Martedì 28 novembre 2017, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume
Polizie speciali. Dal fascismo alla Repubblica, di Vittorio Coco, Laterza, 2017. Intervengono: Paul Corner, Guido Melis. Coordina: Igor Mineo. Sarà presente l’autore.
A partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta, infatti, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che, tra utopie d’ordine e ambizioni personali, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo, infatti, nonostante un passato di compromissioni con il regime, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
Donne e uomini migranti: rotte, scambi, contaminazioni nel lungo periodo
Roma, 30 novembre-1° dicembre 2017
Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Casa internazionale delle donne
L'attualità dei movimenti migratori che attraversano l'Europa ha dato nuovo impulso allo studio, anche in ambito storiografico, dei temi attinenti alle migrazioni. La chiusura delle frontiere, la spinta a emigrare, la presenza e il protagonismo femminile, la centralità dei legami familiari transnazionali sono fenomeni che caratterizzano le strategie legate alla mobilità geografica di breve e lungo raggio in una prospettiva storica di lungo periodo. Il convegno mette a frutto le più rilevanti acquisizioni del dibattito internazionale e il lavoro pluriennale che la Società Italiana delle Storiche ha dedicato a questi temi con specifiche esperienze di ricerca.
Giovedì 30 novembre
Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Via Michelangelo Caetani, 32
15:00-15:30
Saluti
Patrizia Rusciani (Direttrice della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea)
Francesca Koch (Presidente della Casa Internazionale delle Donne)
Simona Feci (Presidente della Società Italiana delle Storiche, Università di Palermo)
15:30-16:00
Relazione introduttiva
Andreina De Clementi (Società Italiana delle Storiche)
16:00-17:30
Presiede: Simona Feci (Società Italiana delle Storiche, Università di Palermo)
Eleonora Canepari (Aix-Marseille Université), La città e le stagioni: migranti temporanei dentro e fuori lo spazio urbano (XVI-XVIII secolo)
Emilio Franzina (Università diVerona), L'esperienza della mobilità e della migrazione femminile nei canti
Manuela Fugenzi (Università di Roma Tre), Migrazioni e sguardo fotografico: testimonianze, cronaca e comunicazione
17:45-19:30 presso l'Auditorium dell'Istituto Centrale per iBeni Sonori e Audiovisivi (Via M. Caetani, 32)
Se anche la donna è mobile: emigrazione e lavoro nei canti femminili
Concerto di Sabrina Turri (voce), Emilio Franzina (chitarra e voce), Mirco Maistro (fisarmonica)
09:30-13:00
Venerdì 1° dicembre
Sala Tosi - Casa Internazionale delle donne, Via della Lungara, 19
Presiede: Domenico Rizzo (Università di Napoli 'L’Orientale', Gender History Research Center)
Laura Schettini (Università di Napoli "L’Orientale"), Meglio mal accompagnate che sole: esperienze e politiche di mobilità femminile tra Otto e Novecento
Patrizia Guarnieri (Università di Firenze), Per scelta e per forza: fuga senza rientro di Renata Calabresi, displaced psychologist a NewYork
Stefano Gallo (CNR -Istituto di studi sulle società del Mediterraneo), La mobilità territoriale delle maestre italiane nella
prima metà del Novecento
Anna Badino (Aix-Marseille Université), Migrazioni internazionali e interne negli anni della ricostruzione: percorsi familiari
a Marsiglia e Torino
Michele Colucci (CNR -Istituto di studi sulle società del Mediterraneo), Il passaggio degli anni Settanta e i molti volti delle migrazioni in Italia
Pausa pranzo
14:30-16:00
Presiede: Maria Rosaria Stabili (Università di Roma Tre)
Francesca Rolandi (Università di Rijeka-Fiume), La rotta adriatica dei richiedenti asilo e il ruolo dell'Italia durante la guerra
fredda
Sabrina Marchetti (Università Ca' Foscari diVenezia), Unite o div ise? Un'analisi delle reti sociali fra donne dell'ex blocco
sovietico in Italia
Milly Grillone (Università di Palermo), Sfruttamento sessuale transnazionale dalla Nigeria all'Italia
16:00-16:30
Condusioni
Angiolina Arru (Società Italiana delle Storiche)
Pausa
17:00-18:30
Presentazione e proiezione del documentario
Appunti del passaggio di Maria Iorio e Raphael Cuomo (Svizzera/Italia, 2016, 43')
Intervengono Laura Romano (Sapienza Università di Roma) e gli autori Maria Iorio e Raphael Cuomo
Comitato scientifico e organizzativo: Rosanna De Longis, Simona Feci, Laura Schettini, Paola Stelliferi
La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa organizzano un convegno di studi sul problematico rapporto tra la Rivoluzione russa e l’anarchismo, nel centenario del 1917. Dopo la rivoluzione di febbraio, quella bolscevica dell’ottobre segna il trionfo della politica quale atto di volontà di una minoranza che intende mutare il corso della storia. Se effettivamente la storia muterà dentro e fuori i confini russi, quel che non cambierà sarà invece il ruolo dello Stato quale fattore di dominio, come capiscono gli anarchici fin dal maggio 1918, quando cominciano a subire gli effetti della repressione di Lenin e compagni. Questo appuntamento intende offrire una riflessione storiografica su uno snodo centrale per la storia del Novecento e per quella del movimento operaio, mettendo in evidenza natura e caratteristiche della critica anarchica al bolscevismo.
La storia dell’agricoltura italiana in passato ha interessato diversi centri di ricerca che hanno portato nuova linfa agli studi sul mondo rurale. Recentemente, a seguito di un nuovo interesse verso il settore primario anche da parte di politica, istituzioni e mondo economico, soprattutto a seguito dell’approvazione della Legge sull’Agricoltura Sociale proposta dal Ministero delle Politiche Agricole MIPAAF, si stanno affermando nuovi filoni di indagine volti ad approfondire e ad indagare la storia agraria italiana anche sotto un profilo quantitativo. Ad esempio, si è iniziato a guardare alle campagne anche in chiave cliometrica, offrendo così dati e analisi per poter avviare studi di dimensione locale che uscissero, finalmente, da un’impostazione memorialistica. Attualmente, nella ricerca storica sullo sviluppo territoriale si sta affermando l’esigenza di individuare una sintesi tra le varie discipline, soprattutto al fine di sviluppare progetti di carattere interdisciplinare. AgrHistory Lab, promosso da Progressus-ASSMAM e da Fondazione Bianca Piccolomini Clementini Onlus (FBPCO), nasce proprio dall’esigenza principale di promuovere studi dinamici che possano contribuire allo sviluppo del territorio. La partecipazione all’European Rural History Organisation (EURHO) vuole essere, inoltre, un modo per collegarsi a tutte quelle realtà in Europa che, già da anni, hanno riscoperto l’importanza della storia agraria. Nell’area senese, la vocazione per gli odierni studi di natura rurale non nasce ex novo e si fonda su solide basi concettuali e pratiche come quelle espresse dall’Opera Sociale Agricola “Santa Regina” di Siena che fin dal 1917, grazie all’iniziativa sociale della contessa Bianca Piccolomini Clementini, si è occupata di promuovere l’istruzione agraria tra le giovani fanciulle in difficoltà. Quello che preme sottolineare è il carattere innovativo del progetto della Piccolomini, prima donna a ricevere il prestigioso premio “Mangia d’Argento” dalla città di Siena per meriti sociali, che pone l’esperienza senese all’avanguardia all’interno delle esperienze di agricoltura e solidarietà.
Per tutti questi propositi la giornata di studi vuole essere sia un momento di rievocazione di quanto fatto per Siena, e il suo territorio, dalle figlie di S. Angela Merici, ma anche una prima occasione di incontro tra alcuni studiosi del settore e affini, per dare nuova vita oggi al progetto rurale dell’OSA inaugurato da Bianca Piccolomini Clementini, e porlo così di nuovo al servizio della comunità.
Secondo incontro del seminario di ricerca Sissco "I ceti medi nell'Italia del Novecento. Politica, rappresentanza, impresa e welfare in una prospettiva internazionale".
L'incontro è dedicato a "Partiti e rappresentanza degli interessi".
Introduce i lavori Anna Pellegrino.
Partecipano: Edoardo Bressan (chair), Francesco Bartolini, Alessandra Cantagalli, Roberta Corsi, Anna Pina Paladini, Luca Tedesco.
Università di Napoli Federico II Dipartimento di Scienze Sociali
Guerra per l'impero: una storia della campagna d'Etiopia
mostra storico-fotografica
Fotografie e pagine del diario di Carmelo Sirianni 1936-1937
L’aggressione fascista all’Etiopia, con le sue molteplici brutalità, rappresenta una delle maggiori rimozioni della coscienza pubblica degli italiani. Grazie alle pagine del diario e alle fotografie di Carmelo Sirianni, un ufficiale medico al seguito del generale Graziani, la mostra Guerra per l'impero propone un sguardo sulle atrocità di quella guerra, in particolare sull'uso dei gas vietati dal Protocollo di Ginevra.
Inaugurazione
lunedì 4 dicembre ore 16:00
Sala Consiliare della Città Metropolitana di Napoli, piazza Santa Maria La Nova
Introduce: Titti Marrone, Il Mattino
Saluto
Enrica Amaturo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli Federico II
Interventi
Gabriella Gribaudi (Università di Napoli Federico II – Archivio Multimediale delle Memorie)
Fonti dell'io e guerra coloniale
Sandro Triulzi (Università di Napoli L'Orientale)
La memoria dell'impero e l'Italia repubblicana
L'attore Claudio Ceglia leggera brani dal diario di Carmelo Sirianni
La mostra è promossa dall'Università di Napoli Federico II e dal Dipartimento di Scienze Sociali.
Comitato scientifico: Olindo De Napoli (Università Federico II), Silvana Palma (Università L'Orientale)
Allestimento: Artetica; progetto grafico: doppiavoce.
La mostra rimarrà aperta fino al 15 dicembre 2015.
Presentazione del volume La difficile giustizia. I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia 1943-2013, di Marco De Paolis e Paolo Pezzino, Viella 2016.
Coordina Luca Tedesco, Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre
Saluti istituzionali di Lucia Chiappetta Cajola, Prorettore Vicario Università degli Studi Roma Tre
Intervengono
Liliosa Azara, Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre
Giulio Bartolini, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre
Isabella Insolvibile, Istituto nazionale Ferruccio Parri
Mercoledì 6 dicembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose, sarà presentato il volume Lourdes: storie di miracoli. Genesi e sviluppo di una devozione planetaria di Alessandro Di Marco, Firenze University Press, 2016.
Intervengono:
Sofia Boesch Gajano, Lucia Ceci.
Coordina: Patrizia Rusciani.
Lo scopo dell’opera è di chiarire quali fattori abbiano contribuito a realizzare il successo di
Lourdes. Questa analisi parte dal confronto tra le 18 apparizioni di Lourdes con alcuni episodi analoghi e coevi verificatisi in Francia ma dall’esito – inteso come successo verso i pellegrini – alquanto differente. Al lavoro di iniziale contestualizzazione storica, politica e culturale si affianca l’analisi di alcuni aspetti chiave della Chiesa cattolica dell’epoca. In riferimento allo scopo del testo, due sono i settori più approfonditi dall’analisi: la scienza medica e la letteratura, entrambi legati a filo doppio con la questione dei miracoli.
L’opera ha vinto il Premio Istituto Sangalli per la storia religiosa 2015.
L’Istituto Sangalli è una istituzione fiorentina, laica e non confessionale, nata nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale, contribuendo a supportare la ricerca di giovani studiosi con impegno costante, in termini finanziari e scientifici.
A Livorno, il giorno 11 dicembre, si terrà la prima edizione del premio di storia del lavoro intitolato a Simonetta Ortaggi, promosso dalla SISLav e dall'Istoreco Livorno. La vincitrice d quest'anno è Vanessa Ferrari con la sua tesi di dottorato "Nazionalsocialismo e
Arbeiterliteratur: il lavoro e la fabbrica nella propaganda della NSDAP (1928-1938)".
Fondazione ISEC vi invita al seminario dedicato all’esperienza dell’ IBCC-International Bomber Command Centre di Lincoln, archivio digitale dedicato bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. Nel corso del seminario verranno presentati in anteprima alcuni documenti relativi ai bombardamenti su Milano recentemente emersi da archivi privati inglesi
Avviato nel 2015 del Lincolnshire Bomber Command Memorial Trust in partnership con l’Università di Lincoln, il Centro ha avviato la costruzione di un archivio digitale per raccogliere, digitalizzare e condividere documenti cartacei e fotografici, memorie e diari, storie orali legati ai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. Uno dei suoi principali obiettivi è quello di indagare la dimensione umana delle persone coinvolte, siano essi civili o militari, così da superare una logica di contrapposizione e costruire invece un terreno comune di dialogo basato su esperienze condivise: la morte, la paura e la fragilità della vita umana in tempo di conflitto di massa. Per questo il centro ha avviato anche una campagna di ricerca attraverso le storie di vita sia attraverso la ricognizione di archivi esistenti in Italia, Austria, Germania, Francia, si attraverso la realizzazione di nuove interviste ai sopravvissuti ai bombardamenti in questi territori. Le esperienze di civili, in particolare, consentono di presentare al pubblico un punto di vista alternativo sulla guerra aerea, accostandole (come voce critica e dissonante) alle memorie di aviatori alleati, oppure mettendole in relazione con i ricordi di sopravvissuti nei paesi europei che subirono i bombardamenti.
Programma
Introduce e modera Sara Zanisi, Fondazione ISEC
Alessandro Pesaro, Lincoln University / International Bomber Command Centre: La digitalizzazione del patrimonio culturale controverso all’International Bomber Command Centre di Lincoln. Ricordo, riconoscimento e riconciliazione in un participatory archive sulla guerra aerea in Europa.
Tavola rotonda con:
Agostina Lavagnino, Archivio di etnografia e storia sociale di Regione Lombardia
Maurizio Savoja, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia
René Capovin, Fondazione Micheletti
Primo Ferrari, Fondazione ISEC
Alessandro Pesaro, Lincoln University / International Bomber Command Centre, United Kingdom
Erica Picco, Laboratorio Lapsus
Manuel Tonolini, Fondazione Dalmine
Il seminario è promosso da Fondazione ISEC in collaborazione con la Lincoln University e AISO-Associazione italiana di storia orale, nell’ambito di #aggiungiPROmemoria, progetto sperimentale per costruire Participatory Archive promosso da ISEC e Fondazione Dalmine con il contributo di Fondazione Cariplo.
Despite the conventional image of the Belle Époque as a time of peace, progress and optimism, the twenty years leading up to the outbreak of the First World War were a period in which the practice of organised violence was part of everyday life for thousands and thousands of male European men. Genuine paramilitary corps (such as the Ulster Volunteer Force), industrial protection groups, private police like the German Zechenwehr or the Italian Volunteer Workers, and countless shooting clubs and military training associations are all examples of the process of militarisation which shaped many European countries.
This workshop aims to address this largely understudied topic by bringing together young and senior scholars to focus on political violence and processes of militarisation in France, the German Empire, Austria-Hungary and the United Kingdom between the 1880s and 1914. By analysing political, military and social contexts as well as individual case studies, the workshop aims not only to fill a gap in our knowledge of this period but also to think afresh and from a new perspective crucial issues such as the relationship between the rule of law and political violence, the impact of armed associations on citizen bodies and mass society, the causes of the First World War and its repercussions on European society.
Martedì 12 dicembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Moisè va alla guerra. Rabbini, militari, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale di Paolo Orsucci Granata, Belforte Editore, 2017. Intervengono: Guido Guastalla, Gisèle Lévy. Coordina: Lauro Rossi. Sarà presente l’autore.
“Nel 1915 allo scoppiare della prima guerra mondiale gli ebrei italiani, la cui consistenza numerica
era piuttosto esigua in quanto si aggirava attorno alle 35.000 anime, si disposero con entusiasmo a
partecipare al conflitto. In realtà fin dalle prime guerre del Risorgimento gli ebrei italiani avevano
dimostrato uno straordinario attaccamento all'Italia. Anche nel corso della Grande Guerra la partecipazione al conflitto fu accompagnata da larghe manifestazioni di patriottismo che sottolineavano il loro coinvolgimento totale con le sorti della nazione e volevano ulteriormente dimostrare l'avvenuta integrazione nel tessuto sociale italiano dopo i secoli bui della segregazione e dei ghetti. L'apporto ebraico alla guerra è oggetto di questa ampia ricerca di Paolo Orsucci
Granata. Si tratta di una cronaca dettagliata di fatti inerenti al conflitto che propone al lettore riflessioni e considerazioni su un periodo denso di eventi drammatici che hanno interessato tutta la popolazione europea.” (Dalla prefazione di Luciano Meir Caro)
Padova - Palazzo del Bo 13 dicembre 2017 Giornata di studio a cura del Comitato d’Ateneo per il centenario della Grande Guerra Prima sessione (10:00 – 12:30) 10:00 Giovanni Luigi Fontana (Università di Padova – presidente del Comitato di Ateneo) Introduzione 10:30 Paolo Pozzato (Istituto storico della Resistenza di Vicenza) La battaglia […]
Convegno di studi dedicato alla storia italiana degli ultimi trent'anni, promosso dall'Istituto nazionale Ferruccio Parri e dall'Isituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea.
Il convegno verterà su una ricerca storica pluriennale che coinvolge diverse università e istituzioni scientifiche nazionali sul percorso unitario sindacale negli anni 1972 - 1979. Al termine degli interventi è previsto un dibattito con i rappresentanti delle confederazioni sindacali.
Si prevede la partecipazione di:
Francesco Bonini, Magnifico Rettore Università LUMSA
Stefania Cosci, Vice Direttore Dipartimento GEPLI Università LUMSA
Donatella Strangio, Sapienza Università di Roma
Maria Paola Del Rossi, Università degli Studi di Teramo
L’Italia repubblicana:
costruzione, consolidamento, trasformazioni.
Il primo ventennio democratico
dal 1946 al 1966
Convegno nazionale di studi
Fondazione Brigata Maiella
Pescara, 15-16 dicembre 2017
Il convegno è il primo appuntamento di un ciclo triennale (dicembre 2017-2018-2019), lungo il quale rileggere e ripensare in forme critiche la storia dell’Italia repubblicana, in un percorso di settant’anni che attraversa plurime storie generazionali. Muovendosi tra fattori sia di continuità sia di trasformazione, verranno scandite dal ciclo di convegni le principali acquisizioni proposte dalla storiografia: il primo ventennio della Repubblica; gli anni tra Sessanta e Settanta; il trentennio dagli anni Ottanta a oggi. Partendo anche dalle domande che ci poniamo nel tempo presente, ci si propone dunque di definire un percorso tematico attento alle peculiarità della democrazia e della società in Italia, con un occhio particolare ad alcuni dei suoi nodi strutturali e di lungo periodo.
Comitato scientifico: Enzo Fimiani, Patrizia Gabrielli, Maurizio Ridolfi
Segreteria organizzativa: Alessandra De Nicola
venerdì 15 dicembre – ore 16.30-19.30
Saluti
Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Brigata Maiella)
Introduce
Enzo Fimiani (comitato scientifico Fondazione Brigata Maiella)
Presiede
Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia, Viterbo)
Intervengono
Mariuccia Salvati (Università di Bologna)
“Passaggi”: generazioni tra dopoguerra e ricostruzione
Antonio Varsori (Università di Padova)
I fattori nazionali ed internazionali nella costruzione dell’Italia democratica
Guido Melis (Sapienza Università di Roma)
Le istituzioni repubblicane
Paolo Gheda (Università della Valle d’Aosta)
I territori della Repubblica: centro e periferie, regioni e spazi locali
sabato 16 dicembre 2017 – ore 9.30-12.30
Presiede
Patrizia Gabrielli (Università di Siena, sede di Arezzo)
Intervengono
Elda Guerra (Centro di documentazione delle donne, Bologna)
Donne e relazioni di genere nella costruzione dell'Italia post-bellica
Emanuela Scarpellini (Università Statale di Milano)
Consumi e costumi: l’impatto della modernizzazione
Leonardo Campus (Sapienza Università di Roma)
Rappresentazioni e immaginario: le canzoni delle generazioni postbelliche
Tavola rotonda con i relatori
coordina: Giovanna Tosatti (Università della Tuscia, Viterbo)
Conclusioni
Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia, Viterbo)
Venerdì 15 dicembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), tavola rotonda Migranti. Da dove e da cosa fuggono: un focus sull’Africa orientale.
"Per una volta, almeno per una volta, mi auguro e prego perché i cittadini europei, e i loro governanti, non si chiedano dove vogliano andare gli esseri umani che bussano alle porte, troppo spesso sbarrate, dei ricchi Paesi occidentali. Io spero e prego che almeno una volta ci si chieda da cosa fuggono, e perché, e per responsabilità di chi, i loro Paesi si siano trasformati in un inferno in terra".
Desmond Tutu, premio Nobel per la pace 1984
In occasione della giornata internazionale per i diritti dei migranti (18 dicembre), Amnesty International Lazio, con i Coordinamenti Afirica centrale e orientale e Rifugiati e migranti di Amnesty International Italia, e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano una tavola rotonda di approfondimento sulle motivazioni di un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più rilevante, per scoprire le ragioni che spingono tanti, soprattutto giovani, ad affrontare viaggi rischiosi e spesso letali dai Paesi africani dell'est - Somalia, Eritrea, Etiopia in particolare.
Alla tavola rotonda, preceduta dai saluti di Patrizia Rusciani, Direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, parteciperanno esperti che proporranno la loro analisi secondo diverse angolature: Marco Guadagnino, responsabile Campagne di Amnesty International Italia, Luca Puddu, responsabile per il programma Africa dell' Institute of Global Studies, dove si occupa di politica, sicurezza ed economia dell'Africa, offrirà il quadro della situazione geopolitica dell'area; Aurora Massa, antropologa e ricercatrice presso l'Università di Trento, partirà dalla propria esperienza di indagine sul campo per una analisi delle motivazioni che spingono all'abbandono del proprio Paese; Zakaria Mohamed Ali, giornalista e fotoreporter somalo da 10 anni in Italia e impegnato in Archivio Memorie Migranti, porterà la propria testimonianza personale e le storie di vita dei migranti che ha conosciuto.
Lunedì 18 dicembre 2017, alle ore 17.00, nei locali dell’Archivio di Stato di Potenza, avrà luogo l’inaugurazione della mostra documentaria, organizzata dalla Fondazione Emanuele Gianturco di Avigliano e dall’Istituto archivistico potentino, dal titolo: Un «uomo dalle molte anime». Emanuele Gianturco: opere, manoscritti, documenti d’archivio. L’iniziativa si inserisce nel programma delle manifestazioni promosse dalla Fondazione in occasione del 160° anniversario della nascita (1857-2017) e dei 110 anni dalla morte (1907-2017) dell’illustre giurista e uomo politico lucano.
Nella mostra saranno esposti per la prima volta diversi documenti dell’Archivio di Stato di Potenza relativi alla vita e alla carriera politica di Gianturco tra cui: la deliberazione con la quale il Consiglio provinciale di Basilicata nel 1876 concesse una borsa di studio al giovane studente aviglianese; lettere, telegrammi e altri atti concernenti le sue candidature nel collegio di Acerenza; note prefettizie relative ai suoi vari incarichi governativi; la corrispondenza fra i suoi oppositori politici lucani di parte socialista. Altri documenti e pubblicazioni, in originale o riprodotti, provengono da istituti culturali della Basilicata o di fuori regione.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione interverranno: Valeria Verrastro (direttrice dell’Archivio di Stato), Vito Summa (sindaco di Avigliano), Franco Sabia (direttore Fondazione Gianturco), Gaetano Morese (curatore della mostra). Seguiranno, infine, le conclusioni del prof. Giampaolo D’Andrea, presidente della Fondazione. L’incontro sarà moderato dal giornalista Erberto Stolfi.