Fra i dannati della terra. Storia della legione straniera

Gianni Oliva
Milano, Mondadori, 264 pp., € 22,00

Anno di pubblicazione: 2014

Si prenda un tema ancora relativamente poco studiato in Italia (oltre alle traduzioni
delle principali ricerche straniere, restano i lavori di Arena nel 2003 e di Fusco nel 2008)
e molto affascinante, se non altro per il suo intrinseco alone di esotismo e la fortuna
letteraria, iconografica e cinematografica. Si prenda poi la penna felice di Gianni Oliva,
già autore di diversi libri di storia militare ottocentesca e novecentesca a cavallo fra la sintesi
e l’alta divulgazione. Il risultato sarà il bel volume sulla Legione straniera cui questa
scheda è dedicata. Anche in questo caso si tratta però, è bene dirlo subito, di un lavoro
che non attinge a fonti primarie né edite né inedite, ma preferisce basarsi esclusivamente
su una letteratura secondaria abbastanza ampia e aggiornata, nonostante la scelta di non
appesantire oltremodo l’apparato di note e la rinuncia a integrare nella sua lettura della
Legione alcuni degli approcci più recenti alla storia militare.
In ogni caso, anche senza apportare grandi novità a quanto già si sapeva, l’a. offre un
contributo alla conoscenza della Legione e dei suoi uomini, ricostruendone puntualmente
le vicende a partire dalla sua istituzione, il 9 marzo 1831 per volontà di un Luigi Filippo
alle prese allora con la campagna d’Algeria, sino ad oggi, passando per le guerre carliste in
Spagna, la Crimea, il Messico, le campagne coloniali ottocentesche, il primo e il secondo
conflitto mondiale, il Vietnam, la guerra d’Algeria e infine le missioni multinazionali in
Ciad, Zaire, Gabon e Mali.
Lungo il filo rosso di questa storia si ritrovano dunque molti dei principali avvenimenti
bellici che hanno segnato gli scorsi due secoli, visti però qui da una prospettiva
diversa. Così come ci si imbatte in personaggi ben noti per altri versi, le cui vicende
biografiche hanno tuttavia incrociato quelle della Legione, a volte per ragioni ideali o di
opportunità, altre magari semplicemente per amore, come nel caso di Pisacane dopo la
scoperta della sua relazione adulterina con Enrichetta Di Lorenzo.
Sin dalla quarta di copertina, marciare idealmente con Oliva tra le file dei legionari
è comunque soprattutto l’occasione di guardare allo specchio le «turbolenze del mondo»,
quella massa di anonimi «Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici
perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, affamati in cerca di
un lavoro e di uno stipendio»: uomini a cui il settimo punto dell’ordinanza istitutiva della
Legione garantiva di fatto la possibilità di non dichiarare la propria identità e di arruolarsi
lasciandosi alle spalle un passato spesso scomodo e/o infelice. D’altronde, è proprio questo
a rendere la Legione straniera un unicum nel panorama degli eserciti di età contemporanea
e a fare di questo libro «forse non un racconto di storia, ma certo un racconto di
uomini, con le loro colpe, le loro pene e le loro rimozioni» (p. 4).

 Marco Rovinello