Formation professionnelle continue ouverte aux professionnels de l’environnement, aux étudiants en métiers de l’environnement et du tourisme rural, et à tout public intéressé à la relation homme/animal, en particulier dans les milieux de moyenne montagne. Cette première formation de l’Ecole Nature Recherche s’inscrit dans le parcours : « gestion et protection de la faune domestique et sauvage et gestion des territoires »
L\\\\\\\'Esercito Italiano e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio, in collaborazione con l\\\\\\\'Università degli Studi di Trieste, con l\\\\\\\'Istituto di Studi Politici \\\\\\\"S. Pio V\\\\\\\" di Roma e con l\\\\\\\'Istituto per il Pensiero Liberale Internazionale sono i promotori della conferenza internazionale \\\\\\\"La Guerra di Cadorna 1915-1917\\\\\\\" che si svolgerà presso l\\\\\\\'Università di Trieste dal 2 al 4 novembre 2016. L\\\\\\\'obiettivo della conferenza è quello di analizzare le vicende politiche, militari e diplomatiche che hanno coinvolto l\\\\\\\'Italia nella Prima guerra mondiale, quando l\\\\\\\'Esercito italiano era guidato dal Capo di Stato Maggiore generale Luigi Cadorna.
3 novembre - Montebelluna, Auditorium, Biblioteca Comunale, Largo Dieci Martiri 1, h 10.00 Saluti del Sindaco Marzio Favero Giovanni Luigi Fontana, Introduzione ai lavori Lucio De Bortoli, Montebelluna tra guerra e retrovia Paolo Pozzato, Il nemico alle porte: l'offensiva di primavera del 1916 Albarosa Bassani, Donne in fuga dalla linea del fronte (1917-18) Fernanda De […]
Nella ricorrenza dei settant'anni del voto alle donne in Italia, la SIS propone una rivisitazione in prospettiva storica comparata delle forme di partecipazione delle donne alla sfera pubblica sottolineando l'intreccio tra politica, religioni e autoritarismi. La riflessione intende ampliare il quadro di analisi superando i confini europei e mettendo in rapporto i differenti contesti geografici e politici dell'area mediterranea: una scelta dettata dalle attuali vicende, dalla crescente importanza assunta dalla religione anche in ambiti storicamente
secolari e dall'intensità degli scambi politico-culturali che da sempre caratterizzano i rapporti tra i paesi delle rive sud e nord del Mediterraneo.
Il convegno Donne, cittadinanza, religioni nella storia del Mediterraneo, si terrà a Roma, il 4 e 5 novembre 2016.
Programma
4 novembre: Casa internazionale delle donne - Via della Lungara 19 - ore 14.30- 19.00
Saluti
Francesca R. Koch, Presidente della casa internazionale delle donne
Patrizia Rusciani, Direttrice della Biblioteca Storia Moderna e Contemporanea
Simona Feci, Presidente della Società italiana delle Storiche, Università di Palermo
Lea Nocera, Università degli studi di Napoli L'Orientale
Relazione introduttiva:
Ayse Saraçgil, Università di Firenze
Presiede Renata Pepicelli, LUISS-Guido Carli
Ersilia Francesca, Università degli studi Napoli L’Orientale, Tradizione giuridica islamica classica e riforme del diritto di famiglia
Sara Borrillo, Università degli studi Napoli L’Orientale
Il gender jihād di Asma Lamrabet in Marocco tra femminismo islamico e re-invenzione della tradizione
Margherita Picchi, Università degli studi Napoli L’Orientale, La giurisprudenza islamica incontra la CEDAW: strategie femministe per una riforma del diritto di famiglia in Egitto
Marisa Fois, Université de Genève, Dalla rivoluzione al silenzio imposto? Le donne algerine contro il Codice della famiglia
Pausa caffé
Yasmine Di Pucchio, Università degli studi Napoli L’Orientale, Gender e microfinanza: l’accesso al credito come strumento per l’emancipazione femminile in contesto islamico
Razane Chroqui, LAMSAD, Ecole Supérieure de Technologie de Berrechid Université Hassan 1er - Settat, Maroc
Entrepreneuriat féminin Au Maroc : Enjeux, Performance & Perspectives
Anna Maria Di Tolla e Rosa Ferraro, Università degli studi Napoli L’Orientale, Le donne amazigh (berbere) come agenti di cambiamento in Nord Africa: tra emancipazione e identità
Valentina Schiattarella e Valentina Serreli, Università degli studi Napoli L’Orientale, Il ruolo della donna nell’oasi di Siwa tra tradizione e cambiamento
Sabato 5 novembre, ore 9.00-12.30
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
(Via Michelangelo Caetani, 32 – 00186 Roma)
Presiede: Marina d'Amelia, Sapienza Università di Roma,
Patrizia Sardina, Università degli studi di Palermo,
Le badesse in Sicilia tra dinamiche familiari e poteri pubblici (secoli XIV e XV)
Francesco Renzetti, School of History, Queen Mary University of London, Religion as Liberty: Cristina di Belgiojoso's Essai sur la Formation du Dogme Catholique
as a criticism of XIX century Church's illiberal thought.
Anna Di Giusto, CRIF - Centro di Ricerca sulla Pratica Filosofica, Women in black. La giustizia secondo le donne
Deborah Sorrenti, Università degli studi Roma Tre
Le donne contro la guerra fredda nel Mediterraneo: i missili nucleari a Comiso
Marsela Topuzi, Università degli studi di Genova
Partecipazione politica ed emancipazione femminile in Albania, un lungo viaggio ancora da percorrere
Raya Cohen, Archivio delle Memorie Migranti,
Le soldatesse israeliane e il genere dell'autodenuncia
In occasione della terza edizione di Milanosifastoria, Fondazione ISEC, Archivio del Lavoro e Associazione Museimpresa vi invitano alla proiezione del docufilm
Il polline e la ruggine. Memoria, lavoro, deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985-2015) di Riccardo Apuzzo, Roberta Garruccio, Sara Roncaglia e Sara Zanisi.
Come può il cinema documentario offrire uno strumento di indagine storica ed etnografica sulla società contemporanea? Come si ripensano i luoghi che sono stati industriali e sono oggi in mezzo a una trasformazione incerta? Come si ripensano e li ripensano le persone che li hanno vissuti e che li vivono? Quale relazione esiste tra passato industriale e memoria di chi ne ha fatto e ne fa esperienza oggi? Come coinvolgere la comunità e restituire i risultati di una ricerca su questi temi? “Il polline e la ruggine” cerca di rispondere a queste domande. È un film documentario che nasce da un più ampio progetto di ricerca dal titolo “Laboratorio Industria. Trasmettere e narrare le culture del lavoro e le metamorfosi degli spazi attraverso gli archivi delle fabbriche di Sesto San Giovanni” promosso da Fondazione Isec e Dipartimento di scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali dell’Università degli studi di Milano e finanziato da Regione Lombardia - Fondo Sociale Europeo.
Saranno presenti gli autori.
Evento gratuito e a partecipazione libera nei limiti della capienza della sede. Per info: comunicazione@fondazioneisec.it
Milano | Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Aula Magna Viale Fulvio Testi 121, 20162 Milano, Ex Manifattura Tabacchi. (MM5 fermata Bicocca)
Lunedì 7 novembre alle 17 presso il Centro Studi Americani di Roma verrà presentato il libro di Aldo Grasso e Cecilia Penati, La nuova fabbrica dei sogni. Miti e riti delle serie tv americane (Milano, Il Saggiatore, 2016).
Con gli autori ne discuteranno:
Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema
Alessandro Militi, Vice Presidente Marketing & Sales di Fox International;
Isabella Pezzini, Ordinaria di Filosofia e teoria dei linguaggi alla Sapienza Università di Roma
Modera: Paolo Messa, Direttore del Centro Studi Americani
Il Veneto di Silvio Lanaro. Ricordando uno studioso e un’opera in occasione dei 150 anni del Veneto italiano (1866-2016).
Intervengono: Giulia Albanese, Renato Camurri, Cesare De Michelis, Ilvo Diamanti, Carmine Donzelli, Emilio Franzina, Mario Isnenghi
Mercoledì 9 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume di Giacinto Menotti Serrati, Il manuale del perfetto carcerato.
A cura di Luigi Scoppola Iacopini, Castelvecchi, 2016. Intervengono: Marco Gervasoni, Andrea Guiso, Elena Papadia. Coordina: Alessandra Scaccia. Sarà
presente il curatore.
«Il mio arresto era stato un’infamia. Ed io ero un martire. Tuttavia, in fin dei conti, ringraziavo quei
porci, benedivo quell’infamia ed il martirio mi pareva lievissimo, poiché avevo così avuto occasione di essere a contatto col carcere e coi suoi abitatori»
La testimonianza diretta, coinvolgente e intensa della vita carceraria nell’Italia liberale e prefascista,
scritta da uno dei più combattivi esponenti del socialismo europeo. Arrestato due volte tra
il 1893 e il 1896, Serrati racconta fin nei minimi particolari la condizione dei reclusi nelle prigioni
del Regno, senza risparmiare nessun dettaglio sull’abbrutimento fisico e psicologico a cui venne
sottoposto. Dalla descrizione dell’architettura carceraria al misero regime alimentare, fino alle
disastrose condizioni igieniche, Serrati apre uno squarcio inquietante su un aspetto poco indagato
dell’Italia post-risorgimentale, elaborando una critica del regime carcerario che ancora oggi, purtroppo, conferma la sua amara attualità.
Giacinto Menotti Serrati (Spotorno, 1872 – Asso, 1926). Politico e giornalista, sostenitore del socialismo
fin da giovanissimo, viene arrestato sotto i governi di Crispi nel 1893 e nel 1896 per reati di opinione.
Emigrato all’estero, vive tra gli Stati Uniti e la Svizzera, per poi tornare in Italia nel 1911. Divenuto membro della Direzione del Partito socialista nelle file della corrente maggioritaria degli intransigenti, dirige
l’«Avanti!» dal 1914 al 1922. Su posizioni internazionaliste durante la Grande Guerra, si schiera a favore della Rivoluzione bolscevica e nel 1919 è tra gli esponenti di spicco dell’ala massimalista del Psi. Nel 1924 aderisce insieme ad altri compagni di partito al Pcd’I.
In occasione della presentazione del premio per tesi di dottorato in storia del lavoro, intitolato a Simonetta Ortaggi, SISLav e ISTORECO Livorno organizzano un incontro su "Fine dell'industria, fine del lavoro?", in cui sarà discusso l'ultimo numero di "Meridiana", dedicato a "Aree deindustrializzate", a cura di Gabriella Corona.
Per tutte le informazioni sul premio: http://www.storialavoro.it/notizia/dettaglio/premio-simonetta-ortaggi-per-tesi-di-dottorato/
Si svolgerà a Bologna, presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà, in Piazza San Giovanni in Monte 2, il V congresso annuale della Società Italiana di Storia dello Sport (Siss). Organizzata da un gruppo di studiosi coordinati dalla professoressa Patrizia Dogliani, il convegno si svilupperà nelle giornate di Venerdì 11 e Sabato 12 novembre. A tenere a battesimo le due giornate saranno Daniele Marchesini e Paul Dietschy, che terranno gli interventi introduttivi. A partecipare ai panel saranno, poi, circa 20 studiosi provenienti non solo dalla Penisola, ma anche da diversi paesi europei. Essi si confronteranno sulle biografie di alcuni dei più importanti personaggi che hanno fatto la storia dello sport italiano, tra cui Carnera, Nuvolari, Ondina Valla e i giocatori del Grande Torino, e affronteranno il tema dell’eroe sportivo analizzandolo da varie prospettive legate allo spazio geografico, al genere e all’epoca storica. Molte aspettative si sono create intorno a questo evento, sostenuto da diversi enti, tra cui: il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, l’Istituto di Storia Contemporanea dell’Università Nuova di Lisbona, l’Accademia Olimpionica Italiana, il Coni Emilia Romagna, la Biblioteca dello Sport dello stesso ente e l'Uisp Emilia Romagna. Anche per questo, chiunque sia interessato è invitato a partecipare. L’inizio dei lavori è fissato alle ore 9.00 del venerdì, mentre la conclusione è prevista per le ore 13 del sabato.
Manfredi Alberti discute con Orazio Amboni e Stefano Malandrini del suo saggio Senza lavoro. La disoccupazione in Italia dall’Unità a oggi
(Laterza, 2016)
Martedì 15 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Public History. A Textbook of Practice di Thomas Cauvin, Routeldge, 2016.
Intervengono: Paolo Bertella Farnetti, Agostino Bistarelli, Chiara Ottaviano.
Coordina: Marco De Nicolò. Sarà presente l’autore
Il volume è una guida per le numerose sfide che gli storici affrontano quando insegnano,apprendono, e praticano la Public History. Gli storici possono giocare un ruolo attivo e fondamentale per contribuire alla pubblica comprensione del passato, e coloro che operano nella conservazione storica, nei musei e negli archivi, nelle agenzie governative, nell’area dell’industria
dei contenuti e dei mass media come consulenti, come storici orali, o come responsabili di progetti
di crowdsourcing, necessitano di competenze specifiche. Questo libro unisce teoria e pratica e fornisce a studenti e professionisti gli strumenti per praticare la public history in un’ampia gamma di contesti. Il testo approfondisce questioni chiave come partecipazione pubblica, strumenti e mezzi digitali, e l’internazionalizzazione della public history. La prima parte si concentra sulle fonti per la public history, e offre una panoramica su creazione, raccolta, gestione e conservazione dei materiali (archivi, cultura materiale, storie orali, sorgenti digitali). I capitoli trattano siti e istituzioni come archivi e musei, edifici storici e monumenti, e pratiche come la gestione delle raccolte, la conservazione (di archivi cartacei, oggetti, beni audiovisivi, edifici, siti storici e paesaggistici), la
storia orale, e la genealogia. La seconda parte esamina i diversi modi con cui i professionisti della public history possono produrre narrazioni storiche, attraverso mostre, mezzi audiovisivi, testi e strumenti digitali. L’ultima parte esplora le sfide e gli aspetti etici del lavoro a contatto con differenti comunità ed istituzioni. Il libro, sia come corso metodologico che come risorsa per la pratica della public history, getta le basi per una comunicazione proficua tra fonti storiche e grande
pubblico.
Thomas Cauvin insegna Storia alla University of Louisiana di Lafayette.
Le tumultuose trasformazioni che hanno cambiato il cattolicesimo sono al centro del convegno "La rivoluzione del Concilio. La contestazione cattolica negli anni Sessanta e Settanta", in programma giovedì 17 e venerdì 18 novembre prossimi a Torino, nella sala del Polo del Novecento, in via del Carmine 14.
L'obiettivo è indagare le vicende che in Europa e in Italia hanno agitato il cattolicesimo negli anni che precedettero e seguirono il Sessantotto, con cambiamenti che hanno avuto ricadute rilevanti sia in campo politico, sia nella cultura, sia nel vissuto religioso, in particolare delle generazioni giovanili.
Gli interventi presentati nel pomeriggio di giovedì 17 novembre permettono di inquadrare in maniera generale il fenomeno del "dissenso" cattolico in Italia e in Europa. Gerd-Rainer Horn, docente a SciencesPo di Parigi, ricostruisce le tendenze del progressismo cattolico in Europa occidentale, Marta Margotti e Alessandro Santagata disegnano una mappa delle vicende italiane, mentre Giovanni Tassani indaga le correnti tradizionaliste e conservatrici. Nella mattina di venerdì 18 novembre, l'attenzione si concentra su alcuni casi locali di contestazione che hanno coinvolto i cattolici delle principali diocesi dell'Italia settentrionale, a Genova (Giovanni Battista Varnier), a Milano (Francesco Ferrari), a Venezia (Patrizia Luciani) e in Emilia Romagna (Giuseppina Vitale). Tra le altre, è proposta una ricostruzione inedita delle vicende della Comunità di via Vandalino a Torino (Silvia Inaudi). Presiedono le due giornate Francesco Traniello e Maurilio Guasco.
Il convegno è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici, il Dottorato in Archeologia, Storia e Storia dell'Arte e il Centro di Scienze religiose-Biblioteca Erik Peterson dell'Università degli Studi di Torino, la Fondazione “Michele Pellegrino” e la Fondazione “Vera Nocentini” di Torino
L’ingresso al convegno è libero.
In allegato, trovate la locandina con i dettagli del programma.
Giovedì 17 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Deposito bagagli. Diario di viaggio verso la notte di Luigi Fenizi, Scienze e Lettere, 2016. Intervengono: Giuseppe Averardi, Roberto Cipriani, Mauro Contili, Franco Ferrarotti. Coordina: Fabrizio Federici. Sarà presente l’autore.
(…) “Deposito bagagli” di Luigi Fenizi, funzionario del Senato, consigliere parlamentare, e saggista già collaboratore di storiche testate di area riformista non è solo un’ autobiografia, nettamente divisa in un “prima” e in un “dopo” (evento spartiacque, la grave malattia che nel 1991 ha colpito l’ Autore, limitando fortemente le sue capacità deambulatorie e le sue facoltà di relazione con gli altri). Ma è anche una riflessione complessiva appunto sui grandi temi dell’ esistenza: il
rapporto vita-morte, la ricerca di Dio, fatta in chiave razionale e, al tempo stesso, cristiana libertaria
(essenziale per resistere appunto alla malattia), il lascito spirituale che trasmettiamo ai nostri cari e,
più in generale, al mondo. Riflessione in chiave sempre profonda e, al tempo stesso, leggera e autoironica (…). (f.f.)
Luigi Fenizi dal 1974 al 2009 è stato consigliere parlamentare del Senato. Autore di numerosi saggi
di carattere storico e politico, ha collaborato con giornali e riviste, da l' "Avanti!" a "L'Astrolabio",
da "Tempo Presente" a "Nuovi Studi Politici" e "MondOperaio". In particolare ha studiato la figura
e l'opera di Ignazio Silone, ed è stato Vice Presidente della Fondazione omonima. Tra le sue pubblicazioni: Il secolo crudele. Dialoghi sulla violenza di massa nel Novecento (1999), Icaro è caduto. Parabola storica dell'utopia moderna (2003), La condizione assurda. Albert Camus, il Male e io (2005), Lo specchio infranto. Sguardi, metafore, enigmi (2008), Varlam Šalamov. Storia
di un colpevole d'innocenza (2012).
Venerdì 18 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in
collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea,sarà presentato il volume Le procès de la liberté. Une histoire souterraine du XIXe
siècle en France di Michèle Riot-Sarcey, Editions de la découverte, 2016.
Intervengono: Francesco Benigno, Marco Fioravanti, Igor Mineo. Sarà presente l’autrice.
In quest'opera, Michèle Riot-Sarcey fa rivivere le idee di libertà sorte nel corso delle esperienze operaie e delle rivoluzioni sociali del XIX secolo francese. Idee largamente dimenticate in seguito: minoritarie e utopiche, incomprese alla loro epoca, sono state maltrattate dalla storiografia dominante. Tuttavia la loro attualità si impone oggi, quando l'idea di libertà individuale si è disgiunta da quella collettiva e ridotta a liberalismo e individualismo.
Questo passato irrealizzato è qui rivisitato a partire dalle sue molteplici tracce: pubblicazioni politiche, archivi, romanzi, poesie, quadri, ecc. Con un respiro particolare l'autrice restituisce il sorprendente percorso della vita di donne e uomini del popolo così numeroso da imporsi nel cammino della rivolta, rivelando in tal modo le modalità sconosciute dalla cancellazione di questa storia. Come il ruolo delle idee del “socialista” Henri de Saint-Simon che influenzò così tanto gli attori politici dell'epoca, prima di ritrovarsi nel cuore del progetto capitalistico e industriale del
Secondo Impero. O ancora quello di Victor Hugo, di cui l'immenso successo dei Miserabili contribuì all'oblio dello spirito di libertà che aveva caratterizzato le insurrezioni del 1830 e del 1848. Questo affresco audace, tanto emozionante nella lettura quanto notevolmente documentato, dimostra la pertinenza del pensiero di Walter Benjamin sulla necessità di “far esplodere le
continuità storiche”. E ci invita a capire diversamente i simboli oggi in rovina del XIX secolo: filosofia del progresso, controllo dell'ordine sociale, “missione civilizzatrice” della repubblica coloniale... Per liberare la modernità creatrice dalla modernità devastatrice, questo libro intende anche porre sotto una nuova luce i sogni del passato, la cui attualità prende nuovo senso nel presente, nella ricerca di un avvenire radicalmente altro.
Michèle Riot-Sarcey è docente emerita di Storia contemporanea e di Storia di genere all’università ParisVIII-Saint-Denis. Tra le sue pubblicazioni: La Démocratie à l’épreuve des femmes. Trois figures critiques du pouvoir, 1830-1848 (Désirée Véret, Jeanne Deroin, Eugénie Ni-boyet) (1994), Le Réel de l’utopie (1998), Histoire du féminisme (2002, 2015), 1848, la révolution oubliée (con Maurizio Gribaudi, 2008, 2009).
PROGRAMMAore 10.00 Introduzione ai lavori10.30-13.00 PRIMA SESSIONEIl contesto: il movimento anarchico nel secondo NovecentocoordinaCarlo De Maria (Direttore Istituto storico di Forlì-Cesena)Una storia di storie. I molteplici piani del politico e del socialeAntonio Senta (Università di Trieste)Un approccio di genere: la militanza al femminileElena Bignami (Amici dell’Archivio Famiglia Berneri - A. Chessa)Le esperienze pedagogiche ed educativeEmanuela Minuto, Alessandro Breccia (Università di Pisa)Le riviste come networks di percorsi politici e culturaliMarco Masulli (Università di Genova)discussant Pasquale Iuso (Università di Teramo)14.30-17.00 SECONDA SESSIONEQuestioni di metodo: raccolta, utilizzo, conservazione delle fonti oralicoordinaEnrico Acciai (Università di Leeds, UK)Anarchismo, fonti orali, testimonianze: cosa abbiamo a disposizione oggiLuigi Balsamini (Archivio-Biblioteca “Enrico Travaglini”, Fano)Sulla storia orale dell’anarchismoPiero Brunello (storico)Dall’oralità alla scrittura: l’intervista come trasgressioneAlessandro Casellato (Università Ca’ Foscari di Venezia)Una lettura tradizionalista di Pietro Gori: le fonti oraliGiovanni Contini (Presidente AISO-Associazione italiana di storia orale)Progetti di storia orale per l’anarchismo: fonti digitali e Public HistoryLorenzo Pezzica (Università di Modena e Reggio Emilia)partecipano alla discussioneAlberto Ferraboschi (Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia)Massimo Ortalli (Archivio storico FAI, Imola)Gianni Saporetti (“Una città” - Fondazione Lewin, Forlì)17.00-18.30 TERZA SESSIONETestimonianze e riflessioni autobiograficheDal Sessantotto agli anni SettantaTAVOLA ROTONDAcoordinaLuigi Balsamini (Archivio-Biblioteca “Enrico Travaglini”, Fano)partecipanoGianni Carrozza, Luciano Lanza, Claudia e Silvia Pinelli
Università di Milano, Via Conservatorio 7, Sala lauree
Welcome: Angela Lupone, Dean of the Faculty
Laura Ammannati, Director of the Department
Christopher Wurst, U.S. Consulate in Milan
Keynote Speaker: Alan Taylor (University of Virginia) “The Divided Ground: Indians, Settlers, and the Northern Borderland of the American Frontier”
Discussant: Maurizio Valsania (Università di Torino)
Panel I
Chair: Susanna Delfino (Università di Genova)
Marco Sioli (Università di Milano) “Some Remarks on Thomas McKenney and his Portfolio of American Indians”
Scott Stevens (University of Syracuse) “The Influences of the Indian Removal Bill of 1830 on the Project of Thomas McKenney”
Deborah Besseghini (Università di Trieste) \"A Colony for the Cherokee in Northern Mexico: John Hunter and the \'Secret War\' for Texas in the 1820s\"
Jean Marc Serme (University of Brest) “Andrew Jackson and the Indians”
Massimo De Giuseppe (Università IULM – Milano) “Pueblos, Misiones and Ciudadanos: American Indian Reservation Seen from Mexico”
Discussant: Renate Bartl (American Indian Workshop AIW)
November 22, h. 10
Museo del Risorgimento, Via Borgognone 23, Milano
Keynote Speaker: Paul Finkelman (University of Saskatchewan) “Chief Justice Marshall\'s Indian Law Jurisprudence and the Failure of American Justice”
Discussant: Luigi Marco Bassani (Università di Milano)
Panel II
Chair: Rosemarie Brisciana (Science Po, Paris)
Marina Dossena (Università di Bergamo) “Portraits in Words: Paul Kane, John Campbell, and the Representation of American Indians in Nineteenth-century Diaries”
Anna Re (Università IULM – Milano) “Ecocritcism and Native American Literatures”
Stefano Rosso (Università di Bergamo) “American Indians in the Dime Novels”
Linda Sue Warner, G. S. Briscoe and E. Gipp, “Bureau of Indian Affairs, Bureau of Indian Education: The Effects of Self-Determination on Tribal Youth”
Nicole Perry (The University of Auckland) “Creative Subversions: Repainting the American West”
Discussant: The Audience
h. 1 pm
Inauguration of the exhibition: “Ritratti indiani dai Grandi Laghi alla Florida. La Galleria di Thomas McKenney e le origini del Bureau of Indian Affairs (1816-1836) “
Programme
> Mardi 22 novembre 2016
14h : Accueil des participants
14h20 : Introduction du colloque par les organisateurs
14h30 : premier panel «Temps de crise : gérer l’urgence et lelong-terme»
Discutante : Sylvie Thénault (Paris I)
• 14h30-14h50 Sabine Mischner (University of Freiburg) «The American Civil War as a Struggle for, with and against Time»
• 14h50-15h10 Antoine Perrier (Sciences Po) «Le Protectorat provisoire et immobile : les usages du temps dans les politiques publiques des Etatsmarocain et tunisien sous Protectorat français»
• 15h10-15h30 Alexandre Boza (Sciences Po) «Définir et codifier l'urgencedans la gestion des migrants au sortir de la Première Guerre mondiale»
• 15h30-15h50 Catherine Radtka (ISCC, Paris I) «Entre urgence etpréparation de l'avenir : l'encadrement par les autorités françaises del'enthousiasme des jeunes pour les fusées au début des années 1960»
15h50-16h35 : discussion et questions
16h35-17h : pause café
17h : deuxième panel «Temps passés : sortir de l’événement etconstruire sa mémoire»
Discutant : Paul Lenormand
• 17h-17h20 Arianna Arisi Rota (Université de Pavie) «1869: l'année de tousles dangers? Temps pluriels, temps antagonistes dans la sortie duRisorgimento»
• 17h20-17h40 Christina Theodousiou (IEP de Lille) «Entre mémoire etattente, les temporalités de la commémoration du 11 novembre»
17h40-18h30 discussion et questions
> Mercredi 23 novembre 2016
9h : Accueil des participants
9h30 : troisième panel «Temps politiques : réinventer le temps en régime autoritaire»
Discutant : Roman Krakovsky
• 9h30-9h50 Maurizio Coppola (EHESS) «Le folklore comme un dispositif degestion du temps. Le concept de "tradition" dans le Fascisme italien»
• 9h50-10h10 Till Kössler (Ruhr-Universität Bochum) «Time and Dictatorship in Spain, 1939-1975»
10h10-10h50 : discussion et questions
10h50- 11h10 : pause café
11h10 : quatrième panel «Temps nouveaux, temps futurs :imaginer l’avenir entre planification et utopie»
Discutante : Jenny Andersson
• 11h10-11h30 Jean d’Andlau (Lille 3) «"Le temps ouvre un nouveau livre àl'histoire…". Légiférer sur le calendrier révolutionnaire ; temps nouveaux etutopie politique.»
• 11h30-11h50 Sibylle Duhautois (Sciences Po) «Concevoir un autre monde: les études sur le futur au sein de l’ONU et la notion de nouvel ordreéconomique international»
• 11h50-12h10 Rüdiger Graf et Benjamin Herzog (Center for Contemporary History, Potsdam) «From Visions of the Future to Ways of Generating It. Challenges of a History of Past Futures in the 20th Century »
12h10-12h50 Discussion et questions
12h50-14h20 : pause déjeuner (plateaux repas fournis aux participants)
14h20 : cinquième panel «Temps individuels et temps sociaux :étudier et définir les temporalités de l’être humain»
Discutant : Paul-André Rosental
• 14h20-14h40 Marco Saraceno (Paris I) «Le temps des organismes. La fatigue du corps et la fatigue des nations.»
• 14h40-15h Elsa Génard (Paris I) «Le temps de la peine. Enjeux de pouvoirautour de la durée des peines de prison (1911-1939).»
• 15h-15h20 Charles-Antoine Wanecq (Sciences Po) «Faire face à l’urgencevitale : temps biologiques, temps sociaux et temps des institutions (France, 1949-1979)»
15h20-16h : discussion et questions
16h : Discussion de clôture et départ des participants
Bruna Bagnato, Patrizia Dogliani e Filippo Focardi presentano il libro di Nicola Labanca "La guerra d’Etiopia 1935-1941" (Il Mulino, 2015). Un'iniziative dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana e del Museo del Novecento.
Martedì 22 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Gabriele Galantara. La missione della caricatura nella storia e nell’arte a cura di Fabio Santilli, Centro studi Gabriele Galantara, 2016.
Intervengono: Dino Aloi, Lorenzo Benadusi, Paolo Brogi. Coordina: Maria Pia Critelli. Sarà presente il curatore.
La figura di Gabriele Galantara, uno dei massimi esponenti della caricatura satirica italiana, pittore e creatore di intramontabili modelli conografici, nella sua attività di artista, giornalista e attivista politico che gli valse la persecuzione da parte dei governi autoritari della fine del XIX secolo e del fascismo, con un'analisi storica del periodico romano "Marc'Aurelio" e una monografia inedita di Gec (Enrico Gianeri) dedicata a Galantara.
Prefazione di Melanton (Antonio Mele). Scritti di: Dino Aloi, Fabiana De Bellis, Giovanni Galantara, Giorgio Galeazzi, Gec (Enrico Gianeri) Donata Gianeri, Paola Pallottino, Fabio Santilli, Valerio Zandonà.
Fabio Santilli, Presidente del Centro Studi Gabriele Galantara, è autore e curatore di numerosi libri sulla caricatura e la satira nel loro rapporto con le vicende storiche.
L'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezziogiorno d'Italia (ANIMI) organizza a Roma, Camera dei Deputati, Sala Aldo Moro, un convegno di studi per il 90mo anniversario della morte di Giovanni Amendola, Giovanni Amendola: una vita in difesa della libertà, 24-25 novembre 2016.
RSVP entro il 18 novembre 2016 alla mail assmezz@tin.it
Giovedì 24 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume L’Europa corporativa. Una storia transnazionale tra le due guerre mondiali di Matteo Pasetti, Bononia University Press, 2016. Intervengono:
Lucia Ceci, Giuseppe Parlato. Coordina: Alessio Gagliardi. Sarà presente l’autore.
Nella cultura politica europea del Novecento, il periodo tra le due guerre mondiali fu connotato anche dalla riscoperta del corporativismo come possibile soluzione per alcuni problemi cruciali della moderna società di massa: l’organizzazione sindacale dei lavoratori e la conflittualità di classe; lo sviluppo economico e la gestione tecnocratica del sistema produttivo; la sfi ducia nella democrazia liberale e lo spettro della rivoluzione comunista. Fin dall’ascesa al potere di Mussolini, ambienti intellettuali e forze politiche di varia nazionalità ed eterogenea ispirazione ideologica
iniziarono a guardare con attenzione al laboratorio corporativo fascista, che nella seconda metà degli anni Venti inaugurò un inedito sistema di rappresentanza degli interessi e di disciplina dei rapporti di lavoro. L’Italia fascista divenne così il luogo d’origine di un nuovo modello di corporativismo, destinato a influenzare sia il dibattito politico, giuridico ed economico, sia analoghi esperimenti legislativi messi in atto in altri regimi. Basato su un’ampia letteratura europea, il libro
ricostruisce la circolazione transnazionale di questo modello, seguendone l’evoluzione e descrivendone gli esiti, al fine di collocare l’esperienza fascista in un quadro storico caratterizzato dalla generale tendenza a una crescente istituzionalizzazione dei rapporti tra economia, società e stato.
Matteo Pasetti svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. Studioso di storia del fascismo e dei movimenti politici e sindacali, è autore di varie pubblicazioni e dei libri Tra classe e nazione. Rappresentazioni e organizzazione del movimento nazional- sindacalista, 1918-1922 (2008) e Storia dei fascismi in Europa (2009). Ha inoltre curato i volumi Progetti corporativi tra le due guerre mondiali (2006), Tra due crisi.
Urbanizzazione, mutamenti sociali e cultura di massa tra gli anni Trenta e gli anni Settanta (2013) e 1943. Guerra e società (con L. Alessandrini, 2015).
Antonio Donno, ordinario di Storia delle relazioni internazionali nell'Università del Salento, introduce una riflessione sul tema.
Saluto di Cosimo Ceccuti.
Coordinamento di Valentino Baldacci.
Iniziativa promossa dall'Associazione Italia-Israele di Firenze in collaborazione con la Fondazione Spadolini-Nuova Antologia e il Centro fiorentino di studi storici e di scienze sociali "Passato Prossimo".
L'Istituto veronese per la storia della Resistenza (IVrR) è lieta di invitarVi alla presentazione dell'ultimo volume di Sonia Residori: L'ultima valle. La Resistenza in val d'Astico e il massacro di Pedescala e Settecà (30 aprile - 2 maggio 1945) (Cierre 2015).
L'incontro si svolgerà alle 16,20 e verrà introdotto dal direttore dell'Istituto, Federico Melotto
A distanza di sessant’anni, una riflessione critica sull’anno 1956, appare opportuna. Il Convegno proposto dal GRID, in continuità con il suo I Convegno (2015), sempre in collaborazione con la rivista HISTORIA MAGISTRA, vuole in particolare approfondire il significato in chiave storica dei tanti eventi clamorosi, spesso traumatici, che hanno costellato quell’anno rendendolo di straordinaria, drammatica importanza nella storia del “secolo breve”: dalla rivolta di Polonia a quella, la più tragica, d’Ungheria, dalle “rivelazioni” contenute nel famoso Rapporto segreto di Nikita Kruscev in margine ai lavori del XX Congresso del PCUS, alla crisi del Canale di Suez. Una concomitanza di eventi che si incrociano, si sovrappongono o procedono in parallelo senza, apparentemente, interferire gli uni con gli altri, ma in qualche modo interagendo in profondità.
Il Convegno, oltre che operare una ricostruzione dei fatti, vuole concentrarsi sulla loro interpretazione, tra discussione storiografica e dibattito politico, interrogandosi anche sugli effetti e le conseguenze di lungo periodo, ossia, ben oltre quella temperie storica, dentro e fuori i partiti politici, la Chiesa cattolica, l’associazionismo, il mondo politico e intellettuale, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti.
Quelli che contiamo di fare nel Convegno, naturalmente, sono nulla più che sondaggi, che possano servire, come in ogni nostra iniziativa di studio e di discussione, a riflettere su momenti cruciali della storia, nodi che, per quanto già studiati e dibattuti, offrono, in ragione della loro complessità, elementi di approfondimento fattuale, di interpretazione storica e, tuttora, di vivace, talora aspro contrasto politico. In sintesi, inviti a nuove ricerche che, al di là delle difformità delle interpretazioni, degli approcci culturali, e persino, come è forse inevitabile, degli “usi” politici, aiutino a rispondere a un quesito di fondo: il 1956, fu davvero “l’anno spartiacque?”.
Un bilancio storiografico del Settantesimo della Resistenza, a partire dalle pubblicazioni promosse dall’Istituto per la storia del movimento di liberazione in Italia: "1943. Strategie militari, collaborazionismi, Resistenze", a cura di M. Fioravanzo e C. Fumian, Viella, 2015; "1943. Mediterraneo e Mezzogiorno d’Italia", a cura di F. Soverina, Viella, 2015; "1943. Guerra e società", a cura di L. Alessandrini e M. Pasetti, Viella, 2015; "1944-1945. L’Italia nella guerra europea dei trent’anni", a cura di S. Neri Serneri, Viella, 2016. Intervengono: Barbara Berruti (Vice Direttore Istituto piemontese per la storia della
Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”), Guido D’Agostino (Presidente Istituto Campano per la Storia della Resistenza), Alberto De Bernardi (Università di Bologna - Vicepresidente Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), Simone Neri Serneri (Università di Siena - Presidente ISRT). Modera Carlo Pestelli (giornalista).
Un'iniziativa dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana e del Museo del Novecento.
Mercoledì 30 novembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Donne della Repubblica di Paola Cioni, Eliana Di Caro, Elena Doni, Claudia Galimberti, Lia Levi, Maria Serena Palieri, Francesca Sancin, Cristiana Di San Marzano, Federica Tagliaventi, Chiara Valentini. Introduzione di Dacia Maraini, il Mulino, 2016. Intervengono: Lia Levi, Maria Serena Palieri, Chiara Valentini. Coordina: Rosanna De Longis.
Ricordiamoci che la storia la raccontano sempre i vincitori. Ed è quella che rimane a testimonianza del passato. Vogliamo farci anche noi narratrici della nostra storia, per ricordare che oltre ai molti coraggiosi e valenti uomini italiani, ci sono state tante donne che hanno contribuito profondamente ai migliori cambiamenti del nostro Paese? (Dacia Maraini)
Il 2 giugno 1946 si tennero le prime elezioni politiche per le quali votarono anche le donne. Un passaggio che segna l’affermazione di un nuovo protagonismo femminile nella società italiana. A restituirci la portata simbolica e politica di quella conquista, quattordici biografie esemplari di donne che con diversi talenti, in vari campi, hanno contribuito alla nascita della Repubblica e a cambiare l’immagine della donna. Non solo le politiche, che fin dai tempi del fascismo si erano battute per la democrazia, come Camilla Ravera, Teresa Noce, Lina Merlin, o le donne della resistenza, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Marisa Ombra, Ada Gobetti, ma anche scrittrici come Alba de Céspedes, Fausta Cialente, Renata Viganò, un’attrice come Anna Magnani, la famosa sarta Biki, e la leggendaria Dama Bianca compagna di Fausto Coppi.
Le autrici del volume fanno parte di Controparola, un gruppo di giornaliste e scrittrici nato nel 1992 per iniziativa di Dacia Maraini. Come opere collettive per il Mulino hanno pubblicato anche Donne del Risorgimento (2011) e Donne nella Grande Guerra (2014). Per altri editori: Piccole italiane (Anabasi, 1994), Il Novecento delle italiane (Editori Riuniti, 2001), Amorosi assassini (Laterza, 2008).
Rosanna De Longis ha diretto la Biblioteca di storia moderna e contemporanea. Socia fondatrice della Società italiana delle storiche, ne è stata presidente nel triennio 2006-2008.
Lia Levi, giornalista e sceneggiatrice, è autrice di romanzi per adulti e per ragazzi.
Maria Serena Palieri, giornalista e saggista, ha scritto per “l’Unità”, l’“Espresso”, “Marie Claire”.
Chiara Valentini, giornalista e saggista, collabora con l’“Espresso”.
Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche Università Sapienza di Roma
Laboratoire International Associé (LIA)
Université Aix-Marseille
Centro di studi internazionali Poros
Gli intellettuali italiani e la politica internazionale
(1945-1989)
Roma 1-2 dicembre 2016
Giovedì 1 dicembre ore 9.00
Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche, Università Sapienza di Roma, via Salaria 113
Saluti del Presidente dell'Area didattica Sociologia e Ricerca sociale applicata: Luciano Zani
I sessione. Gli italiani e l'Europa.
Coordina: Leopoldo Nuti
9.30 Lorenzo Benadusi, Università di Bergamo, La casa editrice Einaudi, il franchismo e la fine dell'isolamento spagnolo, 1953-1963.
10.00 Paola Lo Cascio, Università di Barcellona, Una giovane comunista nella Spagna degli anni Sessanta: il viaggio inutile di Rossana Rossanda.
10.30 Marco Di Maggio, Università Sapienza di Roma, Gli intellettuali socialisti e comunisti e l’idea di Europa: 1979-1987.
11.00 Pausa caffè
11.15 Daniele Caviglia, Università Internazionale di Roma, L'ufficio studi della Banca d'Italia e l'Europa. L'esperienza di Guido Carli
11.45 Andrea Guiso, Università Sapienza di Roma, L'Europa nella visione e nella politica di Beniamino Andreatta (1981-1998)
12.15 Enrico Serventi Longhi, Università Sapienza di Roma, L’ufficio studi della Cgil e l’esperienza di Solidarnosc
12.45 Discussioni e pranzo
II sessione Gli italiani e le Americhe
Coordina: Umberto Gentiloni
15.30 Marilisa Merolla, Università Sapienza di Roma, L'Italia e la nascita del New Journalism negli anni Sessanta: la guerra fredda tra narrazione e critica musicale.
16.00 Mattia Diletti, Università di Roma, Esportare l’America liberal: l’Istituto Affari Internazionali (IAI), il Centro di studi di politica internazionale (Cespi) e i think tank italiani (1965-1989)
16.30 Massimo De Giuseppe, Iulm Milano, Impegno cattolico e diritti umani in America Latina negli anni della guerra fredda. L’esperienza dei “Quaderni Asal” (1972-1992)
17.00 Gregorio Sorgonà, Fondazione Istituto Gramsci, Gli intellettuali del Pci e l’immagine dell’America di Reagan (1981-1988).
17.30 Discussioni
Venerdì 2 dicembre 2016 ore 9.00
Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche, Università Sapienza di Roma, via Salaria 113
III sessione Gli italiani e il mondo extraeuropeo.
Coordina Marco Gervasoni
9.00 Davide Grippa, Università Orientale di Napoli, "Da Carlo Levi a Franco Venturi: gli intellettuali azionisti e la discussione sul trattato di pace".
9.30 Alessandra Tarquini, Università Sapienza di Roma, Antisemitismo e autodeterminazione dei popoli nella cultura della sinistra italiana: dalla nascita dello Stato di Israele alla guerra dei sei giorni (1948-1967).
10.00 Laura Ciglioni e Donatello Aramini, Università Roma Tre, La rivista il Mulino e il confronto ideologico Est-Ovest: dalla destalinizzazione al Sessantotto
10.30 Giovanni Ceci, Università Roma Tre, La cultura cattolica alla prova della distensione: il caso di Augusto Del Noce
11.00 Pausa
11.15 Luca Polese Remaggi, Università di Salerno, Scrittori e popoli. Appunti sulla fascinazione della Cina di Mao nella cultura della sinistra italiana (1955-1972)
11.45 Gianluca Scroccu, Università di Cagliari, Il dibattito sull’Africa postcoloniale nelle pagine di “Mondoperaio”: la riflessione dei socialisti sulla decolonizzazione (1955-1987)
Venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Storia di Zara. Dalle origini ai giorni nostri di Lucio Toth, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2016. Intervengono: Ester Capuzzo, Rita
Tolomeo. Coordina: Andreas Gottsmann.
Ogni tanto il nome di Zara riappare nei giornali e la sua storia è oggetto di studi e di ricerche nelle Università, non solo italiane o croate. Parlando della Dalmazia, si deve ricordare per forza la sua città più antica e contesa, che ne è stata capoluogo, o modesta capitale di un regno mai esistito se non sulla carta. Perché nella realtà storica, dopo Roma e Bisanzio, è stato dominio della Corona d'Ungheria, della Repubblica Veneta, degli imperi napoleonico e Austro-Ungarico, malgrado la
corona regale inalberata sul suo stemma con i tre leopardi in campo azzurro. In origine il campo era
rosso. Fu Venezia a volerne cambiare il colore per non confonderlo con la porpora del gonfalone della Serenissima. Città importante da essere contesa nei secoli da potenze continentali e marittime: gli Imperi romano e bizantino, quello carolingio, il Regno croato e ungherese, gli Angiò di Napoli, gli Imperi di Napoleone e degli Asburgo, l'Italia unita e la ex Iugoslavia. E prima fra tutte la Repubblica di San Marco, che di questa Zara non sapeva fare a meno. C'è una marea nelle cose umane per usare le parole di Shakespeare - che ha i suoi flussi misteriosi e gioca con il destino di uomini e comunità. E di questa antica comunità, la liburnica Idassa, la romana Iadera, la bizantina Diadora, l'italiana e veneta Zara, la croata Zadar, si racconta in questo libro.