SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Realtà e immagine della politica estera italiana. Dal Centro-sinistra al pentapartito

Giulia Bentivoglio, Antonio Varsori (a cura di)

Milano, FrancoAngeli, 258 pp., € 33,00 2017

Il nesso «nazionale-internazionale», vale a dire l’interazione fra vicende nazionali e dinamiche internazionali, ha agito con forza nel XX secolo. Eppure, gli studi sull’Italia repubblicana hanno per lungo tempo – con significative eccezioni – mostrato un interesse minore verso la dimensione internazionale. Il tema viene affrontato nel volume curato da Bentivoglio e Varsori, che raccolgono i risultati del Prin del 2009 «L’Italia nel contesto internazionale: crisi, trasformazioni, stabilizzazione», coordinato dall’Università di Padova. Sin dall’Introduzione, infatti, Giulia Bentivoglio offre una spiegazione delle molteplici cause di questo scarso interesse, indicandole nella persistente idea che l’Italia fosse un paese sostanzialmente marginale nello scacchiere internazionale – oggetto più che soggetto attivo – «le cui scelte di politica estera sarebbero state ampiamente condizionate dalle dinamiche di politica interna» (p. 8). Segue poi il saggio di Varsori che, offrendo una rassegna sull’evoluzione degli studi di storia delle relazioni internazionali in Italia, si candida a diventare uno stabile punto di riferimento per gli addetti ai lavori. Il volume si sviluppa con un cospicuo numero di interventi che coprono un arco cronologico ampio e spaziano fra tematiche differenti. La struttura complessiva del libro mostra perciò una – inevitabile – eterogeneità, che però viene ampiamente compensata dalla originalità delle ricerche e dei temi. È molto difficile dare conto individualmente di ciascuno dei ben nove saggi che compongono il libro. Per apprezzarne il valore, basti pensare che essi vanno dall’indagine sul ruolo dei think tank italiani (svolto da Lilli) ad un’analisi (proposta da Burigana) nel campo finora poco esplorato delle relazioni internazionali in ambito tecnologico. Si procede quindi con una serie di contributi incentrati sugli anni ’70, studiati da angoli di visuale inediti e interessanti, quali gli scambi fra gli organi di stampa delle organizzazioni femminili di Italia, Francia e Rtd (brillantemente esaminati da Monica Fioravanzo), oppure la politica verso la Jugoslavia (frutto della ricerca di Zaccaria), per arrivare all’interessante studio sulle preoccupazioni (esposte da Bentivoglio) nutrite in Gran Bretagna nel 1978 in merito alla tenuta dell’ordine pubblico nella penisola. Il saggio sul tema della diplomazia parlamentare (di Sara Tavani), che si apprezza per la particolarità del tema, conduce il lettore agli anni ’80, quando l’immagine dell’Italia smise di essere quella del «malato d’Europa» e migliorò sensibilmente, complice anche lo stile «anticonformista» delle visite diplomatiche di Pertini, che Fracchiolla racconta prendendo ad esempio il viaggio in Francia nel 1982. A chiudere il volume giungono i saggi di Simone Paoli e Valentine Lomellini, dedicati alla politica europea (alle trattative per Schengen) e alla cultura europea, che negli anni ’90 divenne il punto di convergenza delle principali culture politiche italiane.


Paolo Mattera