SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Attivismo, orgoglio e tradizione ambrosiana. I cattolici nelle fabbriche milanesi dal secondo dopoguerra al Concilio Vaticano II

Francesco Ferrari

Roma, Studium, 323 pp., € 29,00 2017

Inserendosi in un filone sviluppato in questi anni soprattutto da Marta Margotti, l’a. analizza l’impegno della Chiesa ambrosiana nei confronti dei lavoratori dell’industria durante il «miracolo» economico e nella stagione conciliare. Il volume – frutto di una ricerca di dottorato – traccia un quadro del ruolo dei cattolici nelle fabbriche milanesi, tema affrontato dalla storiografia soprattutto in relazione all’episcopato di Montini (1954-1963), mentre minor attenzione è stata data all’attività in questo campo dei giovani di Azione Cattolica, delle Acli e dell’Ucid, l’associazione degli imprenditori cattolici, così come mancava una ricostruzione della vicenda dei «cappellani del lavoro». L’a. ha inteso, pertanto, colmare tali lacune, attingendo alle fonti archivistiche di queste realtà ed estendendo l’indagine fino alla fine del Concilio. Il tema è interessante, non solo perché affronta una delle questioni con cui si è misurata maggiormente la Chiesa in età contemporanea, ma anche perché costituisce una pagina rilevante di storia sociale, culturale e politica dell’Italia del ’900. Il volume mostra come il mondo del lavoro abbia rappresentato un’enorme sfida per la Chiesa milanese, proprio perché a Milano s’intrecciavano – in modo unico – un intenso dinamismo socio-economico e una radicata tradizione religiosa. Se il card. Schuster provò a inserire i lavoratori nel suo progetto di fare della diocesi una «ordinata abbazia», attraverso la rete parrocchiale e la fondazione della Charitas ambrosiana – ente diocesano per l’assistenza – in un’ottica anche anticomunista, Montini sviluppò un disegno di più ampio respiro teso a recuperare le masse di lavoratori «lontani» dalla Chiesa, attraverso nuove responsabilità del laicato organizzato, in particolare le Acli, anche se gli sviluppi del «centro-sinistra» raffreddarono i rapporti reciproci. Oltre al tema politico, sullo sfondo restava il nodo di come riavvicinare alla fede il mondo operaio, se favorire le parrocchie o sviluppare il cosiddetto «apostolato d’ambiente» attraverso sacerdoti appositamente preparati. A Milano prevalse la prima opzione, mentre si guardò con diffidenza all’esperienza dei «cappellani del lavoro» dell’Onarmo, l’ente di assistenza di mons. Baldelli che non trovò mai grande spazio nella diocesi ambrosiana. Sensibile agli echi dell’esperienza francese della Mission de Paris, la Chiesa ambrosiana cercò una propria via che tenesse insieme slancio missionario e tradizione ecclesiale. Furono anni di intenso dibattito e di divisioni anche all’interno del mondo cattolico, tra Acli e Ucid, tra la Giac e Gioventù lavoratrice, la cui crescente autonomia non era gradita ai vertici diocesani. Si tratta di un testo ricco di spunti e di fonti, la cui esposizione a tratti indugia troppo sulle dinamiche intraecclesiali, perdendo di vista il tema di fondo della ricerca. Anche la struttura a temi, anziché cronologica, lo penalizza, mentre meritava di essere sviluppato in modo più coerente, secondo le linee efficacemente indicate nelle Conclusioni.


Giorgio Del Zanna