Ne discutono con l'autore Miguel Gotor e Dario Parrini
Calendario di storia contemporanea
Eventi
Calendario di Eventi
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Ciclo di incontri organizzati dal Corso di Storia della Comunicazione e della Pubblicità: "Da corporate communication a comunità politica" - coordinamento scientifico prof. Simone Misiani. Seminario in occasione della pubblicazione del volume di Elio Frescani, "Il cane a sei zampe sullo schermo. La produzione cinematografica dell'Eni di Enrico Mattei", Liguori 2014. Ne discutono: Pietro Cavallo (Università di Salerno) Lucia Nardi (Resp. Eventi culturali Eni) Giuseppe Accorinti (Ass. pionieri dell'Eni)
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La Fiera dei Librai di Bergamo ospiterà la presentazione del volume Paolo Barcella, a cura di, Un medico a Caporetto. I diari di guerra di Ugo Frizzoni, Sestante/Pellegrini Canevascini, Bergamo/Bellinzona, 2015. Il curatore ne discuterà con: Maria Grazia Meriggi (Università di Bergamo) Eugenia Valtulina (Biblioteca \"Di Vittorio\" di Bergamo) |
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Seminario "Dal Comune in su". Ne discutono con studenti e dottorandi: Roberto Balzani (Dip. di Beni Culturali, Bologna) Marco Barbieri (Dip. di Architettura e Design, Torino Politecnico) Sandro Busso (Dip. di Culture, Politica e Società, Torino) coordina Antonio Chiavistelli (Dip. di Studi Storici, Torino)
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![]() Martedì 28 aprile alle ore 18.00 Deconow e il Centro di Studi Postcoloniali e di Genere dell’Università “L’Orientale” di Napoli presenteranno presso la libreria Ubik Napoli di via B. Croce 28 il volume Quel che resta dell’impero. La cultura coloniale degli italiani (Mimesis 2014), a cura di Valeria Deplano e Alessandro Pes. Interverranno: Iain CHAMBERS (Università “L’Orientale” di Napoli); Carmine CONELLI (Università “L’Orientale” di Napoli); Miguel MELLINO (Università “L’Orientale” di Napoli); Silvana PALMA (Università “L’Orientale” di Napoli). Saranno presenti i curatori del libro. |
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Presentazione del volume di LODOVICA CLAVARINO SCIENZA E POLITICA NELL'ERA NUCLEARE La scelta pacifista di Edoardo Amaldi
Ne discutono con l'Autrice Francesco Cassata Barbara Curli Battista Gardoncini Coordina Paolo Soddu
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Mercoledì 29 aprile 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Il melodramma della nazione. Politica e sentimenti nell’età del Risorgimento di Carlotta Sorba, Laterza, 2015. Ne discutono con l’autrice: Gabriele Pedullà, Lucy Riall, Simonetta Soldani. «Qui stretti in famiglia giuriamo guerra eterna di sterminio a quelle belve vestite di umana forma, ai crudeli che questa terra dilaniano che, non sazi dei nostri tesori, il sangue stesso ci succhiano. Vendetta! Vendetta! Lo giuriamo!». È una pagina di unmélodel 1848, dove una giovinetta di forte tempra morale giura di combattere il nemico austriaco che opprime, sevizia, perseguita la patria succube da secoli dello straniero. Carlotta Sorba insegna Storia dell’Ottocento e Storia e teoria culturale all’Università di Padova, dove dirige il Centro interuniversitario di storia culturale (CSC). Ha scritto saggi e curato volumi sui rapporti tra teatro, musica e società nell’Ottocento italiano ed europeo, tema a cui ha dedicato anche Teatri. L’Italia del melodramma nell’età del Risorgimento (Bologna 2001).
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Nel 70° anniversario della Liberazione, presso il Salone Teresiano della Biblioteca universitaria dell'Università di Pavia in collaborazione con ISTORECO di Pavia, sarà presentato il volume "Fra Italia, Svizzera e Francia. Nelle reti dell' "Intelligence" americana. 1944-1945, Pime ed., Pavia |
2 eventi,Gentili Professori, colleghi e amici, continuano le presentazioni al St. Patrick's Pub di Roma. Giovedì 30 aprile alle ore 18.00 presenteremo il volume di Valentina Rita Scotti "Il costituzionalismo in Turchia fra identità nazionale e circolazione dei modelli", Maggiore Editore, 2014. Vi aspetto, davanti a un bel boccale di birra, per discutere con l'autore di questo interessante volume. Nella speranza di avervi fatto cosa gradita, vi saluto cordialmente. Andrea Ungari
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Presentazione del libro di Valentino Baldacci, "1967. Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei Sei giorni.La costruzione dell'immagine dello Stato d'Israele nella sinistra italiana". Con l'autore partecipa Renzo Ventura (già Presidente della Comunità Ebraica di Firenze). Conduce Massimo Lomonaco (corrispondente Ansa da Israele). Introduce Cecilia Nizza. Testimonianze di Lello Dell'Aricia, Roberto Steindler, Daniel Gal. Sarà presente l'Ambasciatore d'Italia in Israele Francesco M. Talò. |
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Lunedì 4 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Mondine in campo. Dinamiche e retoriche di un lavoro del Novecento di Barbara Imbergamo, editpress, 2015. Ne discutono con l’autrice: Letizia Cortini, Simone Misiani, Enrico Pugliese.Durante l’incontro saranno proiettati brani dal film Di madre in figlia di Andrea Zambelli (Rossofuoco, 2008, 82’)Vincitore Premio Gisa Giani 2014La vita, il lavoro, le lotte delle mondine tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Sessanta. La storia di una delle figure più note del mondo del lavoro contemporaneo indagata nel periodo in cui quel lavoro ebbe carattere nettamente femminile e dimensione di massa. Lo sguardo è attento a rintracciare continuità e discontinuità, a ricostruire le fasi attraverso le quali poverissime braccianti divennero lavoratrici rispettate e consapevoli dei propri diritti. Mondine in campo si sofferma sullo stereotipo della mondina: sfruttata, combattiva, ma anche bella e trasgressiva. Attraverso fonti narrative e iconografiche, che si affiancano a quelle più tipicamente storiografiche, analizza il ruolo che rappresentazioni e narrazioni hanno avuto nel costruire questa figura, nel determinarne percezioni identitarie, comportamenti e proiezioni politiche, e le conseguenze che queste costruzioni narrative hanno avuto nel miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Il risultato è la storia dinamica e sfaccettata di una icona del lavoro del novecento.Barbara Imbergamo, un dottorato in storia contemporanea, si occupa di inclusione dei cittadini nelle politiche pubbliche. Ha all’attivo diversi saggi in volumi collettanei e riviste, il più recente dei quali è Riflessioni di una lavoratrice autonoma al giorno d’oggi, in M.T. Mori, A. Pescarolo, A. Scattigno, S. Soldani (a cura di), Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi, (2014). |
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4 eventi,6-7 maggio 2015 6 maggio h 14,30
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Scuola di Dottorato in storia, critica e conservazione dei beni culturali Università di Padova Dipartimento dei Beni Culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica Piazza Capitaniato, 7 - 35139 PADOVA Museo III Armata-Via Altinate 59 ore 9.00 WORLD WAR SYSTEMS 9.00 Saluti delle autorità 9.10 Prof. Armando De Guio, Prof. Michele Cupitò (Dipt. dei Beni Culturali-Univ. Padova) - A’ la Guerre…(introduzione ai lavori) 9.30 Prof. Giovanni Luigi Fontana (Dipt. di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità - Univ. Padova), Programma delle attività dell’Università di Padova per il centenario della Grande Guerra. 9.50 Prof. Antony Harding (Univ. of Exeter-GB) - Landscapes of war in the European Bronze Age 10.40 PhD Maria Letizia Pulcini, Dr. Monia Barbieri, Prof. Michele Cupitò, Prof. Alessandro Canci (Dipt. dei Beni Culturali-Univ. Padova), Violenza e conflittualità nell’età del bronzo dell’Italia settentrionale. Stato della questione tra antropologia e archeologia 11.25 coffee break 11.4 PhD Emanuela Faresin, Prof. Giuseppe Salemi (Dipt. dei Beni Culturali-Univ. Padova), Modelli tridimensionali per analisi morfologiche e morfometriche delle lesioni da combattimento. I guerrieri di Olmo di Nogara. 12.10 Prof. Armando De Guio (Dipt. dei Beni Culturali-Univ. Padova), Terramare: guerra e pace fra coop emiliane e entrepreneurship d’assalto 12.40 discussione =================================================== 14.20 Dr. Roberto Trivelli (Dipt. dei Beni Culturali – Univ. Padova), Archeologia della Grande Guerra: profilo della disciplina. 14.40 Dr. Franco Nicolis (Soprintendenza per i Beni Archeologici- Trento), Smell the past in a frozen time: Archeologia della Grande Guerra nei ghiacciai alpini. 15.20 Prof. Alessandro Faccioli (Dipt. dei Beni Culturali – Univ. Padova), Cinematografia e fiction della Grande Guerra. 15.50 Prof. Armando De Guio, PhD. Andrea Betto (Dipt. Beni Culturali – Univ. Padova), Torneranno a fiorire i prati…: nuove frontiere teleosservative del Warscape recognition, fra Vegetation Indexes, Lidar, Radar, Iperspettrale, Enhanced Reality. 16.20 Dr. Luigi Magnini (Dipt. dei Beni Culturali – Univ. Padova), Intelligenza artificiale e Warscape detection. 16.40 Dr. Andrea Galassi ( ULSS 6-Vicenza), dr. Daniel Gaudio (Labanof Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense- Univ. Milano), Phd Andrea Betto, prof. A. De Guio, No more unknown soldiers: antropologia ed archeologia forensi. 17.10 Prof. Marco Giamperetti (Dipt. di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario- Univ. Padova) , Aspetti legislativi sui beni della Grande guerra. 17.30 Prof. Stefano Marchioro (Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, Univ. Pd) , Turismo di guerra: status e prospettive. 17.50 Dr. Anna Zalewska (Maria Curie Sklodowska University of Lublin/Warsaw), Contested Landscapes of Memory of recent European conflicts. 18.20: discussione Prof. Armando De Guio
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Il massacro degli armeni, "primo genocidio del Novecento", a lungo dimenticato e negato, ritorna ad un secolo esatto dalla sua consumazione con domande stringenti, di carattere storico ma pure di drammatica attualità, mentre la sorte della bimillenaria presenza cristiana in Medio Oriente appare minacciata di definitiva scomparsa. Partecipano storici, studiosi della Turchia contemporanea, rappresentanti delle Comunità armene.
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Mercoledì 6 maggio 2015 alle ore 16.30, nella Sala conferenze presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, Riccardo Di Donato terrà una conferenza dal titolo “Arnaldo Momigliano a Radio Londra - 1941-1945”. Intervengono: Arnaldo Marcone, Paolo Peluffo, Marcello Verga. “Nel luglio del 1999, le soffitte della casa londinese di Arnaldo Momigliano hanno restituito manoscritti e dattiloscritti di trenta interventi dello storico dell’antichità esule a Oxford, composti tra il 1941 e il 1945, per le trasmissioni di propaganda di Radio Londra, cui collaboravano gli esponenti del movimento antifascista Free Italy - Libera Italia, in cui erano attivi, tra gli altri, Umberto Calosso, Elio Nissim, Ruggero Orlando e i fratelli Paolo e Piero Treves. Riccardo Di Donato, docente di Letteratura Greca presso l’Università di Pisa, si è formato come filologo classico e come studioso di storia della cultura presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, sotto la guida di Aurelio Peretti e di Arnaldo Momigliano. La sua produzione scientifica segue distinti filoni: a. epica greca arcaica e altri aspetti della cultura letteraria, linguistica e religiosa dei Greci dell’età arcaica e classica; b. formazione dello statuto teoretico della antropologia storica del mondo antico attraverso studi sulla cultura francese ed europea del XIX-XX secolo; c. aspetti della cultura italiana del secolo XX (A. Momigliano, E. De Martino, M.Untersteiner; S. Timpanaro) con molte pubblicazioni. Custodisce l’Archivio A. Momigliano e le Archives Louis Gernet. Ha concluso il lungo lavoro condotto sulle carte di A. Momigliano con la pubblicazione del Decimo Contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico. |
3 eventi,Exploring the business dimension of political confrontation in China, Russia, Europe (1945 – 1991) Thursday, 7th May and Friday, 8th May 2015 Tower 2, 9th Floor, LSE
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Giovedì 7 maggio 2015, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea, 1915-1918 di Nicola Maranesi (Il Mulino, 2014). Ne parlano con l’autore: Fortunato Minniti, Lidia Piccioni.Casa, centro di addestramento e smistamento, retrovia, trincea di massima resistenza, trincea di prima linea, trincea avanzata, terra di nessuno. Nel corso della Prima guerra mondiale furono circa quattro milioni e duecentocinquantamila i soldati italiani direttamente impegnati nelle operazioni belliche. Partirono da tutta la penisola per contrapporsi al nemico, l’esercito austriaco, su un fronte che si estendeva per circa cinquecento chilometri, dal confine con la Svizzera fino al Mare Adriatico. Non fu questo, però, l’unico cammino che gli uomini in età di leva condivisero durante i lunghi mesi di ostilità. È infatti possibile ripercorrere le tappe di un percorso emotivo, scandito dagli stati d’animo vissuti dai soldati durante la permanenza al fronte: presa di coscienza, inquietudine, smarrimento, sconforto, agitazione, paura, rassegnazione, terrore, annichilimento, volontà di vivere. Per ricostruire questo «viaggio interiore» Nicola Maranesi ha scandagliato i diari, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e ha intrecciato le diverse testimonianze in un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza della Grande Guerra: racconti vivi e impressionanti, che continuano a rivelare aspetti inediti della vita quotidiana dei soldati, dal momento dell’arrivo in trincea fino a quello, per chi ha potuto viverlo, del ritorno a casa.La presentazione di Avanti sempre inaugura il ciclo di incontri Scritture di guerra, sulla memorialistica delle guerre mondiali: i successivi appuntamenti, il 14 e il 21 maggio p.v., saranno dedicati, rispettivamente, al racconto autobiografico di Eugenio Armati, Aride zolle, e al volume di Gianluca Cinelli, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Nicola Maranesi, giornalista, fa parte della direzione artistica del Premio Pieve Saverio Tutino. Coordina il «Progetto Grande Guerra» della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale ed è responsabile per l’Archivio del progetto «La Grande Guerra, i diari raccontano», in collaborazione col Gruppo «L’Espresso». |
3 eventi,8 maggio 2015 Seminario a partire dal volume 9 maggio 2015 Intorno a Scalarini I Sessione: 10 – 11,15: Mantova Marco Tonini IMSC 11,30 – 12,30: Scalarini Sandro Morachioli Scuola Normale Superiore, Pisa II Sessione 14,30 – 15,30: Pacifismo e neutralismo in immagini Gian Luca Fruci Università di Padova – IMSC Carlo Stiaccini Università di Genova 15,45 – 16,45: Interventismo in immagini Costanza Bertolotti IMSC Giovanni Lasi Università di Bologna
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Venerdì 8 maggio 2015, ore 17.00, con la collaborazione della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Voci della vittoria. La memoria sonora della Grande Guerra di Piero Cavallari, Antonella Fischetti, Donzelli, 2014. Concerto di Sara Modigliani con il gruppo L’albero della libertà e ascolto di dischi originali su grammofoni d’epoca. Interviene: Marino Sinibaldi. Saranno presenti gli autori. La Grande guerra è stato il primo conflitto del nostro paese di cui si conservi una memoria «sonora». Fin da subito si avvertì l’esigenza di salvaguardare il ricordo della tragedia appena vissuta attraverso il marmo dei monumenti o la carta e l’inchiostro delle memorie dei soldati. Ci fu chi però ebbe l’idea di affidare alla voce, a cui è legata così intimamente l’identità di ciascuno di noi, e alla parola dei protagonisti il compito di preservare e tramandare quella vittoria tanto discussa: tra il 1924 e il 1925, Rodolfo De Angelis, eclettica figura di artista, pensò di raccogliere le voci di coloro che avevano svolto un ruolo di primo piano nella guerra, invitandoli a declamare i propri celebri discorsi. Sarà questa discoteca, la raccolta La Parola dei Grandi, a costituire il nucleo della Discoteca di Stato che verrà istituita nel 1928. Quelle «voci storiche» (qui riunite nel cd allegato) sono una fonte di importanza unica: le parole di Luigi Cadorna, Armando Diaz, accanto a quelle di Vittorio Emanuele Orlando (la più antica registrazione di un primo ministro italiano) o di Luigi Pirandello, costituiscono una preziosa testimonianza. Si pensi, ad esempio, al documento di Cadorna: il generale non era certo felice di passare alla storia per il bollettino di Caporetto; e così, alla fine della lettura del testo originale, aggiunge una postilla in cui rimarca il successo finale della guerra, con l’intento di «attenuare» la tragicità di quella disfatta. Oltre a offrirci l’affresco di un’epoca (e il modo in cui venne allora «metabolizzata» la guerra), la raccolta si presenta come una galleria di «autoritratti sonori», nei quali alcuni dei personaggi che hanno fatto la nostra storia riflettono su se stessi e, scegliendo una particolare sfumatura, adottando un determinato accento, marcando una parola più di un’altra, di se stessi e delle proprie imprese tratteggiano il quadro che ritengono il più adeguato da lasciare in eredità agli italiani che verranno. Il volume è corredato da un cd che contiene le «voci» di: Luigi Cadorna, Enrico Caviglia, Pietro Badoglio, Armando Diaz, Guglielmo Pecori-Giraldi, Paolo Thaon di Revel, Gaetano Giardino, Emanuele Filiberto duca d’Aosta, Vittorio Emanuele Orlando, Tommaso Tittoni, Carlo Delcroix, Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Pirandello, Trilussa. Piero Cavallari e Antonella Fischetti, studiosi di storia contemporanea, lavorano all’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi. |
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Martedì 12 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Dalla rivoluzione al governo. La sinistra di Antonio Mordini nell’età della Destra (1861-1869) di Christian Satto, FrancoAngeli, 2014. Ne discutono con l’autore: Zeffiro Ciuffoletti, Giuseppe Monsagrati. Coordina: Lauro Rossi. Il percorso attraverso il quale la Sinistra storica si trasformò in opposizione costituzionale fu complesso e comportò crisi di coscienza e riserve mentali non facili da superare. Antonio Mordini fu tra i primi a rendersi conto della necessità di dare una risposta al problema della natura non pienamente costituzionale dell'opposizione, operando prima dall'interno della Sinistra, poi fondando il "Terzo partito". Questo studio si propone di indagare l'idea di opposizione costituzionale che Mordini propugnò negli anni 1861-1869. Nella sua ottica la Sinistra doveva diventare un cardine di stabilità per il sistema politico e un'alternativa alla Destra per il governo. Chi non accettava la legalità sancita dai plebisciti del 1860 doveva "risegnare il proprio mandato, presentare la propria renunzia e ritirarsi dal Parlamento". Il vero scopo della Sinistra doveva essere "convertire la minorità in maggiorità", abbandonando l'azione extra legale. L'opera del deputato toscano permette di comprendere meglio alcune dinamiche che accompagnarono il pieno inserimento della Sinistra nel sistema politico postunitario. Christian Satto è allievo del corso di perfezionamento in discipline storiche della Scuola Normale Superiore e si occupa di storia politica dell'Ottocento italiano. Fra i suoi contributi recenti: "Per religioso convincimento": il ruolo di Roberto d'Azeglio nell'emancipazione dei "dissidenti" subalpini, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia", Serie 5, 2013 |
2 eventi,Il centenario della I Guerra mondiale offre l’opportunità per approfondire un processo che, prendendo avvio dalla fine del XIX secolo, attraverso la grande trasformazione culturale, sociale, tecnologica, economica e politica che ha introdotto la Grande Guerra, ha provocato un complessivo rivolgimento della identità europea, giunto a maturazione solo dopo aver fatto i conti col dramma del secondo conflitto mondiale e dei muri ideologici del XX secolo.
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Mercoledì 13 maggio, ore 9:30, presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull\'Uomo dell\'Università del Salento (Monastero degli Olivetani,Padiglione Chirico, viale San Nicola, 73100, Lecce) verrà presentato il Ne discutono con il curatore Maria Marcella Rizzo (Università del Salento), Daria De Donno (Università del Salento). Introduce Anna Lucia Denitto (Università del Salento)
http://bacheca.unisalento.it/pubblicazioni/Abbassolaguerra_loc.pdf |
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La casa perduta. La memoria dei profughi nell’Europa del Novecento di Patrizia Audenino Ne discutono con l’autrice
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Presentazione dei volumi di Maurizio Ridolfi, La politica dei colori. Emozioni e passioni nella storia d'Italia dal risorgimento al ventennio fascista e L'Italia a colori. Storia della passioni politiche dalla caduta del fascismo ad oggi (entrambi Mondadori Education, 2015), con Donatella Cherubini, Fulvio Conti, Giovanni Gozzini.
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Giovedì 14 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume di Eugenio Armati, Aride zolle (Città di Castello, LuoghInteriori, 2014). Intervengono: Agostino Bistarelli, Simona Lunadei, Lucia Strappini. Coordina: Rosanna De Longis. In Aride zolle Eugenio Armati (1911-1989), creando il personaggio di Stato Civile, ha trasposto in forma narrativa le sue esperienze di guerra, nel viaggio forzato che lo portato – tra il 1939 e il 1943 – come “fante tra i fanti” in diversi luoghi dell’Italia, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Partito per il fronte russo il 30 novembre 1941, è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il 15 novembre 1942. La presentazione è il secondo appuntamento del ciclo di incontri Scritture di guerra, che proseguirà il 21 maggio con la discussione sul libro di Gianluca Cinelli, Prigionieri nei Lager di Hitler e di Stalin. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca. Eugenio Armati, tipografo-compositore prima a Todi e poi a Roma, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi, numerose lettere e un manoscritto, da lui intitolato Aride zolle che le figlie, rispettando integralmente il testo, hanno trascritto per la stampa. |
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Il Piano Poggi per Firenze capitale e le trasformazioni delle città europee tra Ottocento e Novecento.
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Venerdì 15 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell'impunità in Argentina, Cile e Uruguay di Gennaro Carotenuto, Le Monnier, 2015. Ne discutono con l’autore: Lucia Ceci, Maria Rosaria Stabili. Coordina: Claudio Tognonato. Cosa hanno in comune Sofia Prats, figlia di un alto ufficiale dell'Esercito cileno, e Jessica Tapia, figlia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri furono assassinati da Augusto Pinochet e dal Terrorismo di Stato delle dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale, la metodologia che aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi delle loro epoche, leggiamo le testimonianze originali, a volte drammatiche, a volte serene, su come i figli dei desaparecidos in Argentina, Cile e Uruguay abbiano preso in mano le loro vite. La storiografia serve così a sciogliere stereotipi consolidati sul Continente. "Todo cambia", come canta Mercedes Sosa. Decenni di lotte per la verità e la giustizia fanno sì che oggi molti dei torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell\'America latina, dopo processi esemplari, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite, stiano pagando per i loro crimini suturando le ferite di una società intera. Gennaro Carotenuto insegna World History all\'Università di Macerata. È stato tra l\'altro Research Fellow presso l\'Istituto di Alti Studi sull\'America Latina dell\'Università Parigi 3 Sorbona e Teaching Fellow all\'Università di Montevideo e all\'Università Bocconi di Milano. |
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Presentazione del volume di Valentino Baldacci. Partecipano: on. Emanuele Fiano (PD), Maurizio Molinari (corrispondente de "La Stampa" dal Medio Oriente), Angelo Panebianco (Università di Bologna), Ugo Volli (Università di Torino). Coordina Angelo Pezzana (Associazione Italia-Israele di Torino). |
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Lunedì 18 maggio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre di Leila El Houssi, Carocci, 2014. Ne discutono con l’autrice: Federico Cresti, Lucia Valenzi. Coordina: Rosanna De Longis. Il volume affronta il tema dell’antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell’élite borghese liberale di appartenenza massonica, militanti del movimento anarchico, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell’uomo (LIDU) e, in seguito, l’apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l’analisi della stampa, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini, italiani e francesi. Leila El Houssi si occupa di storia, culture e questioni di genere nel Nord Africa in età contemporanea. Coordinatrice scientifica e docente del Master Mediterranean Studies presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze, è autrice di numerosi saggi pubblicati in volumi e periodici italiani e stranieri. Nel 2013 ha pubblicato Il risveglio della democrazia. La Tunisia dall’indipendenza alla transizione. |
3 eventi,Convegno "LUIGI LUZZATTI E LA GRANDE GUERRA".
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Centro Interuniversitario di Storia Culturale - sede di Venezia INTERPRETARE MUSSOLINI: potere, ideologia, corpo MARTEDI’ 19 MAGGIO 2015, ore 11-13 Richard Bosworth è uno dei più noti storici del fascismo a livello internazionale. Tra i suoi libri: Mussolini. Un dittatore italiano (Mondadori 2014); L'Italia di Mussolini, 1915-1945 (Mondadori 2009).
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Saluto Nino Blando - Comitato scientifico IGS Presiede Ida Fazio Ne discutono con l'autore Tommaso Baris, Sebastiano Nerozzi, Antonio Riolo |
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Seminario di Jan Hein Furnee (University of Amsterdam)
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Mercoledì 20 maggio 2015, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume A, EDES, 2014. Intervengono: Annalisa Zanuttini, Gabriele D’Autilia. Coordina: Lauro Rossi. Assunta Trova è docente di Storia contemporanea nell’Università di Sassari. Studiosa dell’Ottocento, si è occupata in particolare di storia della Sardegna e del Mediterraneo. Tra le sue recenti pubblicazioni, L' Ottocento. Dalla fusione all'Unità, 1800-1899 (2011), in collaborazione, e il volume C. Cattaneo, Della Sardegna antica e moderna: con 56 lettere intercorse tra lo studioso e i suoi corrispondenti sardi (2010). Giuseppe Zichi, dottore di ricerca in Storia delle istituzioni e della società nell’Europa contemporanea, ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Sassari. Tra le sue recenti pubblicazioni, Sisini, imprenditori di Sardegna (2013) e, in collaborazione, Giuseppe Garibaldi. Il mito, l’Unità d’Italia e la Sardegna (2011).
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Mercoledì 20 maggio, alle ore 18, si terrà a Roma, presso la sede della LIDU - Lega Italiana dei Diritti dell\'Uomo, in piazza d\'Ara Coeli 12 (accanto a piazza Venezia) la presentazione del libro \"I sei giorni che sconvolsero il mondo. La crisi dei missili di Cuba e le sue percezioni internazionali\" (Le Monnier, 2014, pp. 540. Scheda volume: http://ht.ly/EUP97). |
6 eventi,Gentili Professori, colleghi e amici, proseguono le presentazioni al St. Patrick’s Pub di Roma. Giovedì 21 maggio alle ore 18.00 presenteremo il volume di Giovanni Orsina «Storia delle destre nell'Italia repubblicana», Rubbettino, 2014. L'atmosfera è sempre la stessa, informale e aperta al dibattito. Vi aspetto, davanti a un bel boccale di birra, per discutere con l'autore di questo interessante volume. Nella speranza di avervi fatto cosa gradita, vi saluto cordialmente Andrea Ungari Presentazione del volume G. Salvemini, Lettere americane, 1927-1949, Donzelli Editore. Interventi di: Giuliano Amato, Renato Camurri, M.S. Salvadori. Saluti introduttivi di: Paolo Marzotto, Carmine Donzelli Sarà presente il presidente emerito Giorgio Napolitano Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana (Sala Igea) Seminario a cura di Egle Becchi, Monica Ferrari, Gianpiero Fumi, Matteo Morandi In occasione della commemorazione dello scoppio della prima guerra mondiale e, parallelamente, in occasione del centenario dell’intervento dell’Italia nel conflitto, in questi mesi vengono organizzate e promosse iniziative per lo più incentrate sull’analisi delle relazioni diplomatiche e politiche internazionali, sull’impatto che ha avuto la guerra sulla società civile, sulle modalità attraverso le quali la memoria collettiva rielabora la tragedia della guerra. Poca o nessuna attenzione viene riservata all’esame dei rapporti economici e soprattutto dei progetti di investimento (realizzatisi o meno) che, a cavallo dello scoppio della guerra, si attivarono tra l'Italia e i paesi dell’Europa sud-orientale. Questi ultimi, peraltro, erano da tempo oggetto di interesse da parte di forze imprenditoriali e istituti finanziari italiani come aree di espansione economica. Personaggi come Otto Joel, Giuseppe Volpi, Rolando Ricci e altri guardarono all’ottenimento di appalti per la costruzione di porti e ferrovie e di concessioni minerarie in Montenegro, Albania, Turchia. Le regioni della fascia adriatica della Penisola mostrarono un particolare interesse verso investimenti produttivi e finanziari, nonché nell’espansione dei collegamenti ferroviari verso l’area orientale del continente europeo.
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Giovedì 21 maggio, alle 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, si presenta il volume di Gianluca Cinelli Prigionieri nei lager di Stalin e di Hitler. L'esperienza del totalitarismo nella memorialistica italiana e tedesca (Primalpe, 2014). Il volume ricostruisce il modo in cui, in Italia e in Germania, la memorialistica contribuì alla ricostruzione democratica dei due paesi e a rifondare il rapporto fra i reduci e la società, un tentativo spesso fallito o sfruttato per speculazioni politiche. Nelle memorie, la prigionia in Russia e l'internamento in Germania sono spesso presentati come "laboratori" di democrazia e di maturazione etica e politica, nonostante lo shock della violenza subita nei Lager. La prigionia viene quindi come un'esperienza caratterizzata da contraddizioni e conflitti di coscienza, che restituiscono lo spessore umano e la passione etica con cui tanti uomini riuscirono a riappropriarsi della libertà, paradossalmente, solo quando ne furono privati. Il confronto tra la memorialistica italiana e quella tedesca, pressoché sconosciuta in Italia, riporta all'attualità la riflessione sul passato del secondo conflitto mondiale in chiave europea. La presentazione di Prigionieri nei Lager di Stalin e Hitler conclude il primo ciclo di incontri Scritture di guerra, sulla memorialistica delle guerre mondiali: gli appuntamenti precedent, il 7 e il 14 maggio, sono stati dedicati, rispettivamente, al volume Avanti sempre di Nicola Maranesi, che ha scandagliato i diari, le memorie e gli epistolari conservati nel fondo inedito «Guerra mondiale 1914-18» dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, e al racconto autobiografico di Eugenio Armati, Aride zolle. Gianluca Cinelli, dottore di ricerca in italianistica, già ricercatore post-doc della Fondazione Alexander von Humboldt presso l'università di Francoforte, è autore di diverse monografie fra cui Nuto Revelli (2011) e Ermeneutica e scrittura autobiografica (2008) e collabora con l'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Ha pubblicato articoli su Primo Levi, Mario Rigoni Stern, Nuto Revelli e Alessandro Manzoni, nonché sulla memorialistica italiana e tedesca delle due guerre mondiali. Fra i suoi recenti lavori figurano La questione del male in Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni (2015) e gli atti del convegno cuneese La memorialistica di prigionia dei militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale, apparso nel 2012 su Il presente e la storia n. 84.
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Giovedì 21 maggio 2015 alle 17.00 il Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea ed il DiSSGeA organizzano la presentazione del volume di Matteo Millan Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista, Viella, Roma, 2014. Ne discuteranno con l'autore Richard Bosworth (Oxford) e Giulia Albanese (Università di Padova). Introduce e coordina Carlo Fumian (Università di Padova). |
5 eventi,Tutta la storia del Piemonte e di Torino è caratterizzata da dinamiche europee e internazionali. Obiettivo del convegno è presentare le organizzazioni internazionali che hanno sede in Piemonte, con le quali il Consiglio regionale collabora stabilmente al fine di valorizzarne la presenza sul territorio e creare opportunità di sviluppo e di crescita a livello locale. Il convegno trae spunto dal volume a cura di Dora Marucco e Cristina Accornero, Torino città internazionale, Storia di una vocazione europea, Donzelli editore 2012. Per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti la partecipazione al convegno è valida per l’acquisizione di 4 crediti formativi con iscrizione online sulla piattaforma Sigef.
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Venerdì 22 maggio, alle 17.00, presso la biblioteca di storia moderna e contemporanea, si terrà la tavola rotonda: Genere e Storia: un laboratorio internazionale di ricerca, a partire dal volume Nuove frontiere per la storia di genere, Atti del V congresso nazionale della Società italiana delle storiche, a cura di a cura di M.R. Pelizzari e L. Guidi. La categoria di frontiera, al centro di questi volumi, che hanno origine dal V Congresso della Società Italiana delle Storiche, allude all’attraversamento di confini attuato dalla Storia di genere: i confini tra discipline, tra privato e pubblico, tra Occidente e altre aree del mondo, sono indagati da ricercatrici e ricercatori di varie generazioni che si confrontano in un’ottica non più limitata ai soli soggetti femminili ma aperta alla Men’s History e agli studi LGBTQ. TOMO II TOMO III Nota sulle Curatrici
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La S. V. è invitata all’inaugurazione della mostra L’arte ferita. Salvaguardia, danni e restituzioni nel periodo della Grande Guerra organizzata dal Comune di Padova e dal Comitato d'Ateneo dell'Università di Padova per il centenario della Grande Guerra |
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2 eventi,Due lezioni di Mario Isnenghi e un concerto chiudono il ciclo di conferenze che l'Università di Verona ha organizzato per il Centenario della Grande Guerra
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Lunedì 25 maggio 2015, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Istituto storico germanico di Roma, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume 1914-1918. La Grande Guerra di Oliver Janz, Einaudi, 2014. Ne parlano con l’autore: Martin Baumeister, Nicola Labanca. Coordina: Rosanna De Longis. La Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto «totale» - capace, cioè, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l'Europa, ma anche per molti paesi extraeuropei la «catastrofe originaria del XX secolo». Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che, a partire dai Balcani, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l'assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto, dall'Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica, economica, militare e sociale - dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio innovativo che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva originale e ricca di sfaccettature. Oliver Janz è professore di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi dedicati alla storia della Germania e dell'Europa, tra i quali ricordiamo: Bürger besonderer Art. Evangelische Pfarrer in Preußen (1994), Centralismo tra otto e novecento (1997), Transnationale Geschichte (2006), Das symbolische Kapital der Trauer (2009), Dolce Vita? Italienische Migranten in Deutschland (2011); Gender History in a Transnational Perspective (2014). Dirige numerosi progetti internazionali sulla prima guerra mondiale, tra cui l'innovativa «1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War» (www.1914-1918-online.net). |
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Martedì 26 maggio 2015 Massimo L. Salvadori Edoardo Tortarolo Piergiorgio Zunino presentano Caro Chabod La storia, la politica, gli affetti (1925-1960) , a cura di Margherita Angelini e Davide Grippa Carocci, Roma 2014 Saranno presenti i curatori |
5 eventi,Gentili soci e socie, la Biblioteca Vallicelliana, in occasione del Maggio dei Libri 2015, è lieta di invitarvi, mercoledì 27 maggio alle ore 17,00, alla presentazione del volume di Antonio Varsori "Radioso Maggio. Come l'Italia entrò in guerra", il Mulino, 2015. Insieme all'autore, presenteranno il volume Marco Gervasoni, Luca Micheletta e Andrea Ungari. Il Convegno, organizzato dal GRID, Gruppo di ricerca sulle idee politiche, del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, vuole tentare di focalizzare alcuni momenti e figure della vita e del dibattito politico in Italia, nel dodicennio che precede l’esplosione del 1968, o, più correttamente, del 1968/69: la contestazione studentesca ed operaia, cerniera verso gli anni Settanta, un decennio contraddittorio, che da una parte raccolse la migliore eredità politica delle lotte, traducendola in iniziative di legge, di fondamentale importanza (dal nuovo diritto di famiglia allo Statuto dei lavoratori…), ma dall’altra lasciò crescere velleità eversive, o generò una feroce reazione neofascista, che recarono danno all’intera democrazia italiana. Il Convegno mira a mettere in evidenza, nella continuità delle diverse culture politiche, gli elementi di discontinuità, le incrinature, i dissensi, le eterodossie, le polemiche: insomma, tutto ciò che in qualche modo, può essere considerato un dato “preparatorio” del sommovimento di fine decennio. Sono previste quattro sessioni, dedicate ai quattro principali filoni: quello cattolico, quello socialista, quello comunista, quello laico. Per ciascuna sessione è prevista una Relazione introduttiva a carattere generale su quella determinata cultura politica e alcune comunicazioni di approfondimento su singoli aspetti e questioni. La formazione delle nazioni moderne e i grandi conflitti del XIX secolo sono al centro di importanti riflessioni storiografiche internazionali. Le sole vicende regionali sono considerate, per molti aspetti, insufficienti per la comprensione dello sviluppo di stati nazionali, di moderni movimenti politici e sistemi sociali. In questa prospettiva l’implosione del sistema imperiale borbonico è uno dei casi più interessanti, perché consente il confronto con la crisi di un grande sistema imperiale e il lungo processo di consolidamento di oltre una ventina di nuovi stati nazionali. PROGRAMMA Mercoledì 27 Maggio ore 9,30 | PRESENTAZIONE CONVEGNO SALUTI
ore 10,15 | PRIMA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
ore 15,30 | SECONDA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
Giovedì 28 Maggio ore 9,30 | TERZA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
ore 11,30 | QUARTA SESSIONE · FONDAZIONE SIOTTO
ore 15,30 | DISCUSSIONE CONCLUSIVA
SEGRETERIA Museo Casa Manno
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Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti (1925-1960), di Margherita Angelini e Davide Grippa
Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti (1925-1960), di Margherita Angelini e Davide Grippa Mercoledì 27 maggio 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, verrà presentato il volume Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti (1925-1960) di Margherita Angelini e Davide Grippa, Carocci 2015. Intervengono: Piero Craveri, Lauro Rossi, Edoardo Tortarolo, Marcello Verga «Che sarà di noi, del nostro paese, di tutto ciò che ci è caro? Se vorremo, potremo risorgere: ed è dovere anzitutto di noi, uomini di studio, di lavorare perché questo volere ci sia, nei giovani almeno a cui è affidato il compito arduo!» (F. Chabod a E. Sestan, 1944). Federico Chabod (1901-1960) è stato tra i più autorevoli studiosi di storia italiani e internazionali. Il volume raccoglie i carteggi personali dello studioso con i suoi maggiori corrispondenti, in particolare con quelli a cui era legato da vincoli affettivi (da Carlo Levi a Gaetano Salvemini), di collaborazione (da Giovanni Gentile a Franco Venturi), editoriali (da Alberto Pirelli ad Antonio Giolitti) e politici (da Ugo La Malfa ad Alcide De Gasperi). La raccolta offre spunti di riflessione per alcuni nodi critici della storia: le due guerre mondiali, le dittature europee e la Guerra fredda. Margherita Angelini è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova, dove si occupa di istituzioni culturali e storiografia italiana e tedesca nel Novecento. È autrice di Fare storia. Culture e pratiche della ricerca in Italia da Gioacchino Volpe a Federico Chabod (2012) e Transmitting Knowledge: The Professionalisation of Italian Historians (1920s-1950s) (2010). Davide Grippa è ricercatore presso l’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma. I suoi interessi di ricerca sono rivolti all’analisi del ruolo avuto dalle emozioni nell’elaborazione della memoria storica e nella formazione del pensiero politico. Tra le sue pubblicazioni: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (2009) ed Emozioni e controllo della memoria storica nell’Enciclopedia italiana (2012).
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Roma, 27 maggio 2015, ore 17,30. Sala Conferenze dell'ANRP - via Labicana 15. Ne discuteranno: Mauro Canali (Università di Camerino); Lauro Rossi (Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, Roma). Modera Vincenzo Grienti (giornalista, "L'Avvenire" e Ufficio Stampa CEI) Sarà presente l'autrice (Università di Messina) "Un lungo scavo archivistico che mette in luce la natura del Dulag carpigiano quale luogo di transito di internati, diretti verso destini diversi. Il 15 marzo 1944 il campo di Fossoli, da luogo di internamento dei prigionieri di guerra catturati in Africa settentrionale, diventò campo di transito per gli italiani destinati ai campi di concentramento nazisti. Nell’articolata organizzazione dell’universo concentrazionario divenne un Durchgangslager (Dulag), un luogo di smistamento dal quale transitarono ebrei, trasferiti poi nei campi di sterminio, oppositori politici destinati alla rete dei KL (Konzentrationslager) e lavoratori «coatti» impiegati nel Reich per il lavoro agricolo o industriale. Questo studio si inserisce nell’ampio quadro di analisi dell’universo concentrazionario, che ha definito in modo rigoroso il ruolo svolto dai Dulag come primo anello della catena organizzativa. Partendo dalla ricostruzione dei convogli dei deportati inviati oltralpe e dal confronto con le carte d’archivio tedesche, è stato possibile individuare puntualmente coloro che transitarono per Fossoli e i tempi e le modalità di cattura per ogni singola regione. Grazie all’affinamento della cifra degli internati e transitati per il Dulag carpigiano, di cui vengono riportati 1.484 percorsi biografici, e alle statistiche sulle regioni di provenienza e di cattura, sino ai luoghi di destinazione finale, questo testo rappresenta un prezioso contributo per la comprensione dei meccanismi di funzionamento dei campi di transito." |
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Giovedì 28 maggio 2015, alle ore 17.00, l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea organizzano, presso l’Auditorium dell’Istituto (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), la presentazione dell’opera Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda, Laterza, 2014. Ne parlano con gli autori: Sergio Boccadutri, Alberto Marinelli, Andrea Miconi, Antonio Nicita. Coordina: Raffaele Barberio. Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo. Gabriele Balbi insegna Storia dei mezzi di comunicazione e Sociologia dei mass media presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. Le sue principali aree di ricerca sono la storia dei media e quella delle telecomunicazioni, con un’attenzione alla dimensione teorica e ai media digitali. Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Network Neutrality. Switzerland’s role in the genesis of the Telegraph Union, 1855-1875 (2014) con S. Fari, G. Richeri, S. Calvo e numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali come Media History, History of Technology, Media, Culture and Society, International Journal of Communication, Technology and Culture. Paolo Magaudda è assegnista di ricerca senior in Sociologia presso l’Università di Padova e insegna Sociologia dei consumi e del marketing presso lo IUSVE di Venezia,. Si occupa in particolare del rapporto tra tecnologie, media società e, dal 2013, è Segretario Nazionale di STS Italia (Società italiana per lo studio sociale della scienza e la tecnologia). Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano Oggetti da ascoltare. Hifi, iPod e consumo delle tecnologie musicali ( 2012) e Innovazione Pop. Nanotecnologie, scienziati e invenzioni nella popular culture (2012)..
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INVITO alla presentazione del libro a cura di Alfredo Canavero Introduzione di Ne discute con l’autore GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2015, ORE 18 |
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Gentili Socie e Soci, augurandomi di fare cosa gradita, mi permetto di segnalarvi la presentazione del mio libro Ci sembrava di essere liberi. Per una storia delle radio democratiche bergamasche (Ombre Corte, 2015). Come da volantino allegato, la presentazione si terrà venerdì 29 maggio alle ore 18 presso la sede dell'Associazione di Mutuo Soccorso di Bergamo, in via Zambonate 33. Intervengono e discutono con l'autore: Introduce e coordina: Paolo Barcella. Organizza: biblioteca "Di Vittorio" della CGIL di Bergamo. Colgo l'occasione per porgere il mio più cordiale saluto. |
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A proposito di Ugo Frizzoni: Quando partì come medico volontario della Croce Rossa, Ugo Frizzoni era un medico stimato, rampollo di una famiglia che apparteneva alla comunità evangelica svizzera bergamasca. Venuti dai Grigioni come altre famiglie di commercianti e di imprenditori tessili tra il Settecento e l’Ottocento, i Frizzoni furono fino alla prima metà del Novecento una delle famiglie più importanti della città orobica. Ugo trascorse i primi anni della sua vita viaggiando, conoscendo il mondo e studiando medicina. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, si avvicinò al nascente movimento operaio e socialista: venne eletto consigliere comunale per il Partito socialista e fu membro della Camera del lavoro cittadina. Individuo di grande intelligenza e sensibilità, era solito partecipare alla vita pubblica e politica senza alzare i toni, facendo della riservatezza e dell’equilibrio i suoi tratti caratteristici. Così come da pediatra socialista aveva consacrato la sua vita alla cura dei figli dei lavoratori, nel corso della guerra decise di continuare questa sua opera al fronte, curando i figli, ormai soldati, dei contadini e degli operai italiani. Trascorse diversi mesi negli ospedali militari, passando da Ca’ de le Vallade a Buttrio, quindi a Pordenone e, dopo la disfatta di Caporetto, a Treviso. |
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