Anni Settanta nel dibattito storiografico italiano. Nuove ricerche e interpretazioni a confronto. Secondo incontro
Seminario nazionale Sissco
Seminario nazionale Sissco
Simona Berhe
«Una contraddittoria estate liberale»: lo Statuto libico del 1919
Simona Berhe (1983) è laureata in Storia presso l'Università degli Studi di Milano e diplomata in lingua e cultura araba presso l'IsIAO. Ha conseguito il titolo di dottoressa di ricerca in Storia e comparazione delle istituzioni politiche e giuridiche europee presso l'Università di Messina. È stata assegnista presso l'Università degli studi Bergamo e l'Istituto storico germanico di Roma. Attualmente è assegnista presso il Dipartimento di Studi storici dell'Università degli Studi di Milano, dove collabora con la cattedra di Storia delle Istituzioni politiche e di Storia del colonialismo e della decolonizzazione.
È autrice di diversi saggi sul colonialismo italiano in Libia e sulla Prima guerra mondiale in Africa. Nel 2015 ha pubblicato la monografia Notabili libici e funzionari italiani: l'amministrazione coloniale in Tripolitania (1912-1919), Rubbettino.
Sabato 18 marzo, alle 11.00, a Roma, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani, 32)
INCONTRO SUL TEMA "LA STORIA DEL POLICLINICO UMBERTO I: QUANDO SCIENZA E CARITÀ SI DIEDERO APPUNTAMENTO A ROMA"
a cura di Luca Borghi
Nell'ambito del ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza, organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, in collaborazione con il Dipartimento Storia Culture religioni della Sapienza Università di Roma e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea
Fin dai primissimi anni di Roma capitale, il grande clinico Guido Baccelli (1830-1916) sognava di dotare la città di un nuovo grande ospedale costruito ex-novo secondo le più avanzate tendenze dell’epoca in fatto di architettura sanitaria. Ma solo il 19 gennaio 1888 poté aver luogo la solenne cerimonia di posa della prima pietra, proprio nei giorni in cui, dall’altra parte del Tevere, iniziavano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.
Baccelli riuscì a organizzare le cose in grande stile e a presiedere la cerimonia furono il Re Umberto – al quale si era già deciso di intitolare il nuovo grande ospedale universitario romano – e la Regina Margherita, alla presenza del Principe di Napoli (il futuro Re Vittorio Emanuele III, allora diciottenne), di molti Ministri, parlamentari, professori e funzionari pubblici. In una ricostruzione di quell’evento, pubblicata nel 1894, si racconterà: “Guido Baccelli, a cui spettava l’onore di ricevere gli augusti personaggi, così salutò i Sovrani d’Italia: (...) A Voi dunque spetta o Sire, (…) porre la prima pietra di questo grande istituto, a Voi decorarlo del vostro nome, perché qui verranno i derelitti della fortuna, a sentire gli effetti benefici di quell’amplesso immortale che si daranno nel vostro nome augusto la Scienza e la Carità. (...) Mentre la pietra, spalmata di calce da Re Umberto, calava nella fossa preparata a custodirla (...) dalla circostante immensa folla, composta per la maggior parte di medici e di studenti universitari, si elevavano entusiastiche grida plaudenti alla nobile istituzione e bene auguranti al prospero suo avvenire”.
C’è però un significativo particolare che, assente nei resoconti ufficiali, viene però registrato dal corrispondente del British Medical Journal. Il Re, rispondendo al saluto rivoltogli da Baccelli, pare puntualizzasse che “per quanto gratificante potesse essere quell’occasione, sarebbe stato per lui un giorno più felice quello in cui, completato l’edificio, vi avrebbe potuto visitare i malati”. A parte forse l’involontaria ironia del Re piemontese nei confronti dei ritmi di lavoro romani, i lavori del Policlinico si sarebbero protratti così a lungo che egli non avrebbe fatto in tempo a vederli conclusi.
L’inaugurazione ufficiale del nuovo Policlinico poté avvenire, infatti, solo nell’aprile del 1906, in occasione del giubileo universitario di Baccelli e alla presenza del nuovo Re Vittorio Emanuele III. Ciò che precedette, accompagnò e seguì queste due cerimonie è una lunga storia di sanità, di scienza, di arte, di archeologia, di politica e… di romanità, che merita di essere raccontata.
Luca Borghi (Bologna, 1962) insegna Storia della Medicina all'Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel medesimo Ateneo è membro della giunta direttiva dell'Istituto di Filosofia dell'Agire Scientifico e Tecnologico (FAST). Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da tale storia: nei luoghi, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto "Himetop - The History of Medicine Topographical Database" (himetop.net), una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo, che ha lo scopo di localizzare, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU, 2012); con Antonio Infante, Ai bambini e ai fiori, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli, 2015); Il medico di Roma. Vita, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando, 2015).
Seminario nazionale di ricerca Sissco 2017
Università degli Studi di Salerno
Public historians: gli storici tra accademia e mercato
Dipartimento di Studi Umanistici
Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione
Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea - SISSCO
Dottorato di Studi Letterari, Linguistici e Storici,
Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Conflitto in Età Contemporanea - CIRCEC
Seminario permanente di Storia e Storiografia
Cattedra di Public and Digital History
24 marzo 2017
Dipartimento di Studi Umanistici
Via Giovanni Paolo II, 132 – Fisciano
Aula “G. Imbucci”
Programma
ore 10,00 saluti
Rosa Maria Grillo, direttrice DIPSUM
Annibale Elia, direttore DSPSC
Pietro Cavallo, coordinatore sezione storica
Carmine Pinto, direttore CIRCEC
ore 10,30 introduzione
Marcello Ravveduto, Università di Salerno
ore 10,45 interventi
Aldo Di Russo, regista e ideatore museale - Unicity
Serge Noiret, Federazione Internazionale di Public History
Michela Ponzani, conduttrice de “Il Tempo e la Storia” – Rai Storia
Maurizio Ridolfi, Università di Viterbo - Sissco
Ore 12,00 dibattito conclusivo
The Science of Piracy A crucial aspect of the book trade in eighteenth-century France Seminario di Robert Darnton (Emeritus - Harvard University), nell'ambito dei seminari del Centro Interuniversitario di Storia […]
Seminario nazionale SISSCO
Si svolge a Lecce il primo incontro del ciclo di seminari sui ceti medi nell'Italia del Novecento.
L'incontro è dedicato a Rappresentanzioni, ideologie, metodi e forme di tutela.
La relazione di apertura è tenuta dal prof. Heinz Gerhard Haupt
Partecipano ai lavori: Elisabetta Caroppo, Anna Pina Paladini , Anna Lucia Denitto, Francesco Bartolini, Mario Coglitore, Jacopo Lorenzini, Davide Baviello, Saverio Luigi Battente e Luigi Vergallo.
Terzo incontro del ciclo di seminari Sissco sugli Anni Settanta e il dibattito storiografico italiano
Mercoledì 29 marzo, ore 14:30
Elisabetta Bini (Università di Napoli Federico II)
Costruire un impero petrolifero. Rapporti di lavoro e relazioni di genere nei campi petroliferi americani in Libia (1955-1981)
Elisabetta Bini è ricercatrice in Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Federico II. Ha un dottorato di ricerca alla New York University e ha insegnato e ricevuto fellowship a Napoli-L'Orientale, all'Università di Trieste, all'Istituto Universitario Europeo, a Roma (Tor Vergata e Roma Tre). Ha pubblicato La potente benzina italiana. Guerra fredda e consumi di massa tra Italia, Stati Uniti e Terzo mondo, 1945-1973 (Carocci, 2013) e insieme a Bianca Gaudenzi e Ferdinando Fasce Comprare per credere. La pubblicità in Italia dalla belle époque a oggi (Carocci 2016), nonché numerosi contributi e articoli in riviste italiane e internazionali.