano.
Si presterà attenzione anche all’impatto internazionale, politicamente e culturalmente trasversale, del mito del Che in quegli anni e alla sua ricaduta su movimenti, gruppi, attori e associazioni del terzomondismo, nelle Americhe, in Europa e nel mondo.
PROGRAMMA
1) Prima parte: dopo la rivoluzione (10-13:30)
- Antoni Kapcia (University of Nottingham): The Cuban Foreign Policy: 1959-1967
- Antonio Annino (Università degli studi di Firenze): Ernesto Guevara ministro dell’industria
- Luigi Bruti Liberati (Università degli studi di Milano): L’esportazione della rivoluzione cubana e gli Usa: le Frus
- Eduardo Rey Tristán (Universidad de Santiago de Compostela): Il foquismo guevarista
- Enrico Palumbo (Università Iulm): Il Che e l’Africa
Modera: Alfonso Botti (Università di Modena e Reggio Emilia)
2) Seconda parte: la svolta del 1967 (15-18:30)
- Maria Matilde Benzoni (Università degli studi di Milano): Il Che e la cultura internazionale
- Onofrio Pappagallo (Università degli studi di Bari): Cuba, il Che e i partiti comunisti europei
- Massimo De Giuseppe (Università Iulm): Il Che e i cattolici, tra Europa e Americhe
- Giancarlo Monina (La Sapienza/Fondazione Basso): Cuba e il Tribunale Russell II
- Irina Baijni: Il Che nell’immaginario dei giovani cubani
Modera: Benedetta Calandra (Università degli studi di Bergamo)
Direzione scientifica: Luigi Bruti Liberati, Massimo De Giuseppe, Enrico Palumbo
Martedì 27 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale, Memoria Edizioni, 2017. Intervengono: Linda Giuva, Linda Laura Sabbadini, Mauro Tosti-Croce. Coordina: Patrizia Rusciani.
“Per lavoro e per amore” è il libro che nasce dall’esperienza di Memoria, una struttura professionale
di archivisti romani che ha accumulato una lunga storia di collaborazione con archivi pubblici e privati di dimensioni e ambiti tematici i più diversi (dal politico-sociale allo scientifico, dall\'economico all\'artistico). Per festeggiare i venti anni di attività i soci hanno pensato di chiedere ai tanti che a vario titolo hanno interagito con il loro lavoro un contributo che avesse comunque a che fare con la professione e la comune esperienza. Ne è nato un volume che raccoglie questi testi legati da una particolare cucitura redazionale.
Il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” organizzano il seminario interdisciplinare Memorie fotografiche della guerra e della Resistenza in Italia. Morfologia, storia e uso delle immagini a partire dal libro Una memoria per immagini. Guerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino di A. Giovannini Luca e Davide Tabor (FrancoAngeli, Milano 2017).
L’intento è promuovere un confronto a più voci sulla morfologia, sui meccanismi di formazione delle memorie fotografiche del secondo conflitto mondiale e della Resistenza e sulle modalità di fruizione delle immagini. Il seminario è aperto al contributo di studiosi e di esperti che da diverse prospettive possano discutere con gli autori il contenuto del libro, ma anche e soprattutto intendano approfondire le questioni teoriche e metodologiche più generali da esso sollevate e i problemi di conservazione e valorizzazione del patrimonio visuale della guerra.
Venerdì 2 marzo 2018, alle ore 17.00, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con la Società italiana delle storiche, presenta il volume Donne di fronte alla guerra. Pace, diritti e democrazia (1878-1918) di Stefania Bartoloni, Laterza, 2017.
Intervengono: Daniela Luigia Caglioti, Maria Susanna Garroni, Renato Moro. Coordina: Rosanna De Longis.
Sarà presente l’autrice.
A differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura, le donne italiane non invocarono la guerra.
Ci fu poi un gruppo di utopiste, legate a una rete internazionale di militanti, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali.
Stefania Bartoloni insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Storiche. Tra le sue pubblicazioni: Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti (1915-1918) (Marsilio 2003, nel 2004 Premio Gisa Giani, Premio Capri-San Michele e Premio Feudo Città di Maida); Il fascismo e le donne nella «Rassegna femminile italiana» 1925-1930 (Biblink 2012); La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni, diritti, trasformazioni (a cura di, Viella 2016).