Convergenze e divergenze tra “regimi”
Le relazioni culturali tra Italia e Germania nel periodo interbellico
Organizzano: Istituto Italiano di Studi Germanici (Roma), Fondazione Luigi Einaudi (Torino)
Le relazioni culturali tra Italia e Germania nel periodo interbellico
Organizzano: Istituto Italiano di Studi Germanici (Roma), Fondazione Luigi Einaudi (Torino)
Il Convegno – organizzato dall’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – intende soffermarsi su un periodo cruciale nella storia d’Italia, caratterizzato dalle lotte dei contadini e delle contadine meridionali e dall’applicazione in molte regioni, e nel Fucino, della riforma agraria. Gli interventi analizzeranno i processi e gli eventi che accompagnarono la riforma e che portarono alla creazione degli enti preposti alla gestione delle trasformazioni da questa determinati; il ruolo dei partiti di massa nel corso della mobilitazione popolare per l’esproprio delle terre detenute dal principe Torlonia nella Marsica; le molteplici fonti a disposizione per ricostruire tali eventi. L'evento potrà essere seguito in diretta streaming dal canale YouTube dello IASRIC all’indirizzo https://www.youtube.com/channel/UC2sx0BvSKYQMeh661Ukgfig
24-25 ottobre 2022
Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Edificio I3) via dell'Osservatorio, 1 - Campus di Fisciano
Università di Salerno
CINEMA E STORIA
Giornate di studio in onore di Pasquale Iaccio
Programma come da locandina allegata
CONVEGNO
The main objective of the conference is to study the history, individual and collective, of the officials and experts who collaborated within the International Labour Organization. The conference is focused on the social, political, and epistemic networks where their activity took place, and observe their paths, origins, socio-economic and educational backgrounds, debates, political loyalties, personal motivations, technical skills, and diverse trajectories.
Thursday 27/10/2022
10.30-11.00 Welcome address
Gianni Rosas (ILO's representative for Italy and San Marino)
Salvatore Capasso (Director of ISMed-Cnr )
11.00-12.30 Session 1: “Out of the European Industrial Core (the Interwar Years)"
Discussant: Francesca Piana (Scuola Normale Superiore)
- Judith Rainhorn (Université Paris I Panthéon-Sorbonne), "Acting behind the scene: Alice Hamilton, a female expert in the early ILO network"
- Dan-Alexandru Săvoaia (University of Iaşi), "Crafting social justice in the margins: aspects of Romania's interaction with the ILO in the interwar period"
- Stephanie van Dam (Cambridge University), "Social networks in the formulation and implementation of injury compensation in the International Labour Organization and the British empire, 1930-1945"
14.00-14.30 Keynote lecture: Lorenzo Mechi (Università di Padova)
14.30-16.00 Session 2: ”Socialist and Catholic Networks"
Discussant: Giacomo Canepa (Scuola Normale Superiore)
- Adeline Blaszkiewicz (Université Paris I Panthéon-Sorbonne), "A convergence of struggles for social justice? Socialist networks and the ILO during the interwar period"
- Oscar Gaspari (Università LUMSA di Roma), "L'Italia fascista contro i numeri indici per il calcolo del costo della vita, nel congresso di Roma dell’Istituto Internazionale di Statistica del 1925"
- Aurélien Zaragori (Université Lyon III), "For God and social justice: Christian international officers in the International Labour Organization (1920s-1970s)"
Friday 28/10/2022
9.00-11.00 Special session Inail Bric 2019: ”Italian physicians and scientists"
Chair: Michele Riva (Università Milano Bicocca)
Discussants: Franco Carnevale and Alberto Baldasseroni
- Anna Pellegrino (Università di Bologna), "La nebulosa riformatrice in Italia agli inizi del XX secolo e la medicina del lavoro"
- Roberto Mazzagatti (Università di Milano Bicocca), "Luigi Carozzi e l’Industrial Health Service (ILO). Nella rete di tutela della salute dei lavoratori tra 1919 e 1939"
- Stefano Gallo (Ismed-CNR), "Luigi Parmeggiani e i network della Sezione Prevenzione e Igiene nel secondo dopoguerra"
- Cristina Accornero (Università di Torino), "L'ILO a Torino: formazione, sicurezza e igiene del lavoro nella seconda metà del Novecento"
11.30-12.30 Session 3: ”The ILO and the African Continent"
Discussant: Stefano Bellucci (Universiteit Leiden)
- Paul Mayens (Université Paris I Panthéon-Sorbonne), "Africans in a global epistemic network, the African conferences on social security: 1962-1975"
- Félicité Paho Nya (Université Yaoundé I), "The role of the International Labor Organization (ILO) in the evolution of trade unionism in Cameroon: 1944-1972"
14.00-14.30 Keynote lecture: Daniel Maul (University of Oslo)
14.30-16.00 Session 4: ”Boundaries of labour: forced labour, managers, and self-management"
Discussant: Amalia Ribi Forclaz (Graduate Institute of International and Development Studies)
- Mara Marginean (Romanian Academy), "Interconnecting the (semi)peripheries: the Center for the Improvement of Industrial Managers (CEPECA) and Romania’s cooperation with the global south in the 1970s"
- Gabriela Scodeller (University of Cuyo), "Experts, networks and meetings regarding self-management: the role of the ILO in the long sixties"
- Norberto O. Ferreras (Universidade Federal Fluminense), "Brazil and the ILO. Concurring and conflicting interpretations of forced labor"
Scientific commission:
Virginia Amorosi (Università Federico II Napoli), Eloisa Betti
(Università di Bologna), Giacomo Canepa (Scuola Normale Superiore),
Federico Del Giudice (Scuola Normale Superiore), Stefano Gallo
(CNR-ISMed Napoli), Isabelle Lespinet-Moret (Université Paris 1
Panthéon-Sorbonne), Sandrine Kott (Université de Genève), Francesco
Maccelli (Università di Firenze), Daniel R. Maul (University of
Oslo), Roberto Mazzagatti (Università Milano Bicocca), Lorenzo Mechi
(Università di Padova), Francesca Piana (Scuola Normale Superiore),
Bruno Settis (Scuola Normale Superiore), Valerio Torreggiani
(ICS-Universidade de Lisboa)
ORGANIZED BY:
Università degli Studi Milano Bicocca
CNR-ISMed
ILO History" SISLav working group
SUPPORTED AND HOSTED BY:
ILO Office for Italy and San Marino
This conference is part of the project Inail Bric 2019 - ID21 "Medici
e scienziati italiani nell'OIL"
I fenomeni religiosi sono “globali” da sempre, ma in epoca contemporanea i processi di interazione, sintesi e mutuazione si sono decisamente accelerati. Questi temi sono oggi al centro di uno dei più fecondi filoni della world history. Il convegno intende presentare un insieme di interventi che, incrociando riflessione metodologica e ricostruzione storica, approfondiranno i fenomeni religiosi in una prospettiva diacronica, prestando particolare attenzione all’impatto della globalizzazione sulle credenze e sulle istituzioni religiose nel XIX e XX secolo.
La connessione su scala planetaria di comunità religiose, gli scambi culturali e il métissage tra culti diversi, la formazione di identità religiose globali e l’espansione delle “fedi mondiali” all’interno dei più generali fenomeni di globalizzazione sono i nodi tematici intorno cui è costruito il programma del convegno. Gli studiosi e le studiose metteranno a confronto metodi di analisi, ipotesi di ricerca e ricostruzioni storiche per indagare la spinta globalizzante delle tradizioni religiose, l’impatto della mondializzazione sulle istituzioni del sacro e gli intrecci tra politica e religione in epoca contemporanea.
Il convegno, oltre a collocarsi in un ambito di studi particolarmente innovativo, contribuirà alla migliore conoscenza – in campo accademico e presso un pubblico di non specialisti – delle dinamiche storiche indispensabili per interpretare il ruolo pubblico globale delle religioni nelle società attuali.
Comitato scientifico:
Paolo Cozzo, Mauro Forno, Lorenzo Kamel, Marta Margotti
Il convegno potrà essere seguito a distanza:
https://unito.webex.com/meet/marta.margotti
Primo convegno organizzato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Sidney Sonnino
Tavola rotonda con interventi di:
Mario Calabresi | giornalistaChora Media
Paola Fortuna | designerstudio +fortuna di Trieste
Luca Gibillini | responsabile Unità relazioni istituzionali e coordinatore di “Milano è memoria”Gabinetto del Sindaco – Comune di Milano
Jacopo Perazzoli | storicoUniversità degli studi di Bergamo
Introduce e modera:Sara Zanisi | direttrice generaleIstituto nazionale Ferruccio Parri
Alla tavola rotonda è stato invitato l’Assessore alla cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi.
Il totalitarismo è l’antitesi della democrazia liberale? Può il rifiuto del totalitarismo costituire l’asse di una memoria europea, come prospettato dalle risoluzioni di aprile 2009 e del settembre 2019 del Parlamento europeo?Il convegno intende affrontare l’uso pubblico e le stratificazioni semantiche di una categoria che ha mutato nel tempo il suo significato. Tra le questioni che intendiamo sollevare sono le differenze tra l’aggettivo totalitario impiegato tra le due guerre e il successivo modello formalizzato di totalitarismo consolidatosi nel corso della guerra fredda, le modalità del suo impiego da parte della storiografia, le critiche emerse tra anni Sessanta e Settanta, il recupero della categoria nel corso degli anni Ottanta e la sua estensione dopo il 1989.Sul piano politico, la categoria può essere considerata costitutiva del nesso tra consenso sociale e militarizzazione che accompagna l’ascesa degli Stati Uniti e la divisione dell’Europa e funge da elemento identitario di un blocco occidentale liberaldemocratico che si definisce antitotalitario e quindi libero e pacifico. D’altra parte essa assume dopo il 1945 una valenza filosofica più generale nella fondazione dei diritti individuali, e si traduce negli anni Cinquanta in un modello idealtipico delle analogie tra le dittature fasciste e il socialismo sovietico.L’interrogativo è se tale polisemia venga compressa entro uno schema duale che sembra perpetuarsi rinnovandosi nella costruzione di una Europa unificata dall’antitotalitarismo dopo il 1989 e poi nel modello universalizzato del sec. XXI dello scontro di civiltà e delle operazioni di polizia internazionale susseguitesi dopo il 1991. Davanti al ritorno della guerra aperta in Europa e alla sua logica dicotomica amico/nemico, nuove semplificazioni potrebbero affacciarsi poggiando su una tradizione già da tempo obsoleta. Una ricostruzione dell’eredità del totalitarismo, largamente impiegato durante la guerra fredda, nel plasmare la lettura dei rapporti internazionali dopo il 1989 sarebbe auspicabile.La Siscalt intende promuovere una ricognizione storica sulle origini e lo sviluppo della categoria, fino a giungere a una prima storicizzazione della sua estensione dopo il 1989. Consapevole delle inevitabili limitazioni di una apertura critica su un tema che ha risvolti globali, l’iniziativa sarà centrata sull’impiego e il significato del totalitarismo per Italia e Germania, due paesi particolarmente rilevanti per la genesi e le dinamiche della categoria sin dai tempi del fascismo.
Il convegno, a carattere internazionale, ha per lingue di lavoro l’italiano e il tedesco; è previsto un servizio di interpretariato simultaneo.
Nel maggio del 2021 il Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato all’unanimità una legge “per la riabilitazione storica attraverso la restituzione dell’onore dei soldati nati o caduti” nel territorio attuale della Regione “condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della Prima guerra mondiale”. La legge, resasi necessaria per la perdurante assenza di un provvedimento nazionale in tal senso, è stata il frutto di una mobilitazione iniziata molti anni fa nella piccola comunità di Cercivento per ricordare quattro alpini fucilati il 1 luglio del 1916 in quel Comune: mobilitazione che ha progressivamente coinvolto l’opinione pubblica e le forze politiche di tutta la regione. In particolare la legge ha istituito una “Giornata regionale della restituzione dell’onore” da celebrare appunto il 1 luglio di ogni anno, e al tempo stesso ha dato vita a una Consulta storica sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio (nominata su indicazione delle Università di Udine e Trieste e della Presidenza del Consiglio regionale) volta ad approfondire la conoscenza di questi temi e a promuoverne la memoria. Il convegno Non solo Cercivento. Le fucilazioni per l’esempio in Friuli Venezia Giulia durante la Prima guerra mondiale è il primo appuntamento scientifico promosso dalla Consulta e si colloca all’interno di un percorso iniziato sin dalla fine degli anni sessanta da un libro fondamentale come Plotone d’esecuzione di Enzo Forcella e Alberto Monticone, e proseguito poi sino al convegno su L’Italia nella guerra mondiale e i suoi fucilati: quello che (non) sappiamo, tenutosi a Rovereto nel maggio del 2015 e ad altri incontri ancora.