Classi subalterne e precariato
"Le domande di Gramsci all'Italia di oggi" In occasione dell' ottantesimo anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci Venerdì 28 aprile e venerdì 5 maggio 2017 si terranno due tavole rotonde […]
"Le domande di Gramsci all'Italia di oggi" In occasione dell' ottantesimo anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci Venerdì 28 aprile e venerdì 5 maggio 2017 si terranno due tavole rotonde […]
Nell'ambito del ciclo di incontri "Per un’altra Italia: Gobetti, Rosselli, Olivetti, Capitini e gli altri. Tra impegno politico, inappartenenza e buone pratiche", promosso dall'Istituto storico di Forlì-Cesena insieme alla Fondazione Alfred Lewin e alla rivista "Una città"
Venerdì 5 maggio 2017, ore 20.45, Biblioteca Gino Bianco, Forlì
Presentazione del libro "Piero Gobetti, L’autobiografia della nazione", a cura di Cesare Panizza (Aras Edizioni)
Ne discutono, con il curatore, Carlo De Maria (Direttore Istituto storico di Forlì-Cesena) e Pietro Polito (Direttore Centro studi Piero Gobetti). Coordina Rosanna Ambrogetti (Presidente Fondazione Lewin).
Sabato 6 maggio 2017, ore 16.30, Biblioteca Gino Bianco, Forlì
Presentazione del libro di Pietro Polito, "Il dovere di non collaborare. Storie e idee dalla Resistenza alla nonviolenza" (Edizioni SEB27)
Ne discute, con l’autore, Thomas Casadei (Università di Modena e Reggio Emilia). Introduce e coordina Carlo De Maria.
Leggi il programma completo del ciclo di incontri a questo link
Si discuterà, in presenza dell’autore, il volume di Luigi Cavallaro, Giurisprudenza. Politiche del desiderio ed economia del godimento nell’Italia contemporanea, Quodlibet, 2015.
Intervengono: Manfredi Alberti, Manuela Ausilio, Sergio Levrero
Coordina: Antonella Stirati
Seminario sulle prospettive degli studi storici
Firenze, 9 maggio 2017
Sessione mattutina, ore 9.30
Saluto introduttivo di Andrea Zorzi | Coordinatore del Dottorato di Studi Storici delle Università di Firenze e di Siena
Le prospettive di una disciplina
Fulvio Cammarano | Università di Bologna
Igor Mineo | Università di Palermo
Edoardo Tortarolo | Università del Piemonte Orientale
discutono del tema a partire dalle recenti traduzioni dei volumi di David Armitage, Jo Guldi, Manifesto per la storia. Il ruolo del passato nel mondo d’oggi (Donzelli, 2016) e Serge Gruzinski, Abbiamo ancora bisogno della storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato (Raffaello Cortina Editore, 2016)
Coordina la tavola rotonda Simone Neri Serneri | Università di Siena
Sessione pomeridiana, ore 15
Il contesto professionale. Dottorati, dottorandi e dottori di ricerca in studi storici: lo stato dell’arte
Francesco Benigno | Coordinatore del Dottorato in Storia dell’Europa dal medioevo all'età contemporanea dell’Università di Teramo
Sandro Carocci | Coordinatore del Dottorato in Storia e scienze filosofico-sociali dell’Università di Roma Tor Vergata
Maria Cristina La Rocca | Coordinatrice del Dottorato in Studi storici, geografici e antropologici delle Università di Padova, Venezia “Ca’ Foscari” e Verona
Anima la tavola rotonda Andrea Zorzi | Coordinatore del Dottorato di Studi storici delle Università di Firenze e di Siena
Alberto Masoero (University of Genoa), Seminar on Land Surveying and the Idea of Empire in Asiatic Russia, within the Imperial History Working Group
Mercoledì 10 maggio 2017, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Rovesci della fortuna. La minoranza italiana in Libia dalla Seconda guerra mondiale all’espulsione 1940-1970 a cura di Francesca Di Giulio, Federico Cresti. Contributi di Luigi Candreva, Stefania De Nardis, Francesca Di Giulio, Chiara Loschi, Luigi Scoppola Iacopini, Aracne, 2016. Intervengono: Pierluigi Valsecchi e Raphael Luzon. Coordina: Albertina Vittoria. Saranno presenti i curatori.
L’opera è frutto di una ricerca sulla presenza e sul ruolo delle minoranze nella storia dei paesi dell’Africa mediterranea e saheliana. In una prospettiva cronologica, che prende in considerazione sia il periodo coloniale che una contemporaneità più vicina ai giorni nostri, i saggi raccolti esaminano alcuni casi paradigmatici di gruppi minoritari (non solamente in senso etnico, linguistico o religioso, ma anche politico) dell’Egitto, della Libia, della Tunisia e della Mauritania. Tra accettazione e rifiuto di uno statuto minoritario, tra affermazione orgogliosa di appartenenza e fuga, tra conflitti e crisi che mettono in discussione democrazia e diritti di cittadinanza, il volume contribuisce alla conoscenza del ruolo politico delle minoranze in questi paesi: nella vicenda dell’Africa contemporanea la questione del pluralismo e delle contraddizioni generate dalla presenza di minoranze all’interno di compagini socio–politiche che fanno riferimento all’islàm sunnita e all’arabismo, come fondamenti dello stato, appare oggi come uno dei punti centrali del dibattito politico e della riflessione storica.
Francesca Di Giulio è dottore di ricerca in Storia dell’Europa. I suoi interessi di ricerca riguardano le relazioni dell’Italia nell’area mediorientale e africana, la tutela europea dei diritti dell’uomo con particolare riferimento ai processi di esclusione sociale delle minoranze e il dialogo interreligioso nel bacino del Mediterraneo. Fra le sue pubblicazioni Religious and Ethnic Identities in the FirstWorldWar Macedonia: Perspectives from the Holy See Diplomacy’s, in A. Biagini & G. Motta (eds), 2014; Empires and Nations from the Eighteenth to the Twentieth Centuries: Volume 2, Cambridge Scholars Publishing; Il Fronte Orientale durante la Grande Guerra attraverso le memorie di Luigi Villari, in Le operazioni interforze e multinazionali nella storia militare, Acta, 39° Congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare, Torino 1–6 settembre 2013.
Federico Cresti insegna Storia dell’Africa e Storia dei paesi dell’Africa mediterranea e del Medio oriente presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Catania, dove dirige il Centro per gli studi sul mondo islamico mediterraneo e l’Africa. Il suo ambito di ricerca prevalente è quello dell’Africa in età moderna e contemporanea, con un interesse particolare per la storia della colonizzazione dei paesi del Maghreb e per la storia della Libia. Tra le sue pubblicazioni: Iniziativa coloniale e conflitto religioso in Algeria, 1991; Oasi di italianità. La Libia della colonizzazione agraria tra fascismo, guerra e indipendenza (1935-1959), 1996; Non desiderare la terra d’altri, 2011; Storia della Libia contemporanea (con M. Cricco), 2012.
Giornata di studi presso l'Università Federico II e il CNR di Napoli in occasione della pubblicazione di due lavori, "Rapporto sulla popolazione. Le molte facce
della presenza straniera in Italia", a cura di S. Strozza e G. De Santis (Il Mulino, 2017), e "Profughi", a cura di S. Gallo ("Meridiana", 2016, n. 86).
Sabato 13 maggio 2017, alle ore 11.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la Biblioteca e il Circolo Gianni Bosio presentano Festa d’aprile, festa di maggio. La Resistenza, la Liberazione, il lavoro, intervento musicale del coro Sabatoincanto diretto da Patrizia Nasini.
Il coro Sabatoincanto, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio, eseguono alcuni canti della tradizione popolare italiana: 1) Fischia il vento (1943); 2) E per la strada (ca. 1908); 3) Partono gli emigranti (1974); 4) Amore mio non piangere (inizi XX sec.); 5) Dalle belle città (1944); 6) Padrone mio (prima metà XX sec.); 7) Oltre il ponte (1958); 8) Ignoranti senza scuole (prima metà XX sec.); 9) Festa d’aprile (1948); 10) Macchinista, macchinista (prima metà XX sec.); 11) Procurad’e moderare (fine XVIII sec.).
Fischia il vento e Dalle belle città appartengono alla stagione resistenziale. La prima fu scritta dal medico ligure Felice Cascione, comandante partigiano nella zona d’Albenga, catturato e fucilato agli inizi del 1944 e decorato con medaglia d’oro alla memoria; la seconda fu scritta nel marzo 1944 da Emilio Casalini "Cini" e musicata da Angelo Rossi "Lanfranco", partigiani combattenti nell’Appennino ligure-piemontese. Anche Festa d’aprile e Oltre il ponte fanno riferimento all’esperienza resistenziale ma furono scritte nel dopoguerra, rispettivamente da Franco Antonicelli e Italo Calvino, entrambe su musiche di Sergio Liberovici, uno dei fondatori del gruppo torinese Cantacronache.
E per la strada, Amore mio non piangere, Ignoranti senza scuole, Macchinista, macchinista rientrano nel repertorio dei canti di lavoro e di protesta composti rielaborando più antichi moduli musicali e diffusi agli inizi del Novecento soprattutto nell’Italia settentrionale. Padrone mio è un canto in dialetto pugliese conosciuto soprattutto nella versione fatta propria dal compositore e “cantastorie” Matteo Salvatore (1925-2005). Partono gli emigranti è una delle numerose canzoni di protesta composte negli '70 del Noveento dal cantautore pisano Alfredo Bandelli (1945-1994). Procurad’e moderare, infine, è un canto di denuncia antifeudale scritto dal magistrato Francesco Ignazio Mannu durante i moti rivoluzionari del 1794-1796.
Sapienza, Lettere e Filosofia
15 maggio, ore 11-13
Aula B Seminari, II piano, Sezione di Storia moderna e contemporanea
PROFILI E BIOGRAFIE POLITICHE
Introducono Emanuele Bernardi e Paola Volpini
Stefano Tabacchi (Camera dei Deputati), Un ministro dell'età barocca: il cardinale Giulio Mazzarino
Pier Luigi Ballini (Università di Firenze), Alcide De Gasperi tra storiografia e fonti d'archivio