Storia mondiale dell’Italia
Guido Abbattista (Università di Trieste) e Carlotta Sorba (Università di Padova) discutono con Andrea Giardina (Scuola Normale Superiore di Pisa) del volume Storia mondiale dell’Italia A cura di Andrea Giardina […]
Guido Abbattista (Università di Trieste) e Carlotta Sorba (Università di Padova) discutono con Andrea Giardina (Scuola Normale Superiore di Pisa) del volume Storia mondiale dell’Italia A cura di Andrea Giardina […]
La Fondazione ISEC, l’Istituto Alcide Cervi e l'Istituto nazionale Ferruccio Parri vi invitano al convegno dedicato a Emilio Sereni.
Saluti istituzionali:
• Sara Valmaggi, Consiglio regionale della Lombardia
• Arianna Censi, Città metropolitana di Milano
• Albertina Soliani, Istituto Alcide Cervi
Interverranno:
•Gianni Cervetti, Fondazione ISEC
• Andrea Ricciardi, Università degli studi di Milano
• Stefano Musso, Università degli studi di Torino
• Giorgio Vecchio, Università degli studi di Parma
• Michele Nani, Cnr-Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo di Napoli
• Alberto De Bernardi, Università degli studi di Bologna
• Mauro Agnoletti, Università degli studi di Firenze
• Gaia Monticelli, Politecnico di Torino
• Giorgio Bigatti, Fondazione ISEC
Giovedì 25 gennaio 2018, ore 11/17
Fondazione ISEC, Villa Mylius, Largo La Marmora 17, Sesto San Giovanni-Città metropolitana (MM1 Sesto Rondò)
Scarica l'invito
Info: comunicazione@fondazioneisec.it
Convegno di studi
Martedì 30 gennaio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il fascicolo monografico di «Zapruder», n. 44 2017 dedicato a :
Ottobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica, a cura di Eros Francescangeli e
Giulia Pacifici, Odradek, 2017. Intervengono: Roberto Bianchi, Alexander Höbel.
Coordina: Chiara Giorgi. Saranno presenti i curatori.
In occasione dei cento anni dalla rivoluzione bolscevica, un numero della rivista «Zapruder» è stato dedicato a quell’evento/processo epocale che ha segnato la storia del Novecento. E’ stato analizzato come l’Ottobre rosso fu osservato nell’Italia del secolo scorso, concentrandosi sulla percezione coeva o immediatamente successiva. Perché, fin da subito, si pose il problema della decodificazione di quella “strana rivoluzione”: avvenuta sotto la guida di un partito d’impronta “giacobina” (cioè composto da un élite intellettuale) e in un contesto economico-sociale all’epoca giudicato
“arretrato”. Cioè in una situazione che sembrava ribaltare alcuni assunti del marxismo ortodosso,
che l’emancipazione dei lavoratori potesse avvenire solo per opera dei lavoratori stessi e che la rivoluzione socialista potesse darsi solo laddove lo sviluppo delle forze produttive aveva raggiunto lo stadio del capitalismo maturo. Senza dimenticare il fatto che, a livello di rappresentazioni oleografiche e mitizzanti, lo stato sovietico si è praticamente sovrapposto al bolscevismo, diventandone la “naturale” prosecuzione, finendo per sostituire la spinta rivoluzionaria e libertaria sottesa all’idea di uguaglianza con la difesa dello stato “sovietico” e delle sue logiche autoritarie.
L’Ottobre rosso si sarebbe così trasformato – dialetticamente e contro la volontà dei suoi artefici –
nel suo contrario: una sconfitta epocale dell’idea socialista. Una sconfitta sulla quale è ancora
necessario riflettere per trarne una lezione. Non fosse altro – parafrasando il finale di Uomini e no di
Elio Vittorini – per «imparare meglio».
Presentazione del volume
Una memoria per immagini. Guerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino
di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor
(FrancoAngeli, Milano 2017)
Martedì 30 gennaio 2018 ore 17,30
Torino, Polo del ’900 - Sala Memoria delle Alpi (via del Carmine 13)
Il 30 gennaio 2018 alle ore 17.30 l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” organizza la presentazione del libro di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor, Una memoria per immagini. Guerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino (FrancoAngeli, Milano 2017). Con gli autori, partecipano alla discussione Luciano Allegra (Università di Torino), Adolfo Mignemi (Istituto nazionale Ferruccio Parri) e Giorgio Bouchard. Modera Claudio Dellavalle, presidente dell’Istoreto.
Le fotografie della Resistenza italiana accumulate nel corso dei decenni sono migliaia: le hanno raccolte anzitutto gli ex partigiani, nel tentativo di tenere vivo, anche con le immagini, il ricordo della guerra di Liberazione.
Il libro parla di questi scatti. Esso affronta il problema della memoria visuale della Resistenza indagandone i meccanismi di costruzione, la fisionomia e i caratteri di diffusione.
Attraverso un caso di studio – la collezione delle fotografie di guerra di Ettore Serafino, ufficiale degli alpini e comandante di una formazione partigiana dopo l’8 settembre 1943 – il volume prende in esame i due tempi della vita delle immagini: quello della loro realizzazione e quello della loro successiva circolazione e ricezione, materiale e simbolica. Nel novero delle raccolte fotografiche dedicate alla guerra e alla Resistenza in Italia, i tre album di Serafino costituiscono in questo senso una fonte straordinaria: accompagnati da una ricca documentazione personale e creati unendo le riprese eseguite da lui stesso a quelle effettuate da altri autori, essi sono in grado di testimoniare il lungo processo di formazione della memoria visuale di quella importante stagione.
La prima parte del libro si sofferma sulla produzione degli scatti ripercorrendo le vicende che anticipano la composizione dei tre volumi. La seconda si concentra sul loro montaggio e ordinamento da parte di Serafino nell’immediato dopoguerra, e rivolge particolare attenzione alle diverse funzioni e modalità di impiego delle fotografie nel corso del tempo, in bilico tra fruizione privata e uso pubblico.
Giovannini Luca Alessandra: Dottoressa di ricerca in Museologia e critica artistica e del restauro. È autrice del volume "Alessandro Baudi di Vesme e la scoperta dell’arte in Piemonte. Erudizione, musei e tutela in Italia tra Otto e Novecento" (Ledizioni, 2015). Storica dell’arte e studiosa di storia della fotografia, collabora con l’Istoreto al progetto sulle fotografie di Ettore Serafino.
Tabor Davide: Dottore di ricerca in Storia contemporanea, collabora con l’Istoreto al progetto sulle fotografie di Ettore Serafino. Nel 2014 il suo libro "Il cerchio della politica. Notabili, attivisti e deputati a Torino tra 800 e 900" (Zamorani, 2013) ha vinto il premio ANCI Storia SISSCO. È direttore di “Contesti. Rivista di microstoria”.
Il dolore, la rabbia, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto, diretto da Patrizia Nasini.
Sabato 3 febbraio, alle ore 11.30, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma), il coro Sabatoincanto, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio, presenta, nella ricorrenza del centenario del 1918, ultimo anno del primo conflitto mondiale, una scelta di brani che raccontano diversi eventi e scenari di guerra. La Grande Guerra ha agito da moltiplicatore di esperienze in tutti i campi, anche in quello musicale, diffondendo e contaminando i diversi filoni della tradizione italiana: il canto popolare, il café-chantant e la canzone napoletana, il canto militare e patriottico di derivazione risorgimentale. I brani che saranno eseguiti sono rappresentativi di questo intreccio di differenti registri musicali:
La ragazza neutrale (1914, Giovanni Corvetto - Colombino Arona)
Ninna della guerra (1914, Trilussa)
Sento il fischio del vapore (1914, Anonimo)
Fuoco e mitragliatrici (1916, Anonimo)
Gorizia addolorata (1916, Anonimo)
E più non canto (s.d., Anonimo)
Il general Cadorna (1916, Anonimo)
Addio Venezia addio (El diciaoto novembre) (1917, Anonimo)
E anche al mi’ marito (1917-1918, Anonimo)
Sui monti Scarpazi (1917-1918, Anonimo)
Regazzine vi prego ascoltare (1917-1918, Anonimo)
Dove sei stato mio bell’alpino (s.d., Anonimo)
O’ surdato ‘nnamurato (1915, Aniello Califano – Enrico Cannio)
Conversazione con PAOLO NENCINI | Farmacologo comportamentale, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro (Il Mulino 2017)
Introduce: MARINA DAVOLI | Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio| ASL Roma 1
Discussants: FRANCESCO AVALLONE | Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza | GIORGIO FABRE | Storico e giornalista | CARLO SAITTO | ASL Roma 1
Martedì 6 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani, 32 - Roma) sarà presentato il volume
Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina, 2017)
Ne discute con l’autore
Attilio Bolzoni
Per informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it - www.bsmc.it -
__________________________________________
Un libro sulla mafia che mancava, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perché per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\'omertà delle prime generazioni alla comunicazione social delle più recenti, fuori e dentro le carceri, con un\'attenzione particolare all\'espansione della \'ndrangheta al nord e all\'estero. L\'analisi si apre agli aspetti di economia, politica e società con i nuovi ruoli delle donne e dei social network.
«Gli uomini della mafia», scrive Enzo Ciconte, «hanno scoperto Facebook, WhatsApp, i social network per comunicare. Perché lo fanno? Perché i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono più. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi, vecchi o nuovi che siano, con modalità moderne, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi, i messaggi un po’ meno».
Enzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\'Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\'Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia. Il suo libro \'Ndrangheta dall\'Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla \'ndrangheta. Fra i suoi altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia, \'Ndrangheta e Camorra dall\'Ottocento ai giorni nostri (2008); \'Ndrangheta (2008 e 2011); \'Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \'500 all\'800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014), Borbonici, patrioti e criminali. L\'altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017).
Attilio Bolzoni ha iniziato la sua attività giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Dal 1982 è giornalista di “la Repubblica”. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d’Italia, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul, dal Magreb a Bagdad. È scrittore, autore di testi teatrali, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertà di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995), con Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi (2007), Parole d’Onore (2008), Faq Mafia (2010), Uomini Soli (2012), Parole d’Onore Teatro (2014), La scomparsa del Caravaggio, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio È Giornalismo (creato da Indro Montanelli, Enzo Biagi e Giorgio Bocca), nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava.
-----------
PER RICORDARE RENZO CORRITORE.
In occasione della pubblicazione del volume
Fonti e risorse documentarie per una storia dell’industria delle paste alimentari in Italia, Gechi Edizioni, Medaglia (Mi) 2017, a cura di Stefano d’Atri
Saluti: Maurizio Harari, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici
Introduce: Mario Rizzo (Università di Pavia);
Intervengono: Marcello Verga (Direttore dell’Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea di Cagliari del CNR, Presidente del Cispai),
Stefano d'Atri (Università di Salerno, Segretario del Cispai),
Luciano Maffi (Università di Genova).
mercoledì 7 febbraio ore 15
Università di Pavia
Aula del Caminetto - Palazzo San Tommaso - Piazza del Lino, 2 (I piano)
Nuovo appuntamento di “Dialoghi a Villa Mylius” con l’incontro di discussione del volume di Bruno Cartosio, Parole scritte e parlate. Intrecci di storia e memoria nelle identità del Novecento .
Dialogano con l’autore:
• Cesare Bermani (Società di Mutuo soccorso Ernesto De Martino)
• Ferdinando Fasce (Università degli studi di Genova)
• Sara Zanisi (Fondazione ISEC)
L’incontro è organizzato in collaborazione con AISO-Associazione di storia orale nell’ambito del progetto #aggiungiPROmemoria promosso insieme a Fondazione Dalmine e con il contributo di Fondazione Cariplo.
Mercoledì 7 febbraio 2018 ore 17.30
Fondazione ISEC, Villa Mylius, Largo La Marmora 17, Sesto San Giovanni-Città metropolitana.