Ex-Post Europe
Experts and politics on science and technology in Europe: a problem of democratic legitimacy and international reliability?
Experts and politics on science and technology in Europe: a problem of democratic legitimacy and international reliability?
7 febbraio 2017
ore 15.00
Biblioteca di Storia dell'Arte
Università di Salerno
Seminario sul libro di
Manfredi Alberti
Senza lavoro
La disoccupazione in Italia dall'Unità a oggi
Intervengono
Roberto Rossi e Paolo Coccorese
Coordina
Vincenzo Pedace (CIRCEC)
Martedì 7 febbraio 2017, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume 1917. L’anno della rivoluzione di Angelo d’Orsi, Laterza, 2016. Intervengono: Cecilia Dau Novelli, Guido Liguori, Raul Mordenti. Coordina: Rosanna De Longis. Sarà presente l’autore.
Il racconto di un anno che ha cambiato la storia: Fatima e Caporetto, il Palazzo d’Inverno e la Casa Bianca, Lenin e Mata Hari...
A marzo una rivoluzione ‘democratica’ costringe lo zar Nicola II ad abdicare. In aprile gli Usa fanno il loro ingresso nel conflitto mondiale, a maggio tre pastorelli vedono una ‘Signora’ biancovestita a Fatima in Portogallo, a luglio il capitano inglese Lawrence (detto poi d’Arabia) strappa Aqaba ai turchi e ad agosto Benedetto XV pronuncia le sue parole contro ‘l’inutile strage’ che da tre anni sta insanguinando l’Europa e il mondo. A settembre si moltiplicano gli ammutinamenti al fronte e i tumulti nelle città contro la guerra, ad ottobre a Parigi viene fucilata Margaretha Zelle, danzatrice nota come Mata Hari, e contemporaneamente le truppe italiane vengono travolte a Caporetto. A novembre, mentre i bolscevichi conquistano il Palazzo d’Inverno, la Dichiarazione Balfour apre la strada alla creazione dello Stato di Israele e a una nuova organizzazione del Medio Oriente. A dicembre in Italia il presidente del Consiglio Orlando esorta il paese a «resistere! resistere! resistere!»…
12 mesi per raccontare, tra fatti e ideologie, l’anno in cui tutto è cambiato, in cui il Novecento si è fatto secolo, in cui sono stati stretti nodi che ancora ci imprigionano. Un affresco mosso e dai colori forti e appassionati. 12 capitoli attraverso i quali l’autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti al presente, che per tanti versi ne ha raccolto l’eredità.
Angelo d’Orsi è professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino. Dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica”, “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”, il FestivalStoria e collabora a varie testate giornalistiche. Tra le sue pubblicazioni: La cultura a Torino tra le due guerre (Einaudi 2000); Intellettuali nel Novecento italiano (Einaudi 2001); I chierici alla guerra. La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad (Bollati Boringhieri 2005); Guernica, 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna (Donzelli 2007); 1989. Del come la storia è cambiata, ma in peggio (Ponte alle Grazie 2009); L’Italia delle idee. Il pensiero politico in un secolo e mezzo di storia (Bruno Mondadori 2011).
Mercoledì 8 febbraio 2017, alle ore 17.00, in collaborazione con la Società italiana delle storiche e con la Fondazione Nilde Iotti, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), saranno presentati i volumi Donne “comuni” nell’Europa della Grande guerra, a cura di Roberto Bianchi e Monica Pacini (n. monografico di «Genesis», 2016/1) e La Grande guerra delle italiane. Mobilitazioni, diritti, trasformazioni, a cura di Stefania Bartoloni, Viella, 2016.
Intervengono: Marina D’Amelia, Emilio Franzina, Alessandra Staderini. Coordina: Rosanna De Longis.
La totalità delle donne dei paesi belligeranti fu toccata dalla guerra: in modi diversi dagli uomini, bambine, fanciulle e donne dovettero fare i conti con un conflitto d i dimensioni globali che lasciò sui campi di battaglia dieci milioni di soldati, causò un numero imprecisato di morti fra i civili, mobilitò immense risorse economiche, sociali e culturali, coinvolse i paesi neutrali, ridisegnò le carte geografiche e segnò la fine della supremazia europea sul mondo. I contributi che compongono il volume a cura di Stefania Bartoloni analizzano le reazioni femminili di fronte al conflitto e alle sue conseguenze, e come queste influirono sulla vita delle donne, sulla famiglia, sul lavoro, sull’attività politica e assistenziale, sulle identità e le relazioni tra i generi, sulla costruzione della memoria.
La ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale ha rappresentato – sottolineano Roberto Bianchi e Monica Pacini nell’introduzione del fascicolo di «Genesis» – “un’occasione per testare l’efficacia della griglia di analisi di genere in rapporto a le fait guerrier su un orizzonte temporale lungo e geograficamente esteso, avendo alle spalle il bagaglio di ricerche, interrogativi e inquietudini suscitate dalle ‘nuove guerre’ e dai massacri di massa degli ultimi venticinque anni”; il tema delle donne “comuni” nell’Europa in guerra è sembrata “una prospettiva utile per far dialogare la specificità della società italiana con quella di altri paesi mobilitati nell’avventura e nella sciagura della prima guerra totale moderna”.
L’educazione alla parità e alle differenze di genere passa necessariamente attraverso la definizione
di nuovi paradigmi formativi, nei quali la storia occupa un ruolo fondamentale.
La Società Italiana delle Storiche – ente accreditato presso il MIUR per la formazione dei/delle docenti – in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FISPPA), il Dipartimento di Scienza
Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DISSGEA), il Centro Interdipartimentale di ricerca Studi di
Genere (CIRSG) dell’Università di Padova e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, promuove,
a partire dall’anno scolastico 2016/2017, un corso di formazione rivolto a docenti della scuola
primaria e secondaria con l’obiettivo di stabilire un dialogo tra la storia delle donne e di genere e
il sistema educativo di base.
Il corso si terrà da gennaio ad aprile, con scadenza quindicinale, per un totale di 6 incontri,
ciascuno di 3 ore, più un incontro preparatorio di 3 ore (totale di 21 ore).
Le giornate di formazione si terranno presso il Museo dell’ Educazione, nel Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FISPPA) dell'Università di Padova (Via degli Obizzi 23 - 35123 Padova), ore 15,30-18,30.
Gli incontri pomeridiani saranno articolati in 2 ore di lezione + 1 ora di laboratorio, nel quale
saranno analizzati fonti e materiali utili alla predisposizione di unità didattiche.
Con l’iscrizione al corso di formazione e il pagamento della quota, i/le partecipanti riceveranno il
materiale relativo ai temi trattati (selezione di fonti documentarie, saggi di rassegna storiografica e/o
di approfondimento, bibliografia, per disporre di strumenti e ausili didattici spendibili a scuola).
Ogni incontro sarà dedicato a uno dei seguenti temi: famiglia, violenza, politica, lavoro, religione,
guerra, che saranno trattati in forma diacronica, mettendo in luce gli snodi e i contenuti più
significativi tesi a evidenziare e valorizzare il ruolo delle donne.
Calendario (provvisorio):
1) Incontro introduttivo (30 gennaio)
2) Religione (9 febbraio): Liviana Gazzetta, Silvia Carraro
3) Lavoro (23 febbraio): Anna Bellavitis, Maria Teresa Sega
4) Famiglia (8 marzo): Cristina La Rocca, Tiziana Plebani
5) Violenza ( 22 marzo): Laura Schettini, Anna Vanzan
6) Politica (6 aprile): Nadia Filippini, Tiziana Plebani
7) Guerre (20 aprile): Nadia Filippini, Patrizia Zamperlin
Docenti: Anna Bellavitis, Silvia Carraro, Nadia Maria Filippini, Liviana Gazzetta, Maria Cristina
La Rocca, Tiziana Plebani, Laura Schettini, Maria Teresa Sega, Anna Vanzan, Patrizia Zamperlin.
Tutor: Silvia Carraro
Modalità di iscrizione e di partecipazione.
La partecipazione al corso prevede il pagamento di una quota individuale di euro 100,00 (cento) comprensiva dei materiali, di cui verrà rilasciata regolare ricevuta.
Le iscrizioni si effettuano inviando la scheda appositamente predisposta a Liviana Gazzetta
((livianagazzetta#at#gmail.com)
Al termine del corso verrà rilasciato relativo attestato valido ai fini della formazione.
Presentazione del volume di Matteo Gerlini "Il dirottamento della Achille Lauro e i suoi inattesi e sorprendenti risvolti" (Mondadori education 2016). Ne discutono con l'autore: Lucia Annunziata, Giuliano Amato, Luigi Cavalchini, Leopoldo Nuti
Sabato 11 febbraio, alle 11.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma), per il ciclo "I luoghi della scienza", organizzato dalla Sovrintendenza capitolina in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea nell'ambito del programma Educare alle mostre educare alla città, si terrà l'incontro con Vinzia Fiorino sul tema:
Follia, culture, discorso scientifico: il manicomio di Roma tra ‘800 e primo ‘900
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Nel 1850 un'importante novità segna la storia del manicomio romano: un medico alienista - Giovanni Gualandi - ne assume la direzione medica, introduce la cartella clinica, applica nuove categorie nosografiche, ma soprattutto diffonde l'utopia della guarigione dalla malattia mentale. Quale sarà il nuovo rapporto che l'istituzione manicomiale instaurerà con la società romana? Sulle cartelle cliniche, al di là di ogni utopia medica, vengono annotate sensazioni, esperienze e idee sul corpo e sulla malattia profondamente radicate nella società del tempo; quale relazione avranno queste solide tradizioni culturali con il nuovo discorso scientifico?
Vinzia Fiorino, professore associato di Storia contemporanea all'Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Spazi manicomiali nel Novecento, a cura di Maddalena Carli e Vinzia Fiorino, in: “Memoria e ricerca: MR. Rivista di storia contemporanea”, n. 47/2014; Il lungo Ottocento e le sue immagini: politica, media, spettacolo, a cura di Vinzia Fiorino, Gian Luca Fruci, Alessio Petrizzo, Pisa, ETS, 2013; Smarrimenti e ricomposizioni: il dopoguerra a Pisa (1946-1947), Pisa, ETS, 2012; Plastiche, a cura di Vinzia Fiorino e Alessandra Gissi, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”, n. 1/2011; Carla Lonzi: la duplice radicalità. Dalla critica militante al femminismo di Rivolta, a cura di Lara Conte, Vinzia Fiorino, Vanessa Martini, Pisa, ETS, 2011; Le officine della follia. Il frenocomio di san Girolamo in Volterra (1888-1978), Pisa, ETS, 2011; Una donna, un voto, numero monografico di “Genesis. Rivista della Società italiana delle storiche”, n. 2, 2006; Matti, indemoniate e vagabondi. Dinamiche di internamento manicomiale tra Otto e Novecento, Venezia, Marsilio, 2002; Rivoltare il mondo, abolire la miseria. Un itinerario dentro l'utopia di Franco Basaglia (1953-1980), Pisa, ETS, 1994.
Il programma è realizzato in collaborazione con: Dipartimento Cultura – Archivio Storico Capitolino; Istituzione Biblioteche di Roma; Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea; Istituto Luce Cinecittà s.r.l.; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia, Culture, Religioni; Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia dell'arte e spettacolo; Università degli Studi Roma Tre - Dipartimento di Architettura; Accademia di Belle Arti; Società Italiana delle Storiche.
Progetto a cura di Nicoletta Cardano
Il ciclo Educare alla città: luoghi e temi della scienza è ideato e curato da Federica Favino, Dipartimento di Storia, Culture, Religioni - Sapienza Università di Roma.
Per prenotare telefonare al numero 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
Max 60 persone. È previsto il rilascio dell’attestato di formazione.
Pieter Lagrou (Université Libre de Bruxelles)
Giudicare i crimini tedeschi della prima guerra mondiale. Il caso Ramdohr ed il dibattito su guerra totale, diritto ed umanità alle origine della Repubblica di Weimar.
Saluto introduttivo
Elena Paciotti
Presidente Fondazione Lelio e Lisli Basso-issoco
Pio La Torre e il suo tempo
Giancarlo Monina
Università Roma Tre
Pio La Torre nelle istituzioni
Antonello Ciervo
Fondazione Lelio e Lisli Basso-issoco
Pio La Torre e la lotta alla mafia
Piergiorgio Morosini
Consiglio Superiore della Magistratura
La democrazia e le istituzioni
Lezione-conferenza
Giovanni Maria Flick
già Ministro di Grazia e Giustizia
Modera
Franco La Torre
L'accesso sarà consentito entro le ore 9,15
fino ad esaurimento posti
R.S.V.P.
cerimoniale.adesioni@camera.it
indicando data e orario dell'evento
Giovedì 16 febbraio 2017, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Il posto di ciascuno. Fratelli, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo) di Benedetta Borello, Viella, 2016. Intervengono: Renata Ago, Maria Pia Donato, Maria Antonietta Visceglia. Coordina: Marcello Verga. Sarà presente l’autrice.
Cosa significava avere un fratello o una sorella nell’Europa di antico regime? In che modo funzionava la rete dei sostegni parentali in un mondo di rapporti poco “liquidi”, nel quale il familismo non aveva una connotazione negativa? Questo libro affronta tali questioni osservando anzitutto come si comportavano i fratelli tra loro e quanto litigavano sulle cose di casa; ma si occupa anche dell’amore fraterno come ideale cristiano e dello spirito che animava le fratellanze di
mestiere o che serrava i ranghi dei fratelli in armi. Ogni relazione tra fratelli e sorelle aveva e ha una
doppia vita: quella delle esistenze quotidiane, che lo scavo negli archivi restituisce nella sua materialità; e quella pensata, immaginata, idealizzata nei discorsi e raffigurata nei dipinti. I quadri, la disposizione delle stanze nelle piante degli architetti, i trattati giuridici, quelli di medicina e di geografia, le decisioni dei tribunali e persino gli atti notarili servivano infatti a definire la posizione da ricoprire all’interno di un gruppo coeso di simili: un posto ben preciso che ciascuno poteva accettare serenamente, avversare con violenza, negoziare morbidamente e, talvolta, apertamente negare, ma che era inequivocabilmente il suo.
Benedetta Borello insegna storia moderna e contemporanea all’università dell’Aquila. Si è occupata a lungo di storia delle élites italiane e di storia della famiglia in Europa tra XV e XIX secolo. Tra le sue pubblicazioni: Trame sovrapposte. La socialità aristocratica e le reti di relazioni femminili a Roma, XVII-XVIII secolo (ESI 2003), con Renata Ago, Famiglie. Circuiti di beni,
circolazioni di affetti in età moderna (Roma 2008), Pubblico e pubblici di Antico regime (Pacini
2009).