Martedì 2 febbraio 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La politica cinematografica del regime fascista di Alfonso Venturini, Carocci editore, 2015. Intervengono: Manfredi Alberti, Claudio Siniscalchi, Maurizio Zinni. Coordina: Alessandra Staderini.
Attraverso un’originale ricerca presso archivi pubblici e privati, il volume ricostruisce l’intervento del regime fascista in campo cinematografico, a partire dagli inizi degli anni Trenta, con l’avvento del cinema sonoro, fino alla sua caduta, delineandone le strategie e le evoluzioni nel corso degli anni, così come emergono dall\'analisi della legislazione e delle direttive prese dal ministero della Cultura popolare. La seconda metà degli anni Trenta, in particolare, è caratterizzata da un proliferare di iniziative in campo cinematografico, alcune delle quali, come la costruzione di Cinecittà, di rilevante portata anche per i decenni successivi, testimoniano le intenzioni del regime di dare vita a una cinematografia fascista; intenzioni che però cambiarono nel tempo anche per le
diverse visioni che dell’industria e del mezzo cinematografico avevano gli uomini del regime che si
alternarono ai vertici ministeriali. Lo studio è incentrato esclusivamente sul cinema di finzione,
preso in esame sia dal punto di vista economico e produttivo, sia come mezzo espressivo usato dal
regime a scopo propagandistico in maniera incostante e con alterni risultati.
Alfonso Venturini, dottore di ricerca in Storia del XX secolo presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze,
collabora attualmente al corso di Storia contemporanea della stessa facoltà. Ha scritto articoli e saggi inerenti
il rapporto fra cinema e storia, con particolare attenzione al periodo della Seconda guerra mondiale.
Calendario di storia contemporanea
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Presentazione del volume:
La politica cinematografica del regime fascista
di Alfonso Venturini
Carocci editore, 2015
Ne parlano con l’autore Manfredi Alberti, Claudio Siniscalchi, Maurizio Zinni Coordina Alessandra Staderini
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Mercoledì 3 febbraio 2016, alle ore 16,30, presso la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, Roma) |
3 eventi,Giovedì 4 febbraio Presentazione PRIMA SESSIONE L'imperialista come nemico interno: la polemica dei liberali inglesi contro il secondo ministero Disraeli (1874-1880) Avversari o nemici? Il ricorso alla delegittimazione nelle campagne elettorali inglesi del primo Novecento Commento Discussione Pausa caffè Legittimare i sudditi? Pratiche amministrative nel primo governo coloniale eritreo Commento Discussione ore 15.30 Il Kulturkampf come caso della delegittimazione (e rilegittimazione) dell’avversario 1870-1878 Delegittimazione della Repubblica di Weimar e strategie nazionalsocialiste tra populismo e ideologia völkisch Questione nazionale, questione internazionale e delegittimazione in età contemporanea Commento Discussione Venerdì 5 febbraio Processo alla famiglia Fortunato. Guerra civile e delegittimazione Guido Dorso, un intellettuale di provincia tra crisi del liberalismo e avvento del fascismo “Rivoluzione parlamentare” e frattura territoriale Commento Discussione Pausa caffè Crisi dello stato liberale e delegittimazione dei partiti nel primo Novecento italiano La "bestia elettiva" e gli "eroi". D'Annunzio e la retorica della delegittimazione (1888-1915) Privatismo agrario e delegittimazione nelle campagne meridionali nella crisi del fascismo Commento Giuseppe Civile, Università di Napoli L’Orientale
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La Soprintendenza archivistica toscana, CGIL Toscana e IRES Toscana organizzano un seminario per presentare la costituenda Rete regionale degli archivi sindacali e per discutere attorno agli aspetti scientifici e culturali della documentazione sulla storia del lavoro e del movimento operaio (Firfenze, 4 febbraio, ore 15)
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In collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti e la Società per la storia del servizio sociale (SOSTOSS), sarà presentato il volume Cinquant’anni nell’utopia, il resto nell’aldilà di Angela Zucconi, prefazione di Goffredo Fofi, Castelvecchi, 2015. |
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Presentazione del libro di Fiamma Nirenstein promossa da Fondazione Spadolini Nuova Antologia - Centro fiorentino di studi storici e di scienze sociali "Passato Prossimo" - Associazione Italia-Israele di Firenze
Introducono Cosimo Ceccuti e Valentino Baldacci Partecipano Franco Camarlinghi, Marco Carrai, Edoardo Tabasso, Leonardo Tirabassi Conclude l'autrice |
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Martedì 9 febbraio 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, sarà presentato il volume Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900) di Egidio Ivetic, Viella, 2014. Intervengono: Francesco Guida, Rita Tolomeo, Marcello Verga. Coordina: Rosanna De Longis. L’Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà, frontiera tra Stati e religioni, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico, si interpreta qui la faglia divisoria, il confine tra Italia e Slavia, intese come dimensioni linguistiche e di identificazione, che per secoli si sono sedimentate, confrontate e infine contrapposte sulle rive orientali dell’Adriatico. I confini orientali d’Italia sfumano tra le civiltà urbane vincolate a Venezia e l’entroterra montuoso, si confondono nella stessa Slavia adriatica, in una reciprocità che complica l’idea dello spazio culturale e nazionale omogeneo, sia italiano sia slavo. Sullo sfondo di una riflessione storiografica transnazionale, e con lo sguardo non circoscritto alle periodizzazioni tradizionali, il libro ripercorre le convivenze e le divisioni tra popolazioni, decostruisce l’idea stessa di confine, andando oltre i canoni delle storiografie coinvolte e le separazioni culturali ancora vive in queste terre mediterranee. Egidio Ivetic insegna Storia moderna e Storia dell'Europa orientale all'Università degli Studi di Padova. Tra le sue ultime pubblicazioni: Le guerre balcaniche (il Mulino, 2006); L’Istria moderna 1500-1797. Una regione confine (Cierre, 2010); Jugoslavia sognata. Lo jugoslavismo delle origini (FrancoAngeli, 2012), I Balcani dopo i Balcani. Eredità e identità (Salerno editrice, 2015).
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Il polline e la ruggine. Memoria, lavoro, deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985-2015), film documentario di Riccardo Apuzzo, Roberta Garruccio, Sara Roncaglia e Sara Zanisi sarà proiettato martedì 9 febbraio alle ore 21 al Cinema Rondinella, Viale Matteotti 425, Sesto San Giovanni (MI). Ingresso gratuito. Scarica l'invito. Il film, prodotto attraverso una campagna di crowdfunding, è promosso da Fondazione Isec, Dipartimento di scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali e Associazione AVoce e nasce da un più ampio progetto di ricerca finanziato da Regione Lombardia - Fondo Sociale Europeo. La proiezione è promossa da Fondazione Isec, Comune di Sesto San Giovanni e Camera del lavoro metropolitana di Milano: sarà un’occasione per discutere il processo di dismissione con alcuni degli attori che hanno governato quel passaggio storico. In sala infatti, dopo la proiezione, insieme al regista e alle ricercatrici discuteranno Susanna Camusso (segretario generale della Cgil), Federico Falck (consigliere Falck Spa), Antonio Pizzinato (presidente onorario Anpi Lombardia), Fiorenza Bassoli (ex sindaco di Sesto San Giovanni), Monica Chittò (sindaco di Sesto San Giovanni). La serata sarà aperta da Giorgio Bigatti (direttore di Fondazione Isec), Massimo Bonini (segretario generale Camera del lavoro metropolitana Milano), Rita Innocenti (assessora alla Cultura del Comune di Sesto San Giovanni). INFO: Fondazione Isec – tel. 02.27476745 comunicazione@fondazioneisec.it; Assessorato alla Cultura – tel. 02.24968808-8816 biblioteca.sestocentrale@csbno.net; Cinema Rondinella – tel. 02.22478183 info@cinemarondinella.it
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Presentazione del libro di Luigi Musella IL POTERE DELLA POLITICA. PARTITI E STATO IN ITALIA (1945-2015) Ne discutono con l’autore
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Alessandra Gissi, L’aborto procurato nell’Italia liberale (1860-1911)
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Mercoledì 10 febbraio 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954) a cura di Diego D’Amelio, Andrea Di Michele, Giorgio Mezzalira, il Mulino, 2015. Saluti: Paola Tarquini. Intervengono: Gianluca Fiocco, Andreas Gottsmann, Maria Maione. Coordina: Rosanna De Longis. L’Ufficio per le zone di confine (Uzc), attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio, le ricerche qui proposte – di studiosi di lingua italiana, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere. Diego D’Amelio svolge attività di ricerca presso l’Istituto storico italo-germanico di Trento (Fondazione Bruno Kessler) e dirige la rivista «Qualestoria», edita dall’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia. |
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Emanuele Bernardi, Paolo De Castro, Roberto Gualtieri, Silvio Pons, presentano il volume di Guido Fabiani Giovedì 11 Febbraio ore 17 Roma Via Sebino 43a |
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Sabato 13 febbraio 2016, alle ore 11.00, presso l’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e presentano il volume Non solo canzonette. L’Italia della Ricostruzione e del Miracolo attraverso il Festival di Sanremo di Leonardo Campus, Le Monnier, 2015 (nota introduttiva di Stefano
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Sabato 13 febbraio alle ore 11.00, presso l'Archivio Storico Capitolino (Piazza dell'Orologio, 4 - 00186 Roma), conferenza di Gilberto Corbellini (Sapienza Università di Roma), sul tema: Quinto incontro del ciclo Educare alla città: i luoghi della scienza (14 novembre 2015 - 14 maggio 2016) La scienza è un aspetto del tutto estraneo alle immagini e alle autorappresentazioni di Roma moderna. Se si eccettua il progetto, subito tramontato, avanzato da Quintino Sella all'indomani dell'Unità, di fare di Roma capitale "un centro scientifico di luce", un polo di cultura laica e positivista da contrapporre al cosmopolitismo della Chiesa cattolica, la scienza non è mai entrata nel repertorio ideologico e simbolico messo in campo dai governi e dalle amministrazioni comunali per modellare il futuro, ma anche il passato della città. Questo dato di fatto è il risultato di scelte politiche, culturali e storiografiche. Da una parte il carattere di Roma come città burocratica e amministrativa, centro di consumo più che di produzione, per lo più impermeabile al riformismo tecnocratico e volutamente tenuta lontana dall'operaismo. Dall'altra, il prevalere in Italia nel corso del Novecento di forme di cultura che per una serie complessa di ragioni sono venute manifestando un'attenzione solo marginale alle riflessioni e alle attività scientifiche. Infine, una storia della scienza sedotta dagli "eroi" e vittima di un forte pregiudizio ideologico verso una città che, in quanto sede della Chiesa, si riteneva del tutto estranea all'interesse per la scienza nei suoi aspetti di frontiera. Il ciclo I luoghi della scienza, ideato e curato da Federica Favino (Dipartimento di Storia, Culture, Religioni - Sapienza Università di Roma) e inserito all'interno del programma Educare alle mostre educare alla città, organizzato dall'Assessorato Cultura e Sport di Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Archivio Storico Capitolino, l'Istituzione Biblioteche di Roma, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, l'Università di Roma Sapienza, l'Università di Roma Tre, si propone di contribuire a colmare questa lacuna, mettendo in luce e raccontando alcuni di quei luoghi in cui, al contrario di quanto si potrebbe comunemente pensare, è stata costruita una parte importante della storia della scienza nazionale ed internazionale. Come risulterà evidente, Via Panisperna è solo il più noto dei poli di eccellenza scientifica cresciuti nella capitale.Nel corso di otto incontri a cadenza mensile - da novembre 2015 a maggio 2016 - affidati a studiosi della materia, accompagneremo gli studenti, gli insegnanti, il pubblico più attento alla storia culturale della città in una visita virtuale attraverso una "Roma scientifica" che solo chi conosce può vedere. Ingresso gratuito - Prenotazione obbligatoria al numero 060608 |
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1 evento,Presentazione del film-documentario della regista Yael Katzir promossa dall'Associazione Italia-Israele di Firenze in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana e l'Università di Firenze. Introducono Eugenio Giani (Presidente del Consiglio Regionale della Toscana), Luigi Dei (Rettore dell'Università di Firenze), Sara Cividalli (Presidente della Comunità ebraica di Firenze), Valentino Baldacci (Presidente dell'Associazione Italia-Israele di Firenze), Gideon Meir (già Ambasciatore d'Israele in Italia). Intervengono Yael Katzir (regista), Fabrizio Lelli (Università del Salento), Amira Meir (Beir Berl College) Shuni Lifshitz (protagonista del film) L'incontro è presieduto da Ida Zatelli (Università di Firenze) E' un’occasione straordinaria per far conoscere una realtà in gran parte sconosciuta, quella dei campi di transito dove, dopo la II guerra mondiale, venivano raccolti gli ebrei reduci dai lager nazisti o comunque dispersi per l’Europa per essere poi avviati verso la Palestina. Mentre sui lager e sui campi di sterminio nazisti esiste una vastissima memorialistica e anche una notevole quantità di studi e di analisi, sui campi di transito (che spesso - anche se non nel caso presentato da Yael Katzir - erano anche campi di preparazione in vista della dura vita in Palestina, e talvolta anche di addestramento militare) è sceso l’oblio. |
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Presentazione del n. 278 di "Italia contemporanea", uscito nel 2015, il cui dossier "Una concreta utopia concreta. La costruzione sociale del lavoro fra conflitto industriale e contrattazione sindacale, 1968-1974", curato da Pietro Causarano, è dedicato ai conflitti di lavoro nei primi anni '70 e alle loro ragioni più profonde. Partecipano Brunello Mantelli (Unical), Stefano Musso (Unito e presidente SISLav), Marco Scavino (Unito). L'iniziativa è organizzata nell'ambito della scuola di dottorato del Dipartimento di studi storici dell'Università di Torino
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Società Napoletana di Storia Patria Castel Nuovo (Maschio Angioino) Napoli martedì 16 febbraio 2016 ore 17 presentazione del libro La mala setta. Alle origini di mafia e camorra (1859-1878) di Francesco Benigno ne discutono con l'autore Renata De Lorenzo (presidente SNSP) Giuseppe Galasso, Paolo Macry, Carmine Pinto coordina Alessandro Barbano (direttore de Il Mattino) |
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Il Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea è lieto di invitarvi al seminario internazionale di Storia contemporanea, che si terrà il giorno 18 febbraio 2016 alle ore 15,00 presso l'Aula E del Palazzo del Bo PRIMO LEVI E IL PROBLEMA STORICO DELLA TESTIMONIANZA Saluti della Prorettore alle Relazioni culturali, […]
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Giovedì 18 febbraio 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma) sarà presentato il volume Ansia di purezza. Il fascismo e il nazismo nella stampa satirica italiana e tedesca (1943-1963) di Dario Pasquini, prefazione di Filippo Focardi, Viella, 2015. Saluti: Rosanna De Longis, Eugenio Lo Sardo. Intervengono: Agostino Bistarelli, Lutz Klinkhammer, Luca La Rovere. Coordina: Maria Pia Critelli. In questa monografia, la prima finora dedicata a un confronto fra la memoria del fascismo in Italia e la memoria del nazismo in Germania (Est e Ovest), l’autore ci conduce in un viaggio attraverso un universo affascinante e poco esplorato come quello della stampa satirica del dopoguerra, individuando nella diffusione della demarcazione fra puro e impuro lo snodo rivelatore di una situazione di ansia legata ai due regimi, con diversi esiti nelle due nazioni. Dario Pasquini è stato fra il 2008 e il 2009 Marie-Curie-Fellow presso l’Università di Bielefeld. Nel 2010 ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Torino e la Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato articoli sulla storia del giornalismo e sul rapporto fra satira e storia delle emozioni. |
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4 eventi,Presentazione dell'ultimo numero dell'Archivio storico dell'emigrazione italiana dedicato al fenomeno del frontalierato. I curatori del volume, Paolo Barcella (Università di Bergamo) e Michele Colucci (ISSM-CNR Napoli), ne parleranno con Patrizia Audenino (Università di Milano), Teresa Isenburg (Università di Milano) e Sandro Rinauro (Università di Milano). Giovedì 25 febbraio, Guido Formigoni (Iulm Milano) e Raoul Pupo (Università di Trieste) presenteranno il volume "La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)", Il Mulino 2015, curato da A. Di Michele, D. D'Amelio, G. Mezzalira. Introdurrà Anna Maria Vinci (pres. Irsml Fvg). Saranno presenti i curatori. L’Ufficio per le zone di confine, attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative all’Alto Adige ed alla Venezia Giulia e il terminale incaricato di applicare le strategie del governo in contesti complessi, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana sulle regioni di confine. Il volume permette oggi di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere, attraverso l'utilizzo di documentazione rimasta irreperibile per decenni.
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Convegno organizzato dal Centro Interuniversitario di Storia Culturale, dal Comitato di Ateneo dell'Università di Padova per il centenario della Grande Guerra e dalla Società Italiana delle Storiche A cura di Giulia Albanese, Alessandro Faccioli, Carlotta Sorba
Giovedì 25 febbraio 2016
Sala Bortolami, Palazzo Jonoch, DISSGEA, via Vescovado 30, Padova
Mattino, ore 10:30/13:00:
Saluti di apertura - Giovanni Luigi Fontana e Carlotta Sorba
Presiede Marta Nezzo
Alessandro Faccioli (Padova): Riflessioni su un’immagine ritrovata e su un film perduto Anna Scannapieco (Padova): "Umiliate, offese e redente": rappresentazioni della donna sulla scena italiana all'epoca della Grande guerra. Teresa Bertilotti (Milano Bicocca): Rappresentare le donne al lavoro nella Grande guerra. Giuliana Muscio (Padova): The Love Light e Addio alle armi: cinema americano e donne sul fronte italiano nel primo conflitto mondiale. Discussione
Pomeriggio, ore 14.30/17.30:
Presiede Giulia Albanese
Augusta Molinari (Genova): Il ruolo della pubblicistica femminile nella costruzione di immagini e stereotipi della donna nella “nuova Italia” Anna De Biasio (Bergamo): Nella zona proibita: scritture femminili statunitensi della WWI. Barbara Bracco (Milano Bicocca): Donne d’Europa. Modelli femminili nel cinema degli anni Venti e Trenta. Monica Dall’Asta (Bologna): La guerra delle donne nel cinema seriale americano.
Discussione
Conclusioni
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Giovedì 25 febbraio, alle ore 16.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, in collaborazione con l'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, si presenta il volume Storia dei diritti dell'uomo. L'Illuminismo e la costruzione del linguaggio politico dei moderni, di Vincenzo Ferrone. Intervengono: Marco Fioravanti, Alberto Melloni, Stefano Rodotà. Coordina: Marcello Verga. Furono gli illuministi per primi a ridefinire un’etica dei diritti cosmopolita, razionale, mite, umanitaria, fatta dall’uomo per l’uomo, capace di dar vita a un potente linguaggio politico dei moderni contro il secolare Antico regime dei privilegi, delle gerarchie, della disuguaglianza e dei diritti del sangue. Furono gli illuministi a far conoscere al mondo intero che i diritti dell’uomo per definirsi tali devono essere eguali per tutti, senza alcun tipo di distinzione di nascita, ceto, nazionalità, religione, genere, colore della pelle; universali, cioè validi ovunque; inalienabili e imprescrittibili di fronte a ogni forma di istituzione politica o religiosa. Ed è proprio ponendo l’accento sul principio di inalienabilità che la cultura illuministica – vero laboratorio della modernità – trasformò radicalmente gli sparsi e di fatto inoffensivi riferimenti ai diritti soggettivi nello stato di natura in un linguaggio politico capace di avviare l’emancipazione dell’uomo. Vincenzo Ferrone, studioso dell’Europa d’Antico Regime e dell’Illuminismo, ha insegnato a Venezia, Ca’ Foscari; Parigi, Collège de France; Princeton, Institute for Advanced Study. Attualmente è ordinario di Storia moderna presso l’Università di Torino. Tra le sue opere, Scienza natura religione. Mondo newtoniano e cultura italiana nel primo Settecento (Napoli 1982, New York 1995) e Una scienza per l’uomo. Illuminismo e Rivoluzione scientifica nell’Europa del Settecento (Torino 2007). |
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Sabato 27 febbraio, ore 10.30, verrà presentato a Napoli il libro "I sei giorni che sconvolsero il mondo. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali", di Leonardo Campus (Le Monnier, pp.540 http://ht.ly/EUP97). Ne discuteranno con l'autore: Raffaele Nocera (Storia dell'America Latina, Università di Napoli 'L'Orientale') Paolo Wulzer (Storia delle relazioni internazionali, Università di Napoli 'L'Orientale'). Coordina Valerio Maione (PhD in Diritto internazionale, Presidente L.I.D.U. Napoli) Partendo dalla crisi dei missili del 1962 si parlerà pure dell'attuale situazione internazionale, anche in vista dell'imminente visita di Obama a L'Avana (in programma il 21 marzo): la prima di un Presidente USA in territorio cubano da 88 anni. |
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Lunedì 29 febbraio 2016, alle ore 16.30, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la Biblioteca e l’Istituto Nazionale di Studi Romani presentano il volume Arte Resistenza Storia. Un ritratto di Roberto Battaglia, a cura di Rosanna De Longis e Massimiliano Ghilardi. «L’8 settembre 1943 ero un tranquillo studioso di storia dell’arte, chiuso in un cerchio limitato di interessi e di amicizie; l’anno dopo, l’8 agosto, ebbi il comando d’una divisione partigiana che ha dato più d’un fastidio al tedesco»: muove da queste premesse il ritratto che del Roberto Battaglia storico dell’arte, partigiano, poi memorialista e storico della Resistenza e del colonialismo italiano hanno disegnato, in occasione del centenario della nascita, i contributi di Gisella Bochicchio, Rosanna De Longis, Massimiliano Ghilardi, Nicola Labanca, Gabriele Ranzato, Bruno Toscano, Albertina Vittoria presenti nel volume. Indice Informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it |
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Mercoledì 2 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in L’Italia è l’unico paese occidentale dove il rappresentante principale della sinistra, per tutta la durata della Guerra fredda, è stato un partito comunista. Per quanto “anomala”, tuttavia, la sinistra italiana agiva in un contesto di relazioni e influenze europee e internazionali. Basato su una vasta raccolta di fonti archivistiche in Italia e all’estero, il libro ricostruisce per la prima volta la rete di rapporti intessuta dal PCI con le maggiori socialdemocrazie europee a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Sono analizzati così il tentativo del PCI di allargare i propri riferimenti internazionali e la propria cultura politica, ma anche i limiti di questo impegno e le contraddizioni che esso aprì nel partito, i contenuti del dialogo con i partiti socialdemocratici e i giudizi e le iniziative di questi ultimi nei confronti dell’Italia e della sinistra italiana. Il percorso del Partito comunista italiano è esaminato alla luce di una storia più ampia, che riguarda le relazioni internazionali negli anni della Guerra fredda e il principio della crisi del comunismo; la trasformazione degli equilibri economici e politici dell’Europa occidentale, con la fine dell’“età dell’oro” del capitalismo, e la sfida che essa pose a tutte le sinistre; lo sviluppo, i cambiamenti e l’eredità dell’internazionalismo e dell’azione europea di comunisti e socialdemocratici.
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Presentazione del volume "1869: il Risorgimento alla deriva. Affari e politica nel caso Lobbia", di Arianna Arisi Rota (il Mulino, 2015). Intervengono con l'autrice: Ore 17.30 |
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Giornata di studi Saluti istituzionali: Emilio Bonifazi (Sindaco di Grosseto) Loriano Valentini (Presidente Fondazione Grosseto Cultura) Giuseppe Vilardo (Presidente Rotary Club Grosseto) Eugenio Giani (Presidente Consiglio Regionale della Toscana)
Relazioni: Valentino Baldacci (Presidente Centro fiorentino di studi storici e di scienze sociali): Introduzione: il mito dei Lorena Anna Guarducci (Università di Siena): La geografia delle bonifiche nella Toscana lorenese Christian Satto (Scuola Normale Superiore, Pisa): Leopoldo II e le bonifiche in Maremma Antonio de Ruggiero (Pontificia Universidade Catòlica do Rio Grande do Sul): I viaggi inediti di Leopoldo II in Maremma Zeffiro Ciuffoletti (Università di Firenze): Il bilancio storiografico di una stagione di studi sulla Toscana lorenese
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Giovedì 3 marzo 2016, alle ore 16:00, presso l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno sarà presentato il volume a cura di Daniele Menozzi, La Chiesa italiana nella Grande Guerra (Morcelliana, 2015). Il centenario della Grande Guerra costituisce un’occasione per interrogarsi sui fattori che resero possibile un conflitto “totale”. Il volume curato da Daniele Menozzi offre un contributo a più voci su una questione di indubbia rilevanza: accanto alla dimensione caritatevole, assistenziale ed umanitaria, la Chiesa cattolica mise in campo un apparato concettuale ed un insieme di pratiche capaci di legittimare e talvolta di sacralizzare la mobilitazione bellica. Dedicando particolare attenzione alle dichiarazioni di Benedetto XV ed all’esperienza dei credenti italiani, il libro fa emergere un panorama molto articolato, reso complesso dalla tensione tra “culture di guerra” nazional-patriottiche ed interpretazioni del conflitto come punizione divina per le colpe collettive dei popoli. All’interno di questo quadro, la nota frase del pontefice sull’inutile strage, pur non sciogliendo i fedeli dall’obbligo di obbedire alle autorità politiche e militari, segnò un’ulteriore incrinatura nella coerenza del discorso ecclesiastico. L'evento ha valore formativo e potrà essere richiesto un attestato di partecipazione.
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Giovedì 3 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, sarà presentato il volume Il papa guerriero. Giulio II nello spazio pubblico europeo di Massimo Rospocher (il Mulino, 2015. Intervengono: Irene Fosi, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. |
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